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Street Fighter torna al cinema: ecco cosa aspettarsi dal nuovo film Capcom

Diretto da Kitao Sakurai (Bad Trip, Twisted Metal) e distribuito in Italia da Eagle Pictures, il film riunisce un cast che include Andrew Koji, Noah Centineo, Jason Momoa e Roman Reigns.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   25/09/2026
Il Ryu del film di Street Fighter

Il momento di tornare a gridare "Hadouken!" è ormai dietro l'angolo: anticipando di un giorno l'uscita statunitense, il 15 ottobre 2026, infatti, il nuovo film dedicato a Street Fighter arriverà nei cinema italiani con tutto il suo carico di energia e calci in faccia, proponendosi come uno degli appuntamenti più attesi della nuova stagione cinematografica dagli appassionati dello storico marchio di Capcom.

Prodotto da Legendary Pictures e Capcom e distribuito in Italia da Eagle, questo imponente progetto live-action rappresenta un nuovo tentativo di rilanciare al cinema una delle saghe videoludiche più influenti di sempre, ma come intende riuscirci?

Una grande responsabilità

Alle redini di un'operazione che definire ambiziosa è dire poco troviamo il regista Kitao Sakurai, un autore che nel tempo ha saputo distinguersi grazie a una cifra stilistica fortemente orientata al dinamismo, come ampiamente dimostrato dalle sue opere precedenti, tra cui figurano alcuni episodi della serie televisiva Twisted Metal e la commedia on the road dal retrogusto caotico Bad Trip.

La scelta di affidare la regia a uno sguardo così eclettico lascerebbe dunque presagire una pellicola lontana dai canoni impersonali che caratterizzano certi blockbuster contemporanei, per remare a favore di un approccio che unisce l'ironia tagliente a una messa in scena decisamente muscolare.

Il cast assemblato per l'occasione mette insieme interpreti di talento e personalità istrioniche provenienti da mondi differenti, a cominciare da Andrew Koji nei panni del tormentato Ryu e Noah Centineo nel ruolo del carismatico Ken Masters, affiancati da Callina Liang che vestirà i panni della tenace Chun-Li. Ad arricchire e rendere ancora più cangiante il cast figurano icone della cultura pop e del ring come Roman Reigns nel ruolo di Akuma e 50 Cent che infilerà invece i guantoni di Balrog, affiancati da Jason Momoa che presterà le sue fattezze a Blanka e da David Dastmalchian a cui è stato affidato il ruolo del mefistofelico M. Bison.

Balrog fa saltare i denti a Ken
Balrog fa saltare i denti a Ken

Insomma, le coordinate generali sembrano delineare un prodotto pensato per andare incontro alle aspettative dei puristi e dei fan storici del franchise, ma al contempo anche per cercare di intercettare un pubblico generalista, in cerca magari di un adrenalinico paio d'ore a suon di botte durante il quale sgranocchiare un quintale di popcorn.

Misteriose cospirazioni e vecchie amicizie

Dal punto di vista della trama, le informazioni ufficiali e i materiali promozionali diffusi finora sembrano voler indicare una narrazione che si appoggia all'immaginario nostalgico dei primi anni novanta, scegliendo di ambientare la vicenda proprio nel 1993.

Chun-Li sembra avere il compito di reclutare combattenti per il World Warrior Tournament
Chun-Li sembra avere il compito di reclutare combattenti per il World Warrior Tournament

Una decisione, questa, che potrebbe comprensibilmente apparire come un mero vezzo estetico, ma che in realtà costituisce il contesto ideale per restituire l'atmosfera di un'epoca in cui le sale giochi rappresentavano luoghi di aggregazione in cui nascevano leggende metropolitane forgiate a colpi di joystick. Come emerso dai trailer pubblicati fino a questo momento, al centro del racconto troveremo molto probabilmente il complesso rapporto tra Ryu e Ken Masters, due talentuosi combattenti un tempo legati da un'amicizia indissolubile ma oggi distanti, separati da scelte di vita opposte, ferite interiori mai rimarginate e percorsi di crescita divergenti che sarà bello scoprire fino in fondo.

La miccia che riaccende il fuoco della lotta e costringe i due protagonisti a riallacciare i rapporti è rappresentata così dall'intervento della misteriosa Chun-Li, che li convince a rimettersi in gioco per prendere parte al famigerato World Warrior Tournament. Questa competizione, concepita come uno spietato torneo volto a decretare il miglior lottatore del mondo, cela in realtà un lato minaccioso: dietro la sua facciata si nasconde infatti una letale cospirazione ordita da forze oscure, un complotto ramificato che con tutta probabilità finirà per trasformare la semplice contesa sportiva in una guerra per la sopravvivenza su scala planetaria.

A quanto pare in questo nuovo adattamento riapparirà anche Cammy
A quanto pare in questo nuovo adattamento riapparirà anche Cammy

Come da tradizione per una struttura narrativa simile, sarà dunque lecito aspettarsi che i due protagonisti si troveranno costretti a superare le proprie divergenze, unendo le forze contro un male superiore che minaccia di distruggere il mondo ma soprattutto l'integrità morale e spirituale di entrambi.

