La memoria è diventata uno dei fattori più incisivi nel determinare prestazioni, prezzi e posizionamento dei moderni smartphone. In pochi anni il peso di DRAM e NAND è aumentato in modo netto, sia nei dispositivi premium sia nei modelli di fascia intermedia. Questa evoluzione riflette la necessità di gestire carichi sempre più complessi, dalla IA locale ai videogiochi avanzati, fino ai nuovi sistemi di elaborazione delle immagini.
L'aumento dei costi dei componenti e l'attenzione dei fornitori verso i formati destinati ai server stanno creando ulteriori pressioni sulla catena di approvvigionamento. La disponibilità delle soluzioni più diffuse nelle fasce economiche si sta riducendo e questo cambiamento sta mettendo alla prova produttori che fino a pochi anni fa potevano contare su un calo costante dei prezzi della memoria.
La situazione è aggravata dal rallentamento previsto nelle spedizioni globali di smartphone e SoC, che nel 2026 dovrebbe avere effetti significativi soprattutto sui brand con maggiore esposizione alla fascia bassa del mercato.
Le previsioni di Counterpoint
La quota rappresentata dalla memoria nei costi complessivi dei componenti ha registrato un incremento costante. Nel 2020 rappresentava circa l'8 percento della distinta base di un top di gamma come iPhone 12 Pro Max, dotato di 6 GB di DRAM e 128 GB di NAND. Nel 2025 si è passati a circa il 10 percento nell'iPhone 17 Pro Max con 12 GB di DRAM e 256 GB di NAND. Una crescita ancora più marcata si osserva negli attuali dispositivi Android premium con 12 o 16 GB di LPDDR5X e fino a 1 TB di UFS 4.0, dove la memoria può superare il 20 percento del costo totale a causa dei rincari in corso.
Gran parte di questa dinamica deriva dall'aumento della richiesta legata a modelli generativi, funzioni fotografiche avanzate e giochi sempre più esigenti. Smartphone più complessi richiedono quantità maggiori di memoria ad alta velocità, con un impatto diretto sui costi. Allo stesso tempo la crescita dei data center sta assorbendo una porzione crescente della produzione di DRAM. I fornitori concentrano gli investimenti su HBM e DDR5, riducendo la capacità dedicata ai formati precedenti come DDR4 e LPDDR4. Prezzi DRAM pronti a raddoppiare ancora: gli analisti prevedono forti rincari nei prossimi tre mesi Il risultato è un aumento dei prezzi proprio a partire dalle soluzioni più datate, che storicamente sostenevano il segmento entry level. Con la risalita dei costi delle LP4, anche la memoria destinata agli smartphone è diventata più onerosa, accentuando le difficoltà per i modelli di fascia bassa e media. I principali produttori hanno infatti limitato l'espansione della capacità produttiva e questo lascia meno margini per compensare le oscillazioni del mercato.
Secondo le proiezioni di Counterpoint Research, le spedizioni globali di smartphone caleranno del 6.1 percento nel 2026, mentre i volumi dei SoC dovrebbero registrare un calo del 7 percento rispetto al 2025. L'impatto maggiore è previsto per i produttori cinesi più dipendenti dalla fascia economica, mentre Apple e Samsung risultano più robuste grazie alle rispettive integrazioni di filiera e alla progressiva concentrazione sull'alto di gamma.
Tra i fornitori di chip, UNISOC rischia il calo più rilevante a causa della forte esposizione al mercato 4G economico. Google dovrebbe invece ottenere la crescita più sostenuta, complice la differenziazione basata sulla IA e l'espansione in nuovi mercati. Samsung rafforza la propria strategia verticale con il lancio del SoC a 2 nm Exynos 2600, mentre MediaTek e Qualcomm si muovono in modo più sfumato, con le soluzioni premium che compensano la debolezza dei volumi medi.