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Aphelion, la recensione dell’avventura fantascientifica di DON’T NOD

Aphelion può contare su tante fonti d'ispirazione, ma il risultato finale sembra essere rivolto ad una ristretta nicchia di appassionatissimi.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   28/04/2026
L'artwork di Aphelion con in primo piano Ariane e Thomas, i due protagonisti dell'avventura
Aphelion
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Interstellar, ovviamente. Ma anche 2001: Odissea Nello Spazio, Mission to Mars e The Martian. Sul fronte letterario, invece, domina la produzione di Stanisław Lem: L'Invincibile su tutti, ma anche Il Pianeta del Silenzio e un pizzico di Solaris. Guardando ai nostri amati videogiochi, la fonte d'ispirazione, nonché metro di paragone, non può che essere il bellissimo Deliver Us Mars, titolo mai troppo citato quando si parla di avventure ambientate tra le stelle.

Aphelion ha ereditato più di un gene dalle opere sopracitate, un elenco di film, romanzi e videogiochi che qualsiasi appassionato di fantascienza dovrebbe quanto meno conoscere, punti di riferimento che tratteggiano a grandi linee il tipo di esperienza e la storia veicolata dalla produzione di DON'T NOD.

C'è dell'altro, tuttavia. Perché il viaggio interplanetario di Ariane e Thomas, i due protagonisti, certifica e in qualche modo fotografa l'operato dello studio francese nei suoi quasi venti anni di storia. Pur ostentando un invidiabile e lodevole coraggio nel destreggiarsi tra generi e stili visivi differenti, allo sviluppatore è spesso mancata una spolveratina di magia in più per regalarci dei capolavori indiscutibili, apprezzabili da un ampissimo pubblico.

Dai pur splendidi Remember Me e Banishers: Ghosts of New Eden, ai meno riusciti, ma non per questo totalmente privi di fascino, Jusant e Tell Me Why, la storia è più o meno sempre la stessa. In tantissimi, giustamente, apprezzano ciò che fa DON'T NOD, ma al di là di Life is Strange, nessuno dei suoi giochi ha saputo conquistare fama e successo. Purtroppo, anche Aphelion non fa che confermare questa regola sfortunata. Non è un pessimo titolo, beninteso, ma vista l'agguerrita concorrenza dei recenti Pragmata e Saros, non è nemmeno così scontato che saprà ritagliarsi quantomeno l'attenzione degli amanti di fantascienza. Chissà ne la presenza al lancio su Game Pass riuscirà a dargli la visibilità che merita.

Il peso della responsabilità, il dolore del cuore

Poco a sorpresa, il pianeta Terra è condannato. L'inquinamento estremo ha causato il surriscaldamento dell'atmosfera con il conseguente, incontrollato e catastrofico innalzamento del livello dei mari. L'umanità è costretta ad un continuo esodo e mentre la popolazione si assottiglia, anche le zone abitabili diminuiscono progressivamente.

Il nostro pianeta, tuttavia, in Aphelion non è altro che una lontanissima eco, un'immagine sbiadita e dai contorni indefiniti, a cui ci si può parzialmente e saltuariamente accostare tra i dialoghi e i documenti reperibili durante l'avventura. Il gioco, difatti, trascina lo spettatore a spedizione già abbondantemente avviata, sul punto di entrare nel vivo a poche migliaia di chilometri dall'atmosfera di Persephone. L'equipaggio della Hope-01 si sta dirigendo al confine estremo del Sistema Solare con un unico compito: dimostrare che la terraformazione di questo lontanissimo pianeta sia possibile e che possa diventare la nuova casa dell'umanità. Si tratta di una missione di ricognizione con un equipaggio limitato a due soli membri: i già citati Ariane e Thomas, specialisti incaricati di atterrare, analizzare le potenzialità della Sorgente, misteriosa fonte d'energia e di calore, per poi ripartire e tornare a casa con tutti i dati del caso. Purtroppo, per i due coraggiosi astronauti le cose si mettono male già pochi secondi dopo aver abbandonato il menu principale. La navicella, infatti, viene gravemente danneggiata entrando nell'atmosfera del pianeta e un caotico atterraggio non solo li separa, ma vede anche il grave ferimento di Thomas.

Senza voler fare troppe anticipazioni sulla trama, a livello narrativo sono due i pilastri che sorreggono l'intreccio: l'esplorazione dei misteri che sono celati da Persephone e l'amore, sofferto, che lega Ariane e Thomas.

