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Giappone, cresce l’uso dell’IA generativa tra gli sviluppatori, ma molte aziende non lo dichiarano

Un nuovo sondaggio della società creativa giapponese Amana fotografa l'ampia diffusione ormai ampia dell'intelligenza artificiale generativa nei processi creativi aziendali.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   02/07/2026
Shodan

Un sondaggio pubblicato il 30 giugno dalla società creativa giapponese Amana, e riportato da GameBiz, evidenzia come l'intelligenza artificiale generativa sia ormai ampiamente integrata nei processi creativi delle aziende, pur restando spesso non dichiarata all'esterno.

L'indagine, condotta su un campione di 400 professionisti del settore creativo e marketing, videogiochi compresi, mostra che il 59% degli intervistati afferma che la propria azienda utilizza già strumenti di IA generativa. Inoltre, il 61,75% segnala che queste tecnologie influenzano già le decisioni creative interne, incidendo non solo sui processi produttivi ma anche sulle scelte artistiche e comunicative.

Nonostante l'adozione sempre più diffusa, il 71,4% delle aziende che utilizzano IA non ne dichiara pubblicamente l'impiego. Tra le principali criticità segnalate emergono le preoccupazioni legate al diritto d'autore e alla proprietà intellettuale (32,5%), seguite dalla mancanza di criteri chiari di valutazione dei risultati (24%) e dalla qualità non sempre costante dei contenuti generati (21,5%).

Il risultato del sondaggio
Il risultato del sondaggio

Un ulteriore elemento evidenziato dallo studio riguarda la governance interna: il 43,5% degli intervistati ha dichiarato che la propria organizzazione non dispone di linee guida sull'utilizzo dell'IA oppure non è a conoscenza della loro esistenza.

L'IA generativa è una "piaga virulenta", dice uno degli autori di Dragon Age L'IA generativa è una piaga virulenta, dice uno degli autori di Dragon Age

Sulla base di questi dati, la ricerca conclude che l'adozione dell'IA generativa nel lavoro creativo ha ormai "superato la fase sperimentale ed è entrata nell'uso quotidiano pratico".

Il fenomeno non riguarda solo il settore creativo in senso stretto. Un sondaggio della Computer Entertainment Supplier's Association (CESA), pubblicato lo scorso anno, indicava che il 51% delle aziende videoludiche giapponesi utilizza l'IA in qualche forma, soprattutto per la generazione di risorse grafiche, immagini e testi narrativi.

Nel frattempo, alcune realtà come Capcom hanno aggiornato le proprie policy, limitando l'uso dell'IA alle sole attività "di routine" e non alla produzione creativa vera e propria. Tuttavia, la tendenza generale appare in crescita, quanto inarrestabile.

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