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La doppiatrice giapponese di Goku da Dragon Ball furiosa per l'uso della sua voce in video generati con l'IA

La storica voce giapponese di Goku, Masako Nozawa, ha attaccato l'uso dell'IA per clonare le voci dei doppiatori senza consenso, definendo questa pratica "un furto".

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   17/10/2026
Goku in Dragon Ball

Masako Nozawa, storica doppiatrice giapponese di Goku, Gohan e altri personaggi iconici in Dragon Ball sin dalla prima trasposizione animata del 1986, ha criticato duramente l'uso di video generati con l'IA che riproducono la sua voce senza autorizzazione, definendo la pratica "imperdonabile" e paragonandola a un furto.

Il caso si inserisce all'interno di un trend sempre più diffuso online. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i video realizzati con l'intelligenza artificiale che imitano le voci di personaggi celebri di anime e videogiochi, facendogli pronunciare battute mai registrate dagli interpreti originali. Una pratica che ha iniziato a preoccupare anche l'industria giapponese, al punto da spingere doppiatori e attori a elaborare le prime linee guida dedicate all'utilizzo delle voci generate dall'IA.

"Quella non è la mia voce. È come un furto, e mi rende furiosa"

Nel corso di un'intervista concessa all'emittente giapponese NHK, è stato mostrato a Nozawa un video realizzato con l'intelligenza artificiale utilizzando una replica della sua voce. La reazione è stata di sdegno: secondo quanto riportato, Nozawa ha dichiarato che quella "non è la sua voce" e che chiunque voglia utilizzare anche solo una parte della sua interpretazione dovrebbe prima ottenere il suo consenso. La doppiatrice ha inoltre sottolineato come le imitazioni generate dall'IA possano anche risultare perfette dal punto di vista tecnico, ma prive di "cuore".

"Quella non è la mia voce. Non posso perdonarli per averla utilizzata senza permesso. È come un furto, e mi rende furiosa. Credo che la mia voce e la mia recitazione mi appartengano. Se qualcuno volesse utilizzarle, dovrebbero chiedermi prima il permesso", ha dichiarato Nozawa.

"La voce generata dall'intelligenza artificiale può somigliarmi. Potrebbe persino essere identica. Ma le manca il cuore, non è vero? Senza cuore non vale nulla, a prescindere dal ruolo. Anche quando si tratta semplicemente di un pianto, credo che ci sia una differenza se a piangere è qualcuno che prova un'emozione.

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Pur criticando duramente gli abusi, Nozawa non si è detta contraria alla tecnologia in sé. La doppiatrice ha infatti riconosciuto gli enormi progressi compiuti dall'intelligenza artificiale, auspicando però un futuro in cui strumenti tecnologici e creativi possano convivere nel rispetto delle regole e del lavoro degli artisti.

Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente importante per il settore. Lo scorso 30 settembre il Tribunale Distrettuale di Tokyo ha stabilito che l'utilizzo non autorizzato della voce di una persona può violarne il diritto alla pubblicità, in una delle prime sentenze giapponesi di rilievo legate alla regolamentazione dell'intelligenza artificiale applicata alle voci.

Non è un caso, poi, che il 15 ottobre il sindacato giapponese degli attori ha presentato le sue prime linee guida dedicate all'uso delle voci generate dall'IA. L'organizzazione, di cui Nozawa è vicepresidente, chiede che venga ottenuto il consenso degli interpreti nelle varie fasi del processo, dall'addestramento dei modelli fino alla pubblicazione dei contenuti realizzati.

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