Tra le iniziative più ambiziose annunciate da Microsoft negli ultimi anni c'era senza dubbio la creazione di un Xbox Mobile Store, un negozio digitale pensato per sfidare Google Play e App Store. Oggi, però, quel sogno sembra definitivamente tramontato.
Gli indizi di una chiusura silenziosa ma inesorabile si moltiplicano. Come segnalato dall'analista di API @RedPhx, gli URL dedicati allo store mobile non sono più attivi. La mossa si inserisce perfettamente nella nuova e aggressiva linea gestionale della neo-CEO di Xbox, Asha Sharma, decisa a tagliare senza pietà tutto ciò che si allontana dal core business tradizionale del marchio. Solo negli ultimi giorni, Sharma ha archiviato la controversa campagna marketing "This is an Xbox" e ha clamorosamente fatto marcia indietro sul rincaro del 50% di Xbox Game Pass. Ora, sotto la scure della nuova dirigenza, sembra esserci finito anche lo store mobile.
Addio sogni mobile?
Il progetto era stato svelato nell'estate del 2024. L'allora presidente di Xbox, Sarah Bond, aveva delineato un calendario della piattaforma, che avrebbe dovuto debuttare a luglio per poi essere rimandata all'inverno dello stesso anno.
"Inizieremo portando il nostro portfolio first-party sull'Xbox Mobile Store. Titoli come Candy Crush e Minecraft appariranno lì. E poi estenderemo questa capacità ai partner," spiegò la Bond all'epoca. Nei test, lo store puntava molto su Candy Crush, offrendo vantaggi concreti per chi accedeva tramite account Microsoft. Tra questi figurava il "Crusher Club", un sistema che premiava gli utenti con il 10% in più di valuta in-game se gli acquisti venivano effettuati tramite lo store di Microsoft anziché su Google Play.
Il grande ostacolo, che curiosamente Microsoft sembra aver sottovalutato prima di investire milioni nel progetto, porta i nomi di Apple e Google. I due colossi rendono estremamente difficile, se non impossibile, l'installazione di store di terze parti sui propri sistemi operativi, bloccando o limitando servizi concorrenti nonostante le recenti pressioni delle autorità antitrust.
Per aggirare queste restrizioni, Sarah Bond aveva precisato che lo store sarebbe stato inizialmente "basato sul web". Tuttavia, le modalità pratiche per il download e l'esecuzione delle app rimanevano avvolte nel mistero, considerando i blocchi imposti di default da iOS e Android. Dopotutto, sperare che un giocatore occasionale affrontasse delle procedure di media complessità solo per ottenere un 10% di bonus su Candy Crush è sempre sembrato un azzardo, vista anche l'esperienza di Epic Games con il suo store.