Per anni Square Enix ha pubblicato vari videogiochi come esclusive temporali su varie piattaforme, ma lentamente ha iniziato a optare per una strategia più multipiattaforma.
Questa scelta è stata ben accolta da alcune figure chiave della compagnia, come il produttore della serie di Final Fantasy - Yoshinori Kitase - e il creatore di Dragon Quest - Yuji Horii -, che ne hanno parlato con Famitsu (traduzione dal giapponese all'inglese fornita da GamesRadar+).
I commenti di Kitase e Horii
"Dal mio punto di vista, in qualità di creatore, vorrei che quante più persone possibile potessero giocare [a ciò che creo], quindi poter pubblicare su più piattaforme è molto apprezzato", afferma Horii. "Era difficile nell'epoca del 'non posso giocare a questo gioco su questa console'. Inoltre, le uscite globali sono diventate la norma, anche se realizzare le cose in questo modo è complicato. Ci sono molte problematiche, come occuparsi contemporaneamente delle traduzioni in inglese (e in altre lingue) e del doppiaggio."
Kitase prosegue suggerendo che lo sviluppo multipiattaforma "un tempo comportava barriere elevate" che oggi non sono più così insormontabili. "La sensazione era che, per ottenere la grafica migliore o la massima rifinitura, fosse necessario spingere l'hardware ai suoi limiti", spiega. "Oggi le specifiche hardware stanno migliorando, quindi è possibile raggiungere la migliore qualità indipendentemente dalla piattaforma che si sceglie o per cui si progetta."
Il produttore di Final Fantasy ricorda poi il periodo di punta delle console portatili, che aiutarono a raggiungere un pubblico più ampio che non può sempre giocare in salotto. Horii aggiunge anche che "ora possiamo fare tutto, è una questione di tempo e soldi." Spiega poi come crearono Dragon Quest per NES con un team di 10 persone in tre mesi, mentre ora servono centinaia di persone e molto più tempo. Per Kitase, però, i grandi sforzi necessari valgono assolutamente la pena.