- 14. Assassin's Creed Unity (2014)
- 13. Assassin's Creed: Rogue (2014)
- 12. Assassin's Creed Syndicate (2015)
- 11. Assassin's Creed Mirage (2023)
- 10. Assassin's Creed Valhalla (2020)
- 9. Assassin's Creed Revelations (2011)
- 8. Assassin's Creed Origins (2017)
- 7. Assassin's Creed (2007)
- 6. Assassin's Creed Shadows (2025)
- 5. Assassin's Creed Odyssey (2018)
- 4. Assassin's Creed III (2012)
- 3. Assassin's Creed IV: Black Flag (2013)
- 2. Assassin's Creed: Brotherhood (2010)
- 1. Assassin's Creed II (2009)
Dalle sabbie dorate della Terra Santa ai tetti della Parigi rivoluzionaria, passando per i mari dei Caraibi e le foreste del Nord America. Fermi tutti, non stiamo progettando le vacanze (magari!), stiamo solo ricordando con un po' di nostalgia i luoghi toccati dalla saga di Assassin's Creed, che per quasi vent'anni è stata la nostra macchina del tempo preferita.
Ma come in ogni dinastia che si rispetti, ci sono stati sovrani illuminati e altri decisamente meno capaci, ecco perché basandoci sulla classifica stilata da Metacritic, abbiamo messo in fila i 14 capitoli principali della serie dal peggiore fino al migliore. Lucidate la lama celata, ne rimarrà soltanto uno.
14. Assassin's Creed Unity (2014)
Partendo naturalmente dal fondo dell'elenco troviamo un titolo che è diventato, suo malgrado, un po' il simbolo delle ambizioni forse eccessive della saga targata Ubisoft.
Eppure, a pensarci bene, Assassin's Creed Unity aveva tutto per essere il capitolo definitivo: una Parigi ricostruita con dovizia di particolari e un dettaglio grafico ancora oggi sorprendente, un sistema di parkour fluido e una folla sterminata che rendeva giustizia alla Rivoluzione Francese. Purtroppo, la storia di Arno Dorian era minata da qualche bug di troppo e da un frame rate che definire ballerino è essere generosi, che contribuiva a una fluidità tutt'altro che accettabile in certi frangenti.
Nonostante le patch correttive abbiano messo più di una pezza, appunto, ai vari buchi, le sue condizioni al debutto lo hanno penalizzato in maniera grave, così come un'intelligenza artificiale che lasciava davvero a desiderare. È un vero peccato, dobbiamo riconoscerlo, perché la Parigi di Unity resta una delle ambientazioni più vibranti e artisticamente ispirate non solo del marchio Assassin's Creed ma dell'intera produzione videoludica degli ultimi anni.
13. Assassin's Creed: Rogue (2014)
Uscito nello stesso anno di Unity, ma destinato alle console di vecchia generazione, Assassin's Creed: Rogue è spesso considerato un po' il "fratello minore" che non ha ricevuto la luce che magari meritava. La sua bassa posizione in classifica tuttavia non deriva da difetti tecnici imperdonabili, quanto piuttosto da un senso di "già visto" che coinvolgeva l'intera esperienza: il gioco riprendeva infatti quasi integralmente la base e le meccaniche navali di Black Flag, proiettando però tutto nelle gelide acque del Nord Atlantico.
Comunque sia, il vero punto di forza risiedeva nella narrazione: per la prima volta vestivamo infatti i panni di Shay Patrick Cormac, un Assassino che tradisce la confraternita per unirsi ai Templari. Insomma, assistere a questo conflitto secolare standosene dall'altra parte della barricata ha rappresentato una coraggiosa boccata d'aria fresca, sebbene la brevità della campagna e la sensazione di giocare a una gigantesca espansione lo abbiano limitato.
12. Assassin's Creed Syndicate (2015)
Dopo Unity, Ubisoft ha cercato la via della redenzione con la Londra vittoriana di Assassin's Creed Syndicate, titolo che ha introdotto una dinamica interessante: quella dei due protagonisti giocabili, ciascuno con il proprio stile di combattimento e approccio alle missioni. Non solo perché l'ingresso del rampino nel pacchetto ha cambiato radicalmente la mobilità, permettendo ai giocatori di scalare gli edifici in un attimo, sebbene per alcuni fan questo elemento snaturava un po' la purezza del parkour manuale.
Nonostante l'atmosfera affascinante dei quartieri londinesi e la divertente gestione delle bande criminali, Syndicate soffriva però di una certa stanchezza della formula classica, a cui si aggiungeva una campagna senza infamia e senza lode. Certo, sicuramente la varietà delle missioni secondarie era apprezzabile, ma diciamo che il titolo rinunciava a risolvere l'ennesima volta gli annosi problemi della serie.
11. Assassin's Creed Mirage (2023)
Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma la verità è che Assassin's Creed Mirage è nato come una lettera d'amore, come un regalo, ai fan della prima ora. Dopo anni di vasti GDR d'azione, questo capitolo ambientato nella splendida Baghdad del IX secolo ha cercato di riportare l'accento sulla furtività, sull'esplorazione urbana e sui cari vecchi stratagemmi stealth per eliminare gli obiettivi.
