Battlestar Galactica: Scattered Hopes è un roguelite narrativo ispirato nemmeno troppo velatamente a FTL: Faster Than Light, con una ricca spruzzata di Frostpunk, in questo caso ambientato nell'universo della celebre serie fantascientifica, trasmessa tra il 2004 e il 2009. Il giocatore interpreta i panni di un Capitano di un Gunstar (una grossa nave da guerra progettata per fare da scorta) che deve riuscire a salvare una flotta di sopravvissuti, facendola scappare dalle navi dei Cyloni per raggiungere la Galactica, dopo un devastante attacco che ha distrutto un intero pianeta. In qualche modo la storia segue il filo dell'opera originale, evitando però di ricalcarla per prendersi tutta la libertà necessaria al genere scelto, che sarebbe stato penalizzato da un racconto lineare e preimpostato.
Gestire la flotta
Il giocatore deve saltare da sistema a sistema, affrontando gli avversari e i pericoli che si parano sulla sua strada, ma senza dimenticarsi che quelli che sta salvando sono essenzialmente degli esseri biologici intelligenti molto difficili da gestire, soprattutto in uno stato di stress così grande. Inoltre, anche se stiamo parlando di una manciata di sopravvissuti, sono comunque divisi in fazioni, cosa che complica non poco la situazione visto il rapido emergere di rivalità ed egoismi. Insomma, ci sono nemici esterni e interni e a volte si fatica a capire quali siano i più pericolosi, trasformando a tratti la missione di salvataggio in una vera e propria guerra diplomatica.
Quando si gestisce la flotta, si ha a disposizione un certo numero di turni per destreggiarsi con i vari eventi, sia quelli generati proceduralmente, sia quelli conseguenti alle nostre azioni precedenti. Inoltre, si ha una certa quantità di risorse da spendere in missioni e miglioramenti. Si possono ad esempio affrontare gli obiettivi del sistema in cui ci si trova, per ottenere risorse aggiuntive o bonus vari, oppure assegnare gli eroi a diversi ambiti, potenziando ad esempio le squadriglie o mandandoli in missione per ottenere ricompense più corpose; e, infine, si può lavorare alle navi della flotta addestrando i civili o sviluppando nuove tecnologie tramite la ricerca e sviluppo.
Ci sono anche dei piccoli eventi a cui si può partecipare e in cui bisogna prendere delle decisioni relative all'equipaggio o fare scelte che servono per cercare di massimizzare gli effetti positivi (o mitigare quelli negativi), così da evitare che il malcontento cresca.
Ad esempio, nel caso in cui scoppi un'epidemia bisogna scegliere se curare preventivamente la popolazione o se destinare le risorse in altro modo, aprendosi al rischio che il virus dilaghi. Oppure, di fronte alle difficoltà nel riparare l'astronave, si possono assegnare degli ingegneri alla manutenzione per accelerare, sottraendoli però da altri compiti. In un altro caso, per evitare che i civili continuino ad azzuffarsi tra loro e a causare problemi di ordine pubblico sulle astronavi, viene chiesto di scegliere tra il confinamento, che riduce i tumulti ma impedisce la generazione di risorse, o l'utilizzo di queste ultime per creare qualcosa che incuta timore nei ribelli.
Sistema di combattimento
Battlestar Galactica: Scattered Hopes non è solo gestione. Arrivati alla fine dei turni, le navi Cyloni raggiungono la flotta del giocatore innescando una battaglia nello spazio che può avere soltanto due risultati: la fuga in un altro sistema o la distruzione totale con obbligo di iniziare una nuova partita. In ogni caso, prima di fuggire bisogna preparare il salto nell'iperspazio, che richiede tempo. L'obiettivo è quello di resistere agli attacchi dei Cyloni impiegando le risorse disponibili, scappando non appena il salto è pronto.
