12

Gli sviluppatori europei temono che l’IA aumenti la pressione sul lavoro più della perdita di posti

L'intelligenza artificiale generativa sta modificando concretamente il modo di lavorare nell'industria videoludica europea, ma la principale preoccupazione degli sviluppatori non sembra essere, almeno per ora, la sostituzione dei lavoratori.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   08/09/2026
Un'IA vista dall'IA

Il 61% degli sviluppatori di videogiochi europei teme che l'intelligenza artificiale generativa possa aumentare le pressioni per farli lavorare più velocemente a produrre una quantità maggiore di contenuti. Il timore di perdere il posto di lavoro, invece, è meno diffuso: soltanto il 35% degli intervistati ritiene possibile che l'IA possa portare a una riduzione della domanda per il proprio ruolo o alla sua scomparsa.

Il lavoro cambia

Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto "Talent Signals Reshaping the Games Industry", realizzato da Tanja Loktionova, fondatrice di Values Value e cofondatrice di InGame Job. L'analisi si basa sui dati della decima edizione del Big Games Industry Employment Survey. Una versione preliminare e sintetica dello studio è già disponibile, mentre il rapporto completo è atteso per novembre 2026.

L'umano incontra l'IA
L'umano incontra l'IA

L'impatto dell'IA sul lavoro quotidiano appare comunque già significativo. Il 78% degli intervistati afferma infatti che l'intelligenza artificiale ha modificato il proprio modo di lavorare: per il 33% il cambiamento è stato significativo, mentre per il 45% si è trattato di una trasformazione più contenuta. Soltanto il 22% non ha riscontrato cambiamenti.

NVIDIA PAIR mette al lavoro i PC di casa per accelerare l'intelligenza artificiale NVIDIA PAIR mette al lavoro i PC di casa per accelerare l'intelligenza artificiale

Tra le principali preoccupazioni emerge anche la qualità del lavoro. Poco più della metà degli sviluppatori teme che l'impiego dell'AI generativa possa portare a un peggioramento della qualità dei risultati, mentre il 46% ritiene che questi strumenti rendano più difficile valutare le competenze effettive dei professionisti.

Le perplessità di natura etica sembrano invece meno diffuse: il 29% degli intervistati dichiara di avere preoccupazioni sotto questo aspetto, mentre il 12% afferma di non avere alcuna preoccupazione legata all'IA.

Il cambiamento interessa anche le decisioni relative alle assunzioni. Il rapporto rileva infatti che il 35% dei fondatori di aziende ha deciso di non assumere una persona perché riteneva che il lavoro potesse essere svolto dagli strumenti di intelligenza artificiale.

A questo quadro si aggiunge una situazione economica ancora complessa per molte realtà del settore. Il 48% dei fondatori afferma che la propria azienda sta attualmente operando in perdita, mentre il 60% dichiara di mantenere intenzionalmente i propri team di dimensioni ridotte.

I dati sembrano quindi indicare che l'impatto dell'AI sull'occupazione videoludica potrebbe manifestarsi soprattutto attraverso una trasformazione delle mansioni e delle dimensioni dei team, più che attraverso una sostituzione immediata e generalizzata dei lavoratori. Nello specifico, il 36% degli intervistati ritiene che l'intelligenza artificiale porterà a un cambiamento dei ruoli senza necessariamente ridurre le dimensioni dei team, mentre il 33% prevede invece un ridimensionamento. Un ulteriore 14% ritiene che l'utilizzo dell'IA possa tradursi in una maggiore produttività individuale, mentre il 17% non prevede riduzioni della forza lavoro.

Il risultato è coerente con un'altra recente indagine condotta da Gamescom Dev, secondo la quale l'83% degli intervistati si aspettava che l'IA generativa avrebbe avuto un impatto sulla struttura dei team o sulla loro produttività.

Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.