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Giochi mobile, aumentano i fallimenti in Giappone, il 2026 verso un nuovo record

Il settore dei giochi mobile giapponese sta affrontando una situazione sempre più difficile, che sta portando a numerosi fallimenti.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   11/08/2026
Uno smartphone rotto con sopra la bandiera giapponese

Il mercato giapponese dei giochi mobile, in particolare quello dei titoli gacha, sta attraversando una fase di crescente difficoltà. Secondo un nuovo rapporto della società di ricerca giapponese Teikoku Databank, tra gennaio e luglio 2026 sono state confermate 10 bancarotte nel campo. Il dato è già nettamente superiore alle sole tre registrate nell'intero 2025 e si avvicina al precedente record di 12 fallimenti, stabilito nel 2015. Mancano ancora quattro mesi alla fine dell'anno, quindi il numero potrebbe aumentare.

Crisi generale

Il rapporto evidenzia inoltre la particolare fragilità delle realtà più piccole. Teikoku Databank ha analizzato le 29 bancarotte di operatori di giochi mobile avvenute negli ultimi cinque anni, rilevando che 15 casi, pari al 51,7%, hanno riguardato aziende con un capitale inferiore a 10 milioni di yen, circa 63.000 dollari. Tra i fattori citati figurano anche la perdita di contratti con grandi aziende del settore e il conseguente ritiro di alcuni publisher dai progetti in sviluppo.

Non esistono successi garantiti
Non esistono successi garantiti

Uno dei problemi principali riguarda l'aumento dei costi. Il mercato mobile si è progressivamente allontanato dai primi social game basati su browser per orientarsi, soprattutto a partire dal 2015, verso applicazioni native molto più sofisticate. Grafica 3D, doppiaggio completo e contenuti più articolati hanno fatto crescere sensibilmente gli investimenti necessari per realizzare un gioco competitivo.

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"Ciononostante, con il cambiamento nella complessità dei contenuti dei giochi, che sono passati alla grafica 3D e al doppiaggio completo, insieme alla cronica carenza di creatori, i costi iniziali di sviluppo spesso arrivano a diverse centinaia di milioni di yen", osserva il rapporto.

Il problema, però, non termina con la pubblicazione. I titoli mobile che adottano un modello live service devono continuare a ricevere aggiornamenti, nuovi personaggi, eventi e altri contenuti per mantenere attiva la propria base di giocatori. Questa necessità crea un ulteriore peso economico sulle aziende, soprattutto quando i ricavi non sono sufficienti a compensare i costi di sviluppo e gestione.

Un esempio è il caso di Visual Arts, sviluppatore di visual novel, che alcuni anni fa aveva spiegato quanto costasse mantenere operativo Itsuwari no Alice, successivamente chiuso. La società aveva indicato una spesa di circa 13.600 dollari al mese, di cui 7.600 destinati ai server cloud. Insomma, anche i titoli di dimensioni contenute hanno dei costi di mantenimento spesso altissimi.

Un altro caso riguarda Ambition, sviluppatore di Bungo Stray Dogs: Tales of the Lost. L'annuncio della chiusura del gioco era arrivato appena un giorno prima della dichiarazione di bancarotta dell'azienda, provocando una forte reazione da parte della community. I giocatori si erano infatti ritrovati con oggetti acquistati e non utilizzati, senza la possibilità di ottenere un rimborso per le microtransazioni.

A rendere il mercato ancora più competitivo contribuisce inoltre la presenza sempre maggiore di produzioni cinesi e sudcoreane. Secondo Teikoku Databank, la concorrenza si è intensificata non solo per la presenza di grandi successi consolidati e di giochi basati su IP affermate, ma anche per l'ingresso di società straniere "provenienti da Paesi come Cina e Corea del Sud, che dispongono di abbondanti risorse finanziarie e di elevate capacità di sviluppo". La situazione è particolarmente evidente nelle classifiche dei giochi gacha più redditizi. Titoli come Wuthering Waves, Honkai: Star Rail e NIKKE a produrre risultati eccellenti su tutti i mercati.

Il quadro che emerge è quindi quello di un settore nel quale realizzare un gioco di successo non garantisce più necessariamente la sostenibilità economica nel lungo periodo. Gli investimenti iniziali sono aumentati, la gestione dei giochi richiede risorse costanti e la competizione internazionale si è ampliata, mentre anche i titoli basati su proprietà intellettuali già note possono essere costretti a chiudere se non riescono a mantenere una base di utenti e ricavi sufficiente.

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