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La nuova struttura di Ubisoft si presta meglio alla vendita e alla chiusura?

Il giornalista Christopher Dring ha riflettuto sulla nuova struttura "modulare" di Ubisoft, che a suo avviso si presta meglio alla vendita di singole divisioni... o alla loro chiusura.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   24/01/2026
Yves Guillemot

Secondo il giornalista Christopher Dring, la nuova struttura di Ubisoft si presta meglio alla vendita e alla chiusura per via dell'approccio "modulare" che la casa francese ha adottato di recente.

"Dividendo la propria struttura in creative house, Ubisoft potrebbe (se necessario) vendere più facilmente oppure chiudere singole parti del proprio business", ha scritto l'ex direttore di GamesIndustry.biz. "È improbabile che ci siano molte aziende interessate ad acquistare Ubisoft nella sua interezza. Ma alcune sue componenti, invece..."

"Prendiamo Netflix, ad esempio. Una parte della strategia dell'azienda ruota attorno a party game casual pensati per tutta la famiglia e serie come Just Dance si inserirebbero perfettamente in questa visione. Ubisoft potrebbe quindi (qualora lo ritenesse opportuno) cedere la Creative House 5 a un'organizzazione come Netflix, interessata proprio a questo tipo di produzioni."

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"Allo stesso modo, esistono publisher che sarebbero ben felici di mettere le mani su proprietà intellettuali di spessore come Anno o Prince of Persia. E naturalmente ci sono anche realtà più grandi che accoglierebbero a braccia aperte franchise come Splinter Cell, The Division o Ghost Recon."

Una prospettiva plausibile?

"Qualora Ubisoft dovesse dunque procedere con ulteriori dismissioni, questa struttura renderebbe l'operazione molto più semplice", ha continuato Dring, cercando di comprendere quale sarà il possibile percorso della casa francese nei prossimi mesi e anni.

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"Il tutto si ricollega a quanto scrivevo la scorsa settimana: non esiste una singola 'industria dei videogiochi', bensì esistono molte industrie videoludiche diverse e Ubisoft opera all'interno di parecchie di esse."

"In un'epoca in cui il focus è fondamentale, un'azienda attiva su così tanti fronti e settori differenti potrebbe risultare, oggi, meno appetibile nell'ottica di fusioni e acquisizioni."