Al fianco delle mitiche mosse che tutti gli appassionati della serie ben conoscono, troveremo quindi ad attenderci anche una certa profondità emotiva? Be', ci contiamo tutti: legare la crescita e i conflitti interiori dei personaggi ai vari duelli eviterebbe che i combattimenti si rivelino fini a se stessi, conferendo così spessore a una pellicola che speriamo si dimostri prima di tutto una buona storia da raccontare.

Fedeltà e rispetto

Uno degli aspetti che sono saltati maggiormente all'occhio nei trailer ufficiali dati in pasto al pubblico è quello che ha riguardato la fedeltà nella caratterizzazione dei personaggi e la trasposizione in live-action dei loro colpi leggendari; quelle stesse tecniche che per decenni hanno dominato i pomeriggi di milioni di giocatori in tutto il mondo. Nelle sequenze d'azione mostrate finora, il lavoro svolto sulle coreografie sembra riuscire a tradurre a dovere la grammatica visiva dei videogiochi bidimensionali in uno spazio reale, aggiungendo all'equazione dosi massicce di spettacolarità che speriamo tuttavia non trasformino l'opera nel classico circo tutto fumo e niente arrosto.

Ecco allora che troviamo il mitologico Hadouken di Ryu, riprodotto con una carica energetica tangibile che fende l'aria, così come il devastante Shoryuken scagliato da Ken Masters, capace di ribaltare le sorti di uno scontro con un montante infuocato. I materiali promozionali hanno però messo in evidenza anche altre firme stilistiche inconfondibili del roster originale, tra cui il Somersault Kick eseguito da Guile; il fulmineo Lightning Kick con cui Chun-Li sbaraglia le difese nemiche sfruttando la sua prodigiosa mobilità; e persino quei Sumo Head Butt e Hundred Hand Slap con i quali gli utenti che sceglievano E. Honda si sono fatti odiare dagli avversari.

Stiamo parlando di scelte oculate, più che di chicche, che paiono avere tutta l'intenzione di non tradire l'identità ludica del franchise, abbracciando un'estetica (anche coreografica) volutamente sopra le righe e variopinta, per immergere lo spettatore proprio in quell'immaginario creato da Capcom e fargli rivivere così la magia di un periodo indimenticabile.

Il confronto col passato

Possiamo girarci attorno quanto vogliamo ma la verità è che al momento dell'annuncio del film di Sakurai, la mente di ogni appassionato di Street Fighter (e di cinema) che si rispetti è volata in un attimo al 1994, anno del primo adattamento live action ufficiale del marchio.

Jean-Claude Van Damme nei panni di Guile nel famigerato adattamento datato 1994
Jean-Claude Van Damme nei panni di Guile nel famigerato adattamento datato 1994

Quella di Steven E. de Souza è una pellicola che nel tempo è diventata un piccolo cult più per i suoi demeriti che per i suoi pregi e che, volente o nolente, proprio per questo rappresenta l'automatico termine di paragone per ogni opera che si proponga di portare sul grande schermo i combattimenti di Ryu, Ken e soci.

In questo senso, il nuovo adattamento diretto da Sakurai sembra porsi in netto e salutare contrasto con l'avventura che ha visto protagonista un all'epoca lanciatissimo Jean-Claude Van Damme; già, perché pur possedendo un innegabile fascino kitsch, il film del 1994 scelse di snaturare profondamente la materia d'origine, trasformando un torneo di arti marziali in una missione militare venata di toni seriosi, in cui alcuni lottatori simbolo della serie vennero addirittura relegati al ruolo di comprimari di un'operazione speciale guidata dal colonnello Guile.

Al contrario, le premesse e le immagini diffuse per il film del 2026 suggeriscono un'inversione di rotta coraggiosa: la probabile volontà di restituire centralità al torneo, alla coralità dei contendenti al titolo e soprattutto alla componente fantastica e marziale che definisce l'essenza stessa di Street Fighter si percepiscono, con buona pace del bisogno a tutti i costi di dover giustificare il fantastico con uno pseudo-realismo militaresco.

Voi cosa vi aspettate dal Ken Masters di Noah Centineo?
Voi cosa vi aspettate dal Ken Masters di Noah Centineo?

L'impressione è che dunque la creatura prodotta da Legendary potrebbe abbracciare con orgoglio l'identità pop, le bizzarrie cromatiche e la diversità culturale dei personaggi, trattandoli quindi con il rispetto che merita una mitologia moderna. Si tratta di un'evoluzione che per certi versi rifletterebbe anche la maturazione del linguaggio cinematografico contemporaneo nell'adattare i videogiochi, dimostrando così che non è più necessario edulcorare o nascondere gli elementi più stravaganti per piacere al grande pubblico.

A conti fatti, dunque, le speranze per questa nuova iterazione risiedono proprio in questa possibile e audace adesione allo spirito originale del brand; un'interpretazione che ci auguriamo possa garantire un'esperienza cinematografica che sappia divertire, ma soprattutto rendere finalmente giustizia a una leggenda immortale dei videogiochi.

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