In questa fase, il gioco di Alt Shift diventa uno strategico in tempo reale, in cui dobbiamo riuscire a intercettare gli attacchi nemici per far subire alla flotta meno danni possibile. Si tratta di una fase semplice, ma che funziona davvero bene per come riesce a far sentire il giocatore braccato e per come lo costringe a reagire rapidamente, scegliendo comunque da un repertorio di tattiche che si sviluppa nel corso delle partite. La potenza di fuoco del giocatore è sempre inferiore a quella dei Cyloni, ma è possibile, anzi, è necessario anticipare le mosse degli avversari per avere dei vantaggi tattici tali da cavarsela, almeno finché l'offensiva non si intensifica al punto da costringere a ripiegare. Ogni astronave ha il suo raggio d'azione, con cui può coprire certe aree del campo di battaglia, in particolare quelle dove viene indicato l'arrivo delle astronavi nemiche. Le dinamiche che si creano sono abbastanza particolari, molto lontane dagli RTS classici e più vicine a una specie di puzzle game, in cui si vince più si riesce ad anticipare le proprie mosse (per cui torna davvero comoda la pausa tattica).
Per gli avversari più forti si può ricorrere al lancio di testate nucleari, disponibili in quantità limitata, o ad altri attacchi da parte del Gunstar, che solitamente hanno un tempo di ricarica così lungo da essere usabili una o due volte per scontro. Come capirete, vincere o perdere è una questione di equilibri molto sottili, con il gioco che è stato progettato per erodere le nostre risorse in maniera sempre più consistente, così da far crescere la tensione sistema dopo sistema, creando momenti drammatici quando si perdono intere navi piene di civili o si viene spazzati via dai Cyloni.
Niente di stupefacente, ma funziona
Dal punto di vista tecnico, il titolo di Alt Shift non è ricchissimo e parla soprattutto a quei giocatori che non sono alla ricerca dell'esasperazione tecnica per divertirsi. Le astronavi sono ben realizzate, e i personaggi ben disegnati, ma le animazioni non sono proprio ricchissime e tutto appare davvero statico. Molto è stato sacrificato sull'altare dell'interfaccia utente, che di suo risulta leggibile e sempre capace di canalizzare le giuste informazioni verso il giocatore, senza appesantirlo, risultato funzionale sia nella fase di gestione, sia in quella di combattimento. Diciamo che, giocando, non dovete aspettarvi di rimanere a bocca aperta. Del resto non è questo l'obiettivo dell'esperienza.
Per arrivare alla fine di una partita di Battlestar Galactica: Scattered Hopes non ci vuole moltissimo, nel caso in cui vada tutto bene, ma stiamo comunque parlando di un titolo rigiocabile più volte che vive proprio della varietà delle situazioni che propone e del peso delle scelte che si viene chiamati a fare. Questo è particolarmente vero per gli eventi dei sistemi, che a nostro giudizio sono la parte più riuscita, per la quantità di situazioni che propongono. Anche i combattimenti funzionano, nella loro natura asciutta e reattiva, ma finiscono per essere più ripetitivi sulla media distanza. In totale, dopo circa 25 ore ci siamo sentiti pienamente soddisfatti dell'esperienza, anche se l'editore parla di 50 ore di contenuti per i completisti. Considerando il prezzo accessibile, non ci si può proprio lamentare.
Conclusioni
Battlestar Galactica: Scattered Hopes è un titolo riuscito in quel che si propone di essere. In qualche modo si riprende quello che titoli come FTL devono concettualmente alla serie televisiva da cui è tratto (senza dimenticarci di Star Trek) e propone anche delle idee interessanti per variare la formula dei roguelite spaziali, guardando a titoli apparentemente distanti come Frostpunk. Certo, non reinventa la ruota, ma ormai è difficile trovare un roguelite che lo faccia davvero. Insomma, fateci un pensierino, soprattutto se vi manca un'esperienza alla FTL.
PRO
- Buona varietà nella fase gestionale
- L'interfaccia è molto chiara
- L'ambientazione ha il suo fascino
CONTRO
- I combattimenti possono diventare ripetitivi sulla media distanza
- Niente di davvero nuovo
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