8

I capi di Final Fantasy e Dragon Quest apprezzano la svolta multipiattaforma di Square Enix

Square Enix, dopo un periodo durante il quale ha optato per vari accordi di esclusività, pare star giovando di un approccio multipiattaforma, con grande consenso da parte dei capi di Final Fantasy e Dragon Quest.

NOTIZIA di Marie Armondi   —   30/01/2026
Kitase e Horii

Per anni Square Enix ha pubblicato vari videogiochi come esclusive temporali su varie piattaforme, ma lentamente ha iniziato a optare per una strategia più multipiattaforma.

Questa scelta è stata ben accolta da alcune figure chiave della compagnia, come il produttore della serie di Final Fantasy - Yoshinori Kitase - e il creatore di Dragon Quest - Yuji Horii -, che ne hanno parlato con Famitsu (traduzione dal giapponese all'inglese fornita da GamesRadar+).

I commenti di Kitase e Horii

"Dal mio punto di vista, in qualità di creatore, vorrei che quante più persone possibile potessero giocare [a ciò che creo], quindi poter pubblicare su più piattaforme è molto apprezzato", afferma Horii. "Era difficile nell'epoca del 'non posso giocare a questo gioco su questa console'. Inoltre, le uscite globali sono diventate la norma, anche se realizzare le cose in questo modo è complicato. Ci sono molte problematiche, come occuparsi contemporaneamente delle traduzioni in inglese (e in altre lingue) e del doppiaggio."

Kitase prosegue suggerendo che lo sviluppo multipiattaforma "un tempo comportava barriere elevate" che oggi non sono più così insormontabili. "La sensazione era che, per ottenere la grafica migliore o la massima rifinitura, fosse necessario spingere l'hardware ai suoi limiti", spiega. "Oggi le specifiche hardware stanno migliorando, quindi è possibile raggiungere la migliore qualità indipendentemente dalla piattaforma che si sceglie o per cui si progetta."

Dragon Quest 7 Reimagined mostra il nuovo sistema di vocation dei personaggi in un trailer Dragon Quest 7 Reimagined mostra il nuovo sistema di vocation dei personaggi in un trailer

Il produttore di Final Fantasy ricorda poi il periodo di punta delle console portatili, che aiutarono a raggiungere un pubblico più ampio che non può sempre giocare in salotto. Horii aggiunge anche che "ora possiamo fare tutto, è una questione di tempo e soldi." Spiega poi come crearono Dragon Quest per NES con un team di 10 persone in tre mesi, mentre ora servono centinaia di persone e molto più tempo. Per Kitase, però, i grandi sforzi necessari valgono assolutamente la pena.