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Final Fantasy Resonance e l'HD-2D: la strategia che può rilanciare la saga di Square Enix

Il primo Final Fantasy in HD-2D potrebbe aprire una linea parallela ai capitoli numerati, più costante e fedele alla tradizione dei JRPG classici di Square Enix.

SPECIALE di Silvio Mazzitelli   —   26/06/2026
Final Fantasy Resonance
Final Fantasy Resonance
Final Fantasy Resonance
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Il recente Nintendo Direct è stato una conferenza ricca di sorprese per gli appassionati e, tra i tanti annunci, pochi si aspettavano l'arrivo di Final Fantasy Resonance, il primo capitolo della saga realizzato in HD-2D. Come vi abbiamo già raccontato qualche giorno fa, il gioco è una sorta di reinterpretazione di Final Fantasy Brave Exvius, il titolo mobile che, tra i numerosi live service con elementi gacha pubblicati da Square Enix, è stato anche uno dei più longevi, essendo rimasto attivo dal 2015 al 2025.

Negli ultimi anni, infatti, Square Enix ha tentato più volte di affermarsi nel mercato dei live service, ottenendo però, nella maggior parte dei casi, risultati deludenti. Sono stati numerosi i progetti chiusi dopo pochi anni, o addirittura a pochi mesi dal lancio, come accaduto anche a Final Fantasy VII: The First Soldier, per restare nell'ambito della sua saga più celebre.

L'arrivo di Resonance, dopo il buon riscontro ottenuto da Octopath Traveler 0 - anch'esso nato dalle ceneri di un gacha mobile - potrebbe quindi suggerire un cambio di rotta da parte di quella che un tempo era la regina incontrastata dei JRPG. Se così fosse, potremmo finalmente assistere a una gestione più sensata del marchio Final Fantasy, con la speranza di vedere in futuro un trattamento più attento e rispettoso della storica saga di Square Enix.

L’ipotetica nuova strategia di Square Enix

Poco tempo fa ha fatto il giro del mondo una dichiarazione di Naoki Yoshida, storico director di Final Fantasy XIV e producer di Final Fantasy XVI, secondo il quale i giovani non riescono più ad affezionarsi alle grandi saghe come Final Fantasy perché le uscite sono ormai troppo distanti tra loro. Basti pensare che tra Final Fantasy XIII e Final Fantasy XV sono trascorsi circa sei anni, mentre tra quest'ultimo capitolo e il XVI ne sono passati addirittura sette. Ai tempi della prima PlayStation, invece, la serie pubblicò tre dei suoi capitoli più iconici nell'arco di circa quattro anni. Una frequenza che contribuì in modo decisivo a rendere il franchise un fenomeno globale, soprattutto in Occidente, cosa che oggi sarebbe molto più difficile da replicare.

Naturalmente, nell'industria moderna è impensabile pubblicare un nuovo Final Fantasy principale ogni due o tre anni. I costi e i tempi di sviluppo sono aumentati enormemente rispetto al passato. Proprio per questo ha sorpreso vedere che tra il secondo e il terzo capitolo del remake di Final Fantasy VII passeranno "soltanto" tre anni circa, risultato ottenuto grazie a un team ormai ben rodato e a una visione progettuale chiara sin da quando la trilogia è passata sotto la guida di Naoki Hamaguchi.

L'arrivo di Final Fantasy Resonance potrebbe però rappresentare il primo tassello di una strategia più lungimirante, capace di rendere la presenza della saga più costante e diversificata negli anni a venire. Un titolo che riprende la formula dei Final Fantasy classici, con una splendida estetica HD-2D, combattimenti a turni profondi e una mappa del mondo completamente esplorabile e ricca di segreti, è esattamente ciò che molti fan chiedono da tempo, soprattutto dopo la svolta sempre più action degli ultimi capitoli, in particolare del XVI.

L'annuncio di Final Fantasy Resonance è stata una sorpresa per tutti
L'annuncio di Final Fantasy Resonance è stata una sorpresa per tutti

Resonance potrebbe quindi inaugurare una linea parallela dedicata a capitoli più tradizionali, in grado di raccogliere l'eredità dei Final Fantasy del passato senza rinunciare a una veste moderna. Inoltre, produzioni di questo tipo richiedono tempi e budget inferiori rispetto a quelli necessari per un capitolo numerato, il che le rende più facili da sviluppare con una certa regolarità.

Nel frattempo, i capitoli principali potrebbero continuare a sperimentare e reinventarsi. D'altronde questo è sempre stato uno degli elementi distintivi della serie: ogni nuovo episodio ha introdotto cambiamenti significativi ai propri sistemi e alle proprie meccaniche, tutto il contrario, ad esempio, di Dragon Quest, che ha sempre mantenuto un legame molto più forte con la tradizione.

Questo nuovo titolo potrebbe portare alla creazione di una sorta di linea evolutiva parallela ai capitoli numerati
Questo nuovo titolo potrebbe portare alla creazione di una sorta di linea evolutiva parallela ai capitoli numerati

In questo modo Final Fantasy potrebbe evolversi lungo più direzioni contemporaneamente. Da una parte i capitoli numerati continuerebbero a rappresentare il volto più ambizioso e sperimentale del franchise, cercando di attirare nuovi giocatori e garantire il ricambio generazionale necessario alla sopravvivenza della serie. Dall'altra, i titoli in HD-2D potrebbero custodirne l'anima più classica, offrendo ai fan storici ciò che amano senza rinunciare però a modernizzarne la formula.

Tra queste due strade potrebbe poi trovare spazio una terza via: quella dei remake. È difficile immaginare un progetto mastodontico come quello di Final Fantasy VII nel prossimo futuro, ma da anni si rincorrono voci su un possibile rifacimento di Final Fantasy IX. Allo stesso modo, vedere i primi sei capitoli riproposti con un trattamento simile a quello ricevuto dai primi Dragon Quest in HD-2D sarebbe una prospettiva decisamente affascinante e, probabilmente, anche molto sensata.

Il futuro di Final Fantasy

Questa strategia è ovviamente ancora del tutto ipotetica: non c'è nulla di confermato, ma si tratta di una visione plausibile che potrebbe giovare all'intera saga, da anni alle prese con un lento declino, dovuto anche ad alcune scelte poco lungimiranti di Square Enix. Final Fantasy Resonance è però già il secondo progetto, dopo Octopath Traveler 0, a recuperare idee e personaggi provenienti da esperienze live service per trasformarli in giochi completamente single player e fortemente legati alla tradizione dei JRPG classici. Inoltre, di recente è stato pubblicato anche The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, una nuova IP (che abbiamo recensito nei giorni scorsi) sempre fatta con l'ormai caratteristica grafica in HD-2D che punta a sperimentare verso l'action RPG con chiari rimandi a Zelda, Alundra o, per restare in casa Square Enix, alla serie Mana, ma senza sfruttare il nome di una delle tante serie più consolidate di Square Enix.

Final Fantasy XVI, nonostante i suoi difetti, è un netto miglioramento rispetto a quanto visto nel XV e nel XIII
Final Fantasy XVI, nonostante i suoi difetti, è un netto miglioramento rispetto a quanto visto nel XV e nel XIII

Al netto di eventuali nuovi annunci legati a live service o gacha - che non sarebbero certo sorprendenti - l'arrivo di questi ultimi titoli potrebbe rappresentare almeno un parziale cambio di rotta nella strategia della compagnia. L'impressione è che Square Enix stia cercando di recuperare quella capacità che in passato l'ha resa un punto di riferimento del genere: creare giochi di ruolo giapponesi con una forte identità e una qualità difficile da trovare altrove.

Anche l'altra grande saga della compagnia, Dragon Quest, sta seguendo un percorso simile. È vero, Dragon Quest XII ha attraversato uno sviluppo particolarmente travagliato, tanto da arrivare a una forma più definitiva soltanto di recente in occasione del trailer mostrato durante i festeggiamenti del quarantesimo anniversario della serie. Nel frattempo, però, il franchise non è mai rimasto fermo grazie sia ai remake dei primi capitoli sia a spin-off di rilievo come Dragon Quest Monsters, di cui uscirà nel prossimo futuro il nuovo capitolo, chiamato The Withered World. Nonostante la mancanza di un capitolo principale ormai da molti anni, tutti questi titoli paralleli hanno contribuito a mantenere vivo l'interesse del pubblico verso la saga.

Dopo Final Fantasy VII Revelation arriveranno altri remake dei capitoli passati della saga?
Dopo Final Fantasy VII Revelation arriveranno altri remake dei capitoli passati della saga?

Naturalmente, una pianificazione più costante delle uscite non basta da sola a rilanciare Final Fantasy, soprattutto dopo che il decennio scorso è stato segnato da numerose difficoltà. L'aspetto più importante resta la qualità dei giochi: servono esperienze capaci di reggere il confronto con i migliori capitoli della serie, un obiettivo tutt'altro che semplice.

Eppure qualche segnale incoraggiante c'è. Per quanto Final Fantasy XVI presenti diversi difetti difficili da ignorare, la sua narrativa e i suoi personaggi sono probabilmente tra i migliori dai tempi di Final Fantasy X. Allo stesso modo, Final Fantasy VII Rebirth si è dimostrato un eccellente JRPG, capace di modernizzare la struttura esplorativa dell'originale con grande efficacia (anche se, anche in questo caso, non mancano dei difetti) e di proporre uno dei migliori sistemi di combattimento dell'intero genere. Anche la componente narrativa è risultata più convincente, soprattutto grazie a un utilizzo più contenuto delle idee più controverse introdotte da Nomura rispetto a quanto visto in Final Fantasy VII Remake.

Resonance potrebbe essere il primo di una lunga serie di nuovi capitoli realizzati in maniera più tradizionale
Resonance potrebbe essere il primo di una lunga serie di nuovi capitoli realizzati in maniera più tradizionale

Director come Hamaguchi o qualche nuovo nome, magari che ha curato uno dei titoli in due dimensioni, potrebbero ormai avere l'esperienza e la giusta visione per offrire un capitolo XVII in grado di sorprendere i fan, e stavolta in positivo.

Rispetto al recente passato, dunque, ci sono motivi per guardare al futuro con maggiore ottimismo. Se il prossimo capitolo numerato riuscirà finalmente a mettere d'accordo sia il pubblico storico sia quello più recente, e se nel frattempo Resonance e gli eventuali episodi che seguiranno sapranno costruire una linea parallela di alta qualità legata alla tradizione della serie, allora potremmo davvero essere di fronte ai primi passi verso la rinascita di un franchise che ne ha bisogno da ormai troppo tempo.

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