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CD Projekt Red guarda al futuro: più uscite in programma, ma senza diventare una "fabbrica annuale"

Michał Nowakowski, co-CEO di CD Projekt Red, ha recentemente chiarito la visione a lungo termine dello studio polacco.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   20/06/2026
Ciri di The Witcher IV
The Witcher IV
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CD Projekt Red non ha intenzione di trasformarsi in uno studio che sforna titoli a cadenza annuale. In una recente intervista rilasciata alla newsletter Knowledge di Edge, il co-CEO Michał Nowakowski ha spiegato che, pur desiderando una maggiore regolarità nelle pubblicazioni, l'azienda vuole evitare di saturare il mercato.

"Il nostro sogno è realizzare più giochi, anche se non vogliamo trasformarci in uno studio che lancia un grande gioco ogni anno", ha dichiarato Nowakowski. "Può capitare, ma non è l'obiettivo. Abbiamo un piano decennale di massima, ma lo scopo non è inondare il mercato videoludico con i titoli CDPR. Vogliamo solo creare giochi eccellenti e non intendiamo nemmeno avere una miriade di proprietà intellettuali. Non abbiamo intenzione di crescere in quel modo".

Meglio aspettare

Questa nuova strategia appare come una risposta ai lunghi tempi di attesa che hanno caratterizzato l'ultimo decennio dello studio, segnato ad esempio dai cinque anni trascorsi tra The Witcher 3: Wild Hunt e Cyberpunk 2077. Sebbene Nowakowski freni sull'idea di uscite troppo ravvicinate, la tabella di marcia per i prossimi anni si preannuncia comunque densa.

I piani dello studio includono l'espansione Songs of the Past per The Witcher 3, prevista per il prossimo anno, seguita dal quarto capitolo della saga di The Witcher e da due sequel pianificati per i sei anni successivi. A questi si aggiungono il remake del primo The Witcher, uno spin-off multiplayer, il seguito di Cyberpunk 2077 e una nuova proprietà intellettuale nota con il nome in codice Project Hadar.

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L'approccio descritto da Nowakowski suggerisce dunque un cambio di passo: se i primi dieci anni della storia recente di CD Projekt Red sono stati scanditi da lunghe pause, il prossimo decennio punta a ritmo di uscite più sostenuto, pur mantenendo ferma la volontà di non snaturare l'identità dello studio in favore di una produzione di massa.

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