Il mercato degli smartphone pieghevoli si appresta a vivere la sua più importante rivoluzione strutturale. Dopo una fase di fisiologico rallentamento e assestamento, le ultime previsioni di Counterpoint Research indicano che il 2026 sarà l'anno del definitivo rilancio per il settore, segnando un'accelerazione guidata dall'espansione del segmento premium e da un debutto storico.
Le stime parlano chiaro: le spedizioni globali di pannelli pieghevoli toccheranno quota 27,5 milioni di unità (+24% rispetto all'anno precedente), generandone un giro d'affari da 4,4 miliardi di dollari (circa 3 miliardi e 740 milioni di euro), con un balzo verticale del 48% su base annua.
Il paradosso dei prezzi: perché i pieghevoli costeranno di più
La crescita del mercato del 2026 nasconde una dinamica controtendenza rispetto alle normali leggi dell'elettronica di consumo: il prezzo medio di vendita (ASP) degli smartphone pieghevoli aumenterà del 18%. I produttori stanno progressivamente abbandonando i modelli "a conchiglia" (clamshell), i cui tassi di crescita sono in calo, per concentrare gli investimenti sui modelli "a libro" (book-type), destinati a conquistare il 65% del mercato.
A quanto pare, gli utenti non cercano più l'effetto novità del telefono che si rimpicciolisce, ma esigono schermi grandi, ottimizzati per la produttività e il multitasking, per i quali sono disposti a pagare cifre molto più alte. I dispositivi tri-fold, come il Huawei Mate XT o il per certi versi fallimentare Samsung Tri-Fold, rimarranno invece un'esclusiva vetrina tecnologica a causa degli altissimi costi di produzione.
I dati del primo trimestre del 2026 hanno registrato una flessione del 7% nelle spedizioni di pannelli (circa 3,9 milioni di unità), guidata dal dominio provvisorio del fornitore cinese BOE (45% di quota). Gli analisti di Counterpoint chiariscono però che si tratta di una fase di transizione calcolata, riassumibile nella formula: "la prima metà dell'anno testa il fondo, la seconda testa il rimbalzo".
Ben il 64% di tutti i pannelli pieghevoli del 2026 verrà spedito tra luglio e dicembre. Questo picco improvviso coincide con i piani di lancio dei nuovi pieghevoli Samsung e, soprattutto, con l'inizio della produzione di massa del primo, attesissimo dispositivo pieghevole di Apple. L'ingresso di Apple non sottrarrà semplicemente clienti ad Android, ma amplierà l'intera categoria, imponendo nuovi standard di affidabilità e spingendo la concorrenza ad azzerare la visibilità della piega sullo schermo.
L'arrivo di Cupertino è infatti destinato a ridisegnare la mappa del settore, trasformando un mercato storicamente dominato dal duopolio Samsung-Huawei in una sfida a tre estremamente equilibrata. In questo quadro, Samsung manterrà la prima posizione con il 31% delle quote di approvvigionamento pannelli; Apple, al suo debutto assoluto, dovrebbe conquistare subito il 29% del mercato. Huawei, infine, seguirà a ruota stringendo la morsa con il 24%.
Nonostante Apple si prepari a tallonare da vicino Samsung nella vendita dei dispositivi, il colosso coreano può sorridere. Secondo le indiscrezioni di filiera, sarà proprio la divisione Samsung Display a fornire in esclusiva i pannelli pieghevoli per l'iPhone del debutto. Una mossa che permetterà a Seul di perdere quote come brand di telefonia, ma di fatturare cifre record come fornitore hardware della sua prima rivale.
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