Tim Schafer vuole che Xbox Game Pass funzioni: intervistato da IGN, il fondatore di Double Fine Productions ha ribadito le proprie sensazioni in merito alla piattaforma in abbonamento di Microsoft, nonostante il suo team abbia dovuto dire addio alla casa di Redmond.
"Voglio davvero che Game Pass funzioni", ha detto Schafer. "Mi piace l'idea delle sottoscrizioni per realtà come la nostra perché, sapete, abbassano la barriera d'ingresso per tutti. Del resto noi vogliamo realizzare giochi strani e creativi, giochi che magari all'inizio non riuscite nemmeno a capire: credo che sia proprio il genere di cose che ci piace fare."
"Capita che le persone restino incuriosite da un artwork, e se il gioco è incluso in un abbonamento si può dire che in un certo senso tu lo abbia già pagato, quindi sei sicuramente più propenso a provarlo, e questo mi sembra un fattore positivo."
"Ci sono tuttavia altri modi per raggiungere le persone, ad esempio abbassando i prezzi e facendo sì che provino i vostri giochi. (...) Non capisco perché Netflix abbia funzionato e Game Pass no, e credo che sia qualcosa di cui semplicemente non so abbastanza. Però le cose stanno così e adesso stiamo adottando un approccio diverso: rendere i nostri giochi davvero accessibili."
L'esperienza con Microsoft
Double Fine è di nuovo indipendente lo scorso luglio, ma il rapporto con Microsoft è stato prezioso. "Ho imparato molto da questa esperienza ed è stata davvero ottima nel complesso", ha spiegato Tim Schafer.
"Hanno investito molto nell'azienda e la loro missione era sostenere Game Pass e altri progetti. Quindi per un certo periodo siamo stati molto allineati e tutto è andato benissimo. È stata una grande collaborazione, poi i loro obiettivi sono cambiati e per questo abbiamo deciso di separarci."
"Nel frattempo, però, mi è sembrato che avessimo creato una bella piccola raccolta di studi all'interno di Xbox Game Studios, come Compulsion, Ninja Theory, Obsidian e inXile. Abbiamo avuto modo di conoscere tutti i responsabili dei team, mentre i nostri programmatori hanno potuto confrontarsi con i loro."
"I loro programmatori sono artisti, e tutti si scambiavano idee e tecnologie. È stata davvero un'ottima esperienza di apprendimento su come vengono gestite altre aziende. Perché, quando sei indipendente, sei un po' come un'isola e per un certo periodo di tempo quest'isola è stata collegata ad altre."