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L'Europa pressa Android e Gemini: Google deve aprirsi ad altre IA

L'UE vuole obbligare Google ad aprire Android alle IA di terze parti, garantendo accesso alle funzioni del sistema e maggiore concorrenza.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   28/04/2026
Europa

La regolamentazione del mercato digitale europeo entra in una fase più concreta con le nuove indicazioni preliminari della Commissione europea su Digital Markets Act. Al centro dell'attenzione c'è il ruolo di Google e la gestione dell'ecosistema Android.

Le misure proposte puntano a ridefinire il livello di apertura del sistema operativo, con un focus particolare sull'interoperabilità tra servizi di intelligenza artificiale e applicazioni installate sui dispositivi degli utenti.

Concorrenza limitata da Google Gemini

Secondo le valutazioni preliminari, Google dovrebbe garantire un accesso più ampio alle funzionalità chiave di Android anche alle soluzioni di intelligenza artificiale sviluppate da terze parti. L'obiettivo è consentire a queste piattaforme di interagire direttamente con le app presenti sul dispositivo, eseguendo azioni pratiche come inviare email, ordinare cibo o condividere contenuti multimediali.

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Teresa Ribera, Vicepresidente esecutivo per la transizione pulita, giusta e competitiva

Attualmente, molte di queste capacità risultano integrate soprattutto nei servizi proprietari dell'azienda, come Google Gemini. La Commissione ritiene che questa impostazione limiti la concorrenza e riduca le possibilità per altri fornitori di IA di offrire esperienze comparabili su Android.

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Tra le proposte figura anche la possibilità per gli utenti di attivare assistenti IA concorrenti tramite una parola di attivazione personalizzata, la cosiddetta "wake word". Questo meccanismo permetterebbe un accesso più immediato ai servizi alternativi, senza passaggi intermedi o restrizioni legate al sistema.

Le misure non si limitano alla sola attivazione vocale. È previsto anche l'accesso più profondo alle funzioni del sistema operativo, così da consentire lo sviluppo di esperienze integrate a livello applicativo. In questo modo, i servizi IA esterni potrebbero operare in modo più simile alle soluzioni già presenti nell'ecosistema Google.

L'iniziativa si inserisce nel quadro più ampio delle attività previste dal Digital Markets Act, che identifica le grandi piattaforme digitali come "gatekeeper" e impone obblighi specifici per evitare pratiche considerate restrittive della concorrenza. Android rientra tra i servizi già designati dalla normativa insieme ad altri prodotti dell'azienda.

Le parti interessate possono inviare osservazioni fino al 13 maggio 2026. Le proposte non sono ancora definitive e potrebbero essere modificate sulla base dei contributi raccolti. La decisione finale dovrà arrivare entro sei mesi dall'avvio della procedura.