Il cheating sta diventando un problema sempre più rilevante per gli sviluppatori di giochi multiplayer competitivi, non soltanto sul piano dell'esperienza degli utenti ma anche dal punto di vista economico. È quanto emerge dal report The Rise of Cheating as a Service realizzato da Anybrain sulla base di un sondaggio condotto tra 250 sviluppatori di Stati Uniti e Regno Unito.
Secondo la ricerca, il 51% degli studi intervistati ha registrato una riduzione misurabile della fidelizzazione dei giocatori o dei ricavi a causa dei cheater, mentre il 69% considera il cheating un problema significativo o molto significativo. Il 76% degli sviluppatori ha già adottato almeno un sistema anti-cheat.
Un grosso business
Il fenomeno viene descritto nel report come un ecosistema sempre più strutturato e professionalizzato, nel quale rientrano abbonamenti ai cheat, servizi di boosting e manipolazioni delle economie interne ai giochi. Anybrain stima che questo mercato abbia raggiunto un valore globale di 8,5 miliardi di dollari, citando anche il caso del 2021 di uno sviluppatore di cheat che avrebbe generato circa 77 milioni di dollari attraverso un servizio destinato a un singolo gioco.
Gli sviluppatori continuano tuttavia a incontrare diverse difficoltà nel contrastare il fenomeno. Il 45% degli intervistati afferma che i cheater riescono a eludere i sistemi anti-cheat, mentre il 58% segnala lamentele ricorrenti da parte della propria community.
Anche le soluzioni adottate possono creare problemi. Il 55% degli studi riferisce difficoltà tecniche causate dai software anti-cheat e il 31% segnala falsi positivi, che possono portare al ban di giocatori innocenti. Un ulteriore 37% ha riscontrato reazioni negative della community nei confronti delle misure adottate.
Tra le tecnologie più utilizzate figurano i sistemi anti-cheat lato client, presenti nel 50% degli studi, seguiti dalle soluzioni basate sull'intelligenza artificiale con il 48% e dai sistemi di terze parti con il 42%. Le percentuali possono sovrapporsi, visto che gli sviluppatori possono utilizzare più sistemi contemporaneamente.
Il contrasto al cheating sembra inoltre destinato a richiedere investimenti sempre maggiori. Il 93% degli studi intervistati dispone di team dedicati all'anti-cheat e l'88% prevede di aumentare gli investimenti nel settore nei prossimi 12 mesi. Tra le tecnologie che gli sviluppatori stanno valutando per i prossimi interventi, le soluzioni basate sull'AI sono indicate dal 44% degli intervistati, seguite dai sistemi di terze parti al 42% e dalle soluzioni proprietarie a livello kernel al 33%.
Resta però una parte degli studi che non utilizza ancora alcun sistema anti-cheat: si tratta del 24% del campione. Tra le principali motivazioni figurano la difficoltà nel trovare una soluzione efficace (25%), le preoccupazioni per le reazioni della community (22%) e la convinzione di non avere un problema significativo di cheating (22%). Un ulteriore 15% non dispone di un team dedicato, mentre il 12% considera i costi troppo elevati, un problema concreto dell'intera industria.
Nonostante queste difficoltà, il 73% degli sviluppatori che attualmente non utilizzano sistemi anti-cheat sta valutando di introdurli entro il prossimo anno. Nel complesso, il 92% degli intervistati ritiene inoltre possibile arrivare, in futuro, a eliminare il cheating dai propri giochi.