132

Lo sviluppatore Mauro Fanelli sotto attacco per aver provato a spiegare come funziona il Tax Credit per 1348 Ex Voto

Con grande e invidiabile pazienza, lo sviluppatore italiano Mauro Fanelli ha provato a spiegare il tax credit italiano agli anti-woke, ma è finito al centro di un attacco coordinato.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   17/03/2026
La protagonista di 1348 Ex Voto
1348 Ex Voto
1348 Ex Voto
Articoli News Video Immagini

Come saprete, l'action italiano di ambientazione fantastorica 1348 Ex Voto è diventato oggetto di un attacco coordinato da parte di utenti afferenti all'estrema destra. Il motivo? La presenza di una velatissima storia d'amore tra donne, che ha fatto urlare subito al "woke", sotto l'impulso di personaggi come Asmongold e Smash JT, che si sono spinti fino ad accusarlo di essere un'opera di propaganda LGBTQ+ finanziata dalle tasse dei cittadini, per via del supporto ricevuto dallo stato italiano tramite la misura del Tax Credit.

Come abbiamo provato a fare anche noi qui su multiplayer.it, lo sviluppatore italiano Mauro Fanelli, fondatore e capo di Memorable Games (On Your Tail), ha provato a spiegare con la massima chiarezza su X come funziona il Tax Credit in Italia e come ne abbiano beneficiato videogiochi di ogni tipo, senza distinzioni politiche, facendo capire che se ne stava e sta parlando in termini completamente sballati e lontanissimi dalla realtà. Il risultato? È finito sotto attacco anche lui.

La risposta

Va detto che Fanelli è stato davvero composto nella sua esposizione e nella risposta agli attacchi ricevuti, tanto da aver ricevuto molti complimenti.

Al momento X/Twitter ha dei problemi
e non è possibile caricare il post

Detto in breve, nel post originale ha spiegato che gli incentivi pubblici (tax credit, fondi, prestiti garantiti) sono normali nell'industria dei videogiochi in tutto il mondo e che in Italia il supporto è in realtà molto limitato rispetto a paesi come UK, Canada, Francia o Germania. Ha poi specificato che il tax credit non è finanziamento diretto: devi prima avere e spendere i soldi, poi recuperi una parte (ad esempio il 25%). Quindi, 1348 Ex Voto è stato finanziato interamente dal publisher Dear Villagers; il tax credit è solo un aiuto successivo. Inoltre, questi incentivi non hanno nulla a che fare con DEI o propaganda varia, visto che sono accessibili a qualsiasi gioco e servono a sostenere l'industria locale. Insomma, non c'è nessuna cospirazione LGBTQ+ in atto, visto che stiamo parlando di una pratica standard per supportare lo sviluppo videoludico. Nel caso dell'Italia aggiungeremmo che è anche una misura confermata dal governo Meloni, notoriamente di destra.

1348 Ex Voto, la recensione dell'avventura medievaleggiante ambientata in Italia 1348 Ex Voto, la recensione dell’avventura medievaleggiante ambientata in Italia

Le risposte a questa spiegazione sono state decisamente smodate. Lo stesso Smash JT è intervenuto affermando, con toni decisamente poco educati: "Niente di ciò che hai detto contraddice quello che ho detto. È una tattica comune tra i comunisti di sinistra, quindi ci sono abituato", ribadendo poi i suoi attacchi, tanto che Fanelli è dovuto tornare sull'argomento per spiegare ulteriormente che i sussidi statali sono diffusissimi in tutto il mondo e non averli mette un paese in svantaggio competitivo. Nel settore dei videogiochi, i sussidi sono diffusi soprattutto nei paesi più sviluppati e non hanno niente di comunista. Inoltre, in Italia il supporto è comunque molto limitato rispetto ad altri paesi.

Al momento X/Twitter ha dei problemi
e non è possibile caricare il post

Detto questo ha ripetuto che il gioco in questione non è stato finanziato dallo Stato: i fondi principali arrivano dal publisher, anche perché il tax credit si può usare solo dopo aver speso soldi propri. Inoltre, usufruirne non dipende dai contenuti (DEI, propaganda, ecc.): qualsiasi videogioco può accedervi. La maggior parte dei fondi va infatti a giochi "tradizionali" senza contenuti ideologici, come il recente Carmageddon o i giochi di corse di Milestone. I videogiochi di loro vengono considerati "cultura" in generale, non per il loro contenuto specifico. Inoltre, il sistema è trasparente e pubblico, e funziona come qualsiasi altra politica statale finanziata dai contribuenti.

Riuscirà a convincerli? Difficile, visto che si tratta di una posizione razionale e informata, oltretutto esposta in modo pacato ed educato, ma la speranza è l'ultima a morire.