Quante cose buone sono nate dalle pizzate? Una di queste è sicuramente la serie Fallout, come raccontato da Tim Cain, autore della stessa.
A metà degli anni '90 Interplay Entertainment era concentrata su Baldur's Gate, Planescape: Torment e Icewind Dale, per sfruttare la licenza di Dungeons & Dragons appena acquisita. Contemporaneamente era in sviluppo anche il primo Fallout, da un team che fu lasciato praticamente a se stesso, situazione che paradossalmente si rivelò fortunata. Ma come si formò il team? Da una pizzata organizzata da Tim Cain.
Pizza e Fallout
Cain ha raccontato l'aneddoto alla testata Game Informer, per uno speciale dedicato alla storia della serie. Il suo lavoro ufficiale era quello di programmare gli installer dei giochi, ma nel tempo libero aveva creato un intero motore isometrico 2D. Tuttavia non gli era permesso mostrare la sua tecnologia a persone già assegnate ad altri progetti: "Così, quello che feci fu prenotare una sala riunioni per le 18", ha spiegato Cain, "che era l'ora in cui tutti sarebbero dovuti tornare a casa, e poi inviai delle email dicendo: 'Sarò in quella sala riunioni con della pizza se volete venire a parlare con me dei giochi che potremmo realizzare con questo motore.'"
"Pensavo che si sarebbero presentate un sacco di persone, ma ricordo che ne arrivarono circa otto. E non me ne resi conto all'epoca, ma stavo selezionando in modo naturale i più intraprendenti, e Leonard (Boyarsky) fu uno di quelli che vennero." O i più golosi, Tim, ma non sottilizziamo.
Dato che in quel periodo c'erano così tanti giochi di ruolo fantasy in lavorazione sia in Interplay sia altrove, decisero di realizzare un gioco di fantascienza. All'inizio l'idea fu quella di creare un seguito di Wasteland, che Interplay aveva sviluppato e che era stato pubblicato da Electronic Arts, ma l'idea fu accantonata.
"Wasteland, che Interplay aveva realizzato in precedenza ma di cui non possedeva i diritti, non ebbe un'enorme influenza (su Fallout Ndr). La gente parla di quanto abbia inciso. Alcune persone del team amavano davvero Wasteland, e tutti gli diedero un'occhiata, ma volevamo fare qualcosa di nostro."
In realtà, l'idea di realizzare un seguito di Wasteland fu accantonata, perché Electronic Arts, che all'epoca deteneva i diritti sulla proprietà intellettuale, non fu d'accordo. "Ironicamente quel cambio di rotta si rivelò meraviglioso", ha raccontato Brian Fargo, all'epoca capo di Interplay, "perché finimmo per fare Fallout, che ovviamente si rivelò un'ottima cosa." Insomma, come dalla pizza, anche dai rifiuti di Electronic Arts si ottengono sempre delle ottime cose.