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Non aspettatevi che GTA 6 sia quello del terzo trailer, spiega un ex-Rockstar Games

Secondo un ex-artista di Rockstar Games, non bisogna aspettarsi che GTA 6 sia quello che si vedrà nel terzo trailer, ancora non mostrato.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   08/04/2026
I due protagonisti di GTA 6
Grand Theft Auto VI (GTA 6)
Grand Theft Auto VI (GTA 6)
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Mentre l'attesa per il prossimo trailer di GTA 6, il terzo, continua a crescere, arrivano nuovi spunti di riflessione da chi in passato ha lavorato direttamente al progetto. Per la precisione, stiamo parlando di David O'Reilly, un ex artista di Rockstar Games coinvolto anche in titoli come Red Dead Redemption 2 e GTA 5, che ha condiviso il suo entusiasmo in un'intervista concessa al podcast Kiwi Talkz, invitando però i fan a non prendere i trailer come rappresentativi del gioco finito.

O'Reilly si dice impaziente quanto il pubblico di vedere di nuovo il gioco: "Non vedo l'ora del prossimo trailer, di scoprire la caratterizzazione e vedere la città molto più sviluppata rispetto a quando l'ho esplorata io". Allo stesso tempo, sottolinea come i trailer videoludici siano costruiti più per trasmettere l'atmosfera di gioco che per rappresentare fedelmente il prodotto finale.

"Quando realizzi un trailer, si lavora in modo