Nonostante la critica abbia generalmente apprezzato la densità della città e la riduzione della mappa a dimensioni più ragionevoli, all'avventura mancava un po' quel "guizzo" innovativo necessario per distinguersi davvero. Sia chiaro, Mirage è un'esperienza piacevole e nostalgica, che però è sembrata a tratti compiere un passo indietro troppo marcato rispetto alle ambizioni narrative e sistemiche dei capitoli che l'hanno preceduta.
10. Assassin's Creed Valhalla (2020)
Con Valhalla, la saga ha toccato il suo picco in termini di contenuti e dimensioni della mappa, su questo non c'è dubbio, ma anche le novità sul fronte del gameplay non sono state da meno. Quello in cui abbiamo impersonato Eivor è stato un viaggio sporco di fango e sangue, ma anche intriso di una mitologia affascinante e soprattutto corredato da un sistema di combattimento che ha reso gli scontri più fisici che mai.
Tuttavia, la critica non ha risparmiato qualche bacchettata al suo essere un po' confusionario, alla sua ripetitività e alle attività secondarie che finivano per diluire troppo la trama principale. Ad ogni modo, Valhalla è un titano, un'opera mastodontica che ha saputo regalare scorci mozzafiato, ma che a volte sembrava faticare sotto il suo stesso peso, risultando così meno coesa rispetto ad altri capitoli più focalizzati.
9. Assassin's Creed Revelations (2011)
Revelations ha tirato le somme della trilogia di Ezio Auditore, con un protagonista ormai anziano e saggio che si reca a Costantinopoli sulle tracce del suo antenato Altaïr, in una narrazione che intreccia sapientemente passato e presente. Nonostante la qualità delle missioni principali e degli incarichi secondari fosse molto elevata, è impossibile negare come il gameplay iniziasse a mostrare i segni del tempo, e questo anche al netto della positiva introduzione della lama uncinata e delle bombe.
Il mini-gioco in stile tower defense non aggiungeva poi chissà quanto sale in più alla ricetta, senza contare che il grado di sfida si attestava sempre su livelli irrisori, specie nel corso dei combattimenti. Tutto considerato, però, Revelations rappresenta un modulo fondamentale per la storia della saga, capace di regalare un finale malinconico, e che proponeva una Istanbul viva e di grande impatto.
8. Assassin's Creed Origins (2017)
Dopo un anno di pausa che Ubisoft si era presa in seguito a Syndicate, nel 2017 la casa francese è tornata con un progetto che ha cambiato molto di quello che sapevamo della sua serie ammiraglia: Assassin's Creed Origins. Ambientato nell'Antico Egitto dei Tolomei, ha infatti messo sul piatto un sistema di combattimento che offriva un ampio ventaglio di approcci all'azione, accompagnato da un comparto narrativo decisamente più curato rispetto a quello degli episodi precedenti.
La ricostruzione della location si è inoltre dimostrata un capolavoro di design che ha ridato ossigeno e fascino a un brand che rischiava l'oblio, e questo attraverso una grande varietà e un versante tecnico notevole. In definitiva, malgrado qualche storica sbavatura, Origins ha incarnato un'importante evoluzione per la serie, di quelle capaci di riaccendere l'entusiasmo dei fan che magari si stava spegnendo dopo qualche capitolo meno ispirato.
7. Assassin's Creed (2007)
Galleggiante a metà classifica troviamo invece l'episodio da cui tutto ha avuto inizio: il primo Assassin's Creed, che oggi appare quasi come un esperimento tecnico, ma che nel 2007 ebbe un impatto sbalorditivo nel panorama videoludico. La storia di Altaïr e la sua lotta contro i templari in Terra Santa hanno infatti messo in campo concetti allora rivoluzionari, come il "nascondersi in piena vista", il parkour libero e una narrazione fantascientifica che collegava il passato al futuro tramite l'Animus.
Ora, sebbene la struttura delle missioni fosse estremamente ripetitiva e il sistema di combattimento ancora acerbo rispetto a quello che sarebbe diventato nel corso del tempo, l'atmosfera e la sensazione di far parte di un'organizzazione segreta con regole precise erano a dir poco uniche. A dispetto degli anni che porta sul groppone, il capostipite merita forse questa posizione elevata se non altro per l'audacia di aver contribuito a definire un filone e per averci fatto conoscere uno dei personaggi più iconici della cultura pop videoludica.
6. Assassin's Creed Shadows (2025)
Shadows rappresenta il coronamento del desiderio più grande della community di Assassin's Creed: un capitolo ambientato nel Giappone feudale. La scelta di alternare la furtività ninja di Naoe alla forza bruta del samurai Yasuke ha messo a disposizione del pubblico due stili di gioco complementari all'interno della stessa avventura, e con una cura per la ricostruzione storica eccellente, Shadows ha dimostrato che la saga ha ancora molto da dire tecnicamente.
Diciamo che l'episodio uscito nel 2025 è esattamente quello che ci si aspetterebbe da un Assassin's Creed, sia nel bene che nel male, con il male che è rappresentato dalla solita, connaturata ripetitività di fondo in certi frangenti e dei combattimenti non proprio ardui da affrontare.
5. Assassin's Creed Odyssey (2018)
Ambientato durante la guerra del Peloponneso, Odyssey ci permetteva di scegliere tra Kassandra e Alexios per scoprire i segreti dei Frutti dell'Eden e della Prima Civilizzazione prima dell'esistenza di Assassini e Templari.
Qui Ubisoft ci proiettava in una Grecia coloratissima e sconfinata, in cui "libertà" era la parola d'ordine, tra la possibilità di intrattenere relazioni sentimentali, quella di navigare per il Mar Egeo e addirittura scontri con creature mitologiche. Certo, i puristi hanno lamentato l'assenza del conflitto Assassini-Templari, ma la qualità della scrittura, una lore straordinaria e la ricchezza del mondo di gioco hanno reso Odyssey uno dei picchi qualitativi della serie.
4. Assassin's Creed III (2012)
Assassin's Creed III è stato uno degli episodi più divisivi e, al contempo, tecnicamente ambiziosi della saga Ubisoft, innanzitutto perché l'ha portata nel mezzo della Rivoluzione Americana. Connor era un protagonista serio e tormentato, schiacciato tra il dovere verso il suo popolo e la fedeltà alla confraternita; una figura che ci ha condotto attraverso importanti novità, come le battaglie navali e il parkour sugli alberi.
Nonostante la solita intelligenza artificiale più che rivedibile e un personaggio principale meno carismatico di Ezio, la profondità dei temi trattati e la grande mole e qualità dei contenuti lo hanno fatto entrare nel cuore di quei fan che hanno apprezzato la virata oltreoceano di Ubisoft.
3. Assassin's Creed IV: Black Flag (2013)
Il gradino più basso del podio è occupato da quello che molti considerano l'episodio più divertente dell'intera saga e che nel corso di questa estate beneficerà del remake Resynced: stiamo parlando di Black Flag. Il quarto capitolo prendeva la formula classica, che tutti conoscevamo, per gettarla in mezzo al mare, trasformandola così in una sorta di simulatore di pirateria al cui timone c'era Edward Kenway, pirata egoista che si ritrovava coinvolto in un conflitto millenario quasi per caso.
Tra le cose migliori che è riuscito a fare il gioco c'è stata quella di saper bilanciare alla grande le sezioni a terra con quelle navali, creando un senso di libertà e avventura che raramente si era visto in precedenza. In quanto a novità apportate e quantità di contenuti, va dato atto ad Assassin's Creed IV: Black Flag di aver saputo tenere testa al secondo capitolo della serie, fino ad allora il vero punto di riferimento sotto questo punto di vista.
2. Assassin's Creed: Brotherhood (2010)
Secondo Metacritic la medaglia d'argento va a Brotherhood, l'episodio che ha avuto il merito di perfezionare la ricetta del secondo capitolo arricchendola però con qualche miglioria non da poco. Svoltasi interamente a Roma, l'avventura vedeva un Ezio Auditore nel pieno della sua maturità combattere contro la corrotta famiglia Borgia, ma non da solo: l'innovazione principale risiedeva infatti nella gestione della confraternita, con la possibilità di reclutare nuovi Assassini e chiamarli in nostro aiuto durante i combattimenti.
E poi tantissimi extra e cose da fare e in cui cimentarsi, su tutte una modalità multiplayer sorprendentemente profonda e divertente che ha saputo completare un pacchetto davvero imperdibile all'epoca. Infine, ammettiamolo, Roma è pur sempre Roma; una città il cui fascino ha senz'altro contribuito al successo di un titolo che è riuscito nella complicatissima impresa di tenere altissima la qualità dopo quel capolavoro che è stato il secondo episodio.
1. Assassin's Creed II (2009)
Ed è proprio il secondo episodio che siede sul trono della serie, quell'Assassin's Creed II che ci ha deliziati con il Rinascimento italiano tra Firenze, Venezia, Monteriggioni e San Gimignano, e che ci ha fatto conoscere Ezio Auditore, seguendo la sua crescita da giovane nobile scapestrato a vendicatore implacabile. La trama era avvincente e piena di colpi di scena, tra cui la presenza di un Leonardo da Vinci in versione "Q", a cui si affiancavano un sistema di combattimento migliorato, un design dei livelli verticale e spettacolare e una colonna sonora che è diventata leggenda.
A distanza di anni e dopo una miriade di sequel, Assassin's Creed II non intende ancora cedere lo scettro a nessuno, insomma, forse perché meglio di qualsiasi altro capitolo successivo ha rappresentato l'essenza stessa della saga. Ezio ha dunque migliorato, e di parecchio, quello che aveva proposto Altaïr in forma più o meno sperimentale, nell'ambito di un'avventura che ancora oggi guarda chi è venuto dopo dall'alto verso il basso.
Non possiamo però chiudere l'argomento senza prima aver passato la parola a voi: siete d'accordo con la classifica di Metacritic? E quali modifiche fareste in base ai vostri gusti e alla vostra esperienza con la serie?
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