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Activision e Ubisoft tra le 10 compagnie che l'UE vuole stangare per microtransazioni manipolatorie

Le autorità europee per la tutela dei consumatori hanno avviato azioni coordinate contro dieci società videoludiche, tra cui Activision Blizzard e Ubisoft, accusate di usare pratiche di design manipolatorie.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   09/10/2026
Degli operatori di Call of Duty: Modern Warfare 4

Le autorità europee per la tutela dei consumatori hanno annunciato una serie di "azioni coordinate" nei confronti di dieci società del settore videoludico. Sotto la lente sono finiti nomi di primo piano come Activision Blizzard e Ubisoft, accusati di ricorrere a "dark patterns", cioè scelte di design manipolatorie pensate per spingere gli utenti a spendere, con pericoli per i minori e per le persone a rischio di dipendenza.

Scarsa trasparenza

Al centro dell'iniziativa ci sono le pratiche che rendono poco trasparente la spesa reale: l'uso di valute virtuali premium, la vendita di queste valute in pacchetti dalle quantità che raramente coincidono con i prezzi degli oggetti in vendita, e controlli parentali giudicati insufficienti. Il meccanismo è noto a chi acquista in-game currency. In Destiny 2, per esempio, la valuta Silver si compra in pacchetti da 500, 1.000 e 1.500 unità, mentre una skin costa tra 600 e 1.500 Silver: il giocatore finisce per acquistarne più del necessario, con un residuo che di fatto non può riconvertire in denaro. Un'impostazione che non riguarda solo Destiny 2, ma anche tanti altri titoli, come Fortnite e i Call of Duty, e che lascia quasi sempre a corto di qualche unità proprio per l'oggetto desiderato.

Destiny 2
Destiny 2

Le azioni, coordinate dalla Commissione europea e guidate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana, coinvolgono Activision Blizzard, Crytek, InnoGames, King, Mojang, Plarium Europe, PLR Worldwide Sales, Riot Games, Supercell e Ubisoft. Activision Blizzard resta il principale bersaglio, con Diablo Immortal e Call of Duty citati espressamente, in continuità con precedenti indagini.

Tra le criticità segnalate anche interfacce manipolative e un servizio clienti carente. Secondo il comunicato della Commissione, queste pratiche rendono difficile per i giocatori, "in particolare per i consumatori vulnerabili, come i minori e le persone a rischio di dipendenza dal gioco", capire e tenere traccia di quanto stanno spendendo.

Qualcosa si muove già sul fronte dei pagamenti. Dal 14 ottobre Fortnite permetterà di acquistare l'esatta quantità di V-Bucks necessaria per gli oggetti, novità che arriverà anche su Rocket League e Fall Guys su Xbox, Nintendo, PC, Android, iPhone e sul sito web dell'Item Shop di Fortnite, ma per ora non su PlayStation.

Se l'iniziativa dovesse avere successo, potrebbe stabilire un precedente, con una vigilanza più rigida sulle strategie di monetizzazione dei free-to-play e dei giochi live service in tutta Europa. Il tema, peraltro, è al centro dell'attenzione anche altrove: anni fa la Federal Trade Commission statunitense aprì un'indagine sulle sottoscrizioni "roach motel", facili da attivare con un clic e laboriose da disdire.

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