La missione è entrata nel vivo solo da pochi secondi e già tutto è andato allo scatafascio
La missione è entrata nel vivo solo da pochi secondi e già tutto è andato allo scatafascio

In entrambi i casi, la storia si sviluppa attraverso monologhi, documenti ritrovati in giro per l'ambientazione, deduzioni degli stessi protagonisti. Lo svolgimento della missione vero e proprio, che cercherà in qualche modo di venire a capo delle reali potenzialità della Sorgente, regala pochissimi slanci davvero degni di nota. Si cercano risposte e dettagli più per ricostruire la situazione sulla Terra, che per svelare un mistero già piuttosto chiaro sin dall'inizio o quasi. Manca un reale colpo di scena finale, qualcosa che doni brio a una trama che, soprattutto per chi mastica fantascienza da qualche anno, mostra il fianco a troppi cliché e situazioni già viste.

Ben più interessante, e meglio scritto, è il rapporto che lega Ariane e Thomas. Il loro consumato e controverso legame, sviluppandosi a distanza, culmina in un paio di momenti davvero toccanti e commoventi. Da questo punto di vista, il termine di paragone più prossimo è proprio Interstellar, con i due tesi tra il peso della responsabilità della missione assegnata e un sentimento troppo spesso sacrificato per un bene più alto. Anche in questo caso, tuttavia, i picchi sono numericamente contenuti, fin troppo disciolti in un'avventura paradossalmente troppo lunga, sebbene la longevità dell'avventura, che non ha alcun motivo per essere rigiocata dopo aver raggiunto i titoli di coda, superi di pochissimo le dieci ore totali.

Inospitale, freddo, privo di ossigeno, eppure Persephone sa regalare scorci di tutto rispetto
Inospitale, freddo, privo di ossigeno, eppure Persephone sa regalare scorci di tutto rispetto

Il comparto narrativo, ad ogni modo, si inserisce in un più ampio contesto artistico di tutto rispetto, che si è avvalso della collaborazione con l'Ente Spaziale Europeo per rendere il tutto ancora più verosimile. Persephone, con le sue tempeste di ghiaccio e le sue profonde depressioni, regala scorci estremamente evocativi. La regia digitale si esibisce spesso in carrellate suggestive. Il comparto grafico si avvale di texture di ottima fattura e animazioni facciali sufficientemente ben realizzate. Il doppiaggio, solo in inglese, è ottimo e la colonna sonora, pur componendosi di pochi brani, riesce ad accompagnare perfettamente l'azione su schermo, con un paio di temi magistralmente orchestrati.

Non c'è nulla che non funzioni sul fronte artistico e non mancano dei picchi degni di nota. Purtroppo, questi momenti memorabili sono troppo pochi e annacquati da un'esperienza globalmente poco graffiante.

Scala, esplora, nasconditi, scala ancora

Discorso valido anche sul fronte ludico, con l'aggravante di un gameplay che volutamente resta uguale a sé stesso sostanzialmente dall'inizio alla fine, senza alcun ulteriore approfondimento di nessuna delle meccaniche messe in ballo.

Il povero Thomas, nell'impatto con il pianeta, ha riportato una brutta ferita che lo condizionerà per tutta l'avventura
Il povero Thomas, nell'impatto con il pianeta, ha riportato una brutta ferita che lo condizionerà per tutta l'avventura

Nei panni di Ariane, Aphelion offre sezioni puramente votate all'azione. In queste fasi seguirete l'unico sentiero praticabile, salvo rarissime eccezioni, e soprattutto scalerete un gran numero di pareti. Il termine di paragone è Assassin's Creed, con il suo sistema di spostamento tra gli appigli semi-automatico. Anche in questo caso, il movimento da un punto all'altro dello scenario prevede un intervento molto limitato dell'utente, chiamato quasi unicamente ad inclinare lo stick sinistro verso la successiva sporgenza. Se Ariane perde l'equilibrio, lo si può recuperare premendo un pulsante. Si può rendere la presa più salda azionando il comando deputato al compito con tempismo. Non c'è altro da fare, tuttavia. Durante le prime scalate ci si gode il panorama, ma sul lungo andare la noia finisce per impadronirsi quasi completamente di questi momenti.

Sempre con Ariane sarete coinvolti in brevi sezioni stealth. Non vi diremo da chi o da cosa dovrete nascondervi, ma sappiate solo che anche in questo caso il tutto si risolve in modo piuttosto banale. Utilizzando lo scanner in dotazione potrete interagire con alcuni elementi dello scenario, ora per liberarvi la strada, ora per distrarre l'inseguitore, ma il level design è quanto mai basilare e il gameplay non conosce alcun tipo di evoluzione anche in queste fasi. Inoltre, la cronica inconsistenza di alcune animazioni causerà qualche game over indesiderato. A volte, infatti, Ariane mancherà la presa dopo un salto in modo arbitrario o resterà incastrata da qualche parte senza la complicità del videogiocatore. Si tratta di rarissimi casi, per fortuna, ma dovrete mettere in conto qualche fallimento totalmente indipendente dalla vostra abilità con il pad.

Ariane può utilizzare il suo scanner anche per non perdere di vista la strada da seguire
Ariane può utilizzare il suo scanner anche per non perdere di vista la strada da seguire

Più interessante la situazione ai comandi di Thomas. Come detto poco sopra, lo scienziato è rimasto ferito e la sua scorta d'ossigeno è estremamente limitata. L'esplorazione, nei suoi panni, si interseca indissolubilmente con un pizzico di puzzle solving, dal momento che dovrete muovervi nello scenario cercando continuamente, spesso furiosamente, una nuova fonte d'ossigeno aguzzando la vista, individuando il giusto percorso o utilizzando la materia grigia per liberarvi la strada. Anche in questo caso, tuttavia, non aspettatevi chissà quali soluzioni raffinate di level design. Il tutto, in realtà, è gestito in modo piuttosto superficiale, ma la tensione garantita dalla continua scarsità d'ossigeno dona a queste sezioni un certo brio.

Inoltre, sempre nei panni di Thomas, avrete la possibilità di esplorare, con più calma, alcuni scenari generosi di documenti e indizi che non solo ricostruiscono il contesto narrativo, ma che offrono al videogiocatore un paio di enigmi lievemente più complessi.

Quando Ariane accende la torcia del suo casco, generalmente non è mai un buon segno
Quando Ariane accende la torcia del suo casco, generalmente non è mai un buon segno

Insomma, anche da giocare Aphelion si conferma tutto, men che un brutto gioco. Non ci sono difetti gravi, globalmente è un titolo di per sé vario, che alterna fasi adrenaliniche ad altre più ragionate. Tuttavia, è un'avventura che già dopo un paio d'ore, in termini prettamente ludici, ha già messo in bella mostra ciò che ha da offrire, a tutto svantaggio del divertimento e coinvolgimento sul lungo periodo.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store
Prezzo 34.99 €
Multiplayer.it
6.5
Lettori (17)
6.6
Il tuo voto

Aphelion è il più classico dei giochi di DON'T NOD. Sulla carta, ma anche all'atto pratico, non gli manca nulla per essere un buon titolo, ma al tempo stesso è privo di quella magia, di quell'originalità, di quella qualità necessaria per brillare. Laddove Remember Me e Banishers: Ghosts of New Eden rappresentano indubbiamente due dei punti più alti toccati dallo studio francese, senza citare il solito Life is Strange, quest'avventura sci-fi si piazza alle spalle dei titoli citati. Per quanto non ci siano grossi difetti, per quanto il gioco si sforzi di offrire agli appassionati di fantascienza un'esperienza paragonabile a Interstellar, a Solaris, a Deliver Us Mars, per essere un titolo incentrato soprattutto sulla storia manca il colpo di scena, manca un livello di scrittura completamente convincente e appassionante, al netto di una regia digitale e di un comparto sonoro di prim'ordine. Appena discreto il gameplay, totalmente privo di profondità e sul lungo periodo persino ripetitivo, soprattutto nelle sezioni nei panni di Ariane. Con Pragmata e Saros a contendersi l'attenzione degli appassionati di fantascienza, Aphelion rischia di uscirne con le ossa più rotte di quanto meriterebbe. Non è un brutto gioco, ma di sicuro ha scelto il periodo peggiore dell'anno per cercare di fare breccia tra i fan del genere con le sue esili, per quanto indiscutibili, qualità.

PRO

  • Regia digitale ispirata
  • La trama regala un paio di momenti davvero toccanti
  • Tecnicamente solido

CONTRO

  • La trama ha pochi picchi
  • Gameplay privo di profondità
  • Animazioni non sempre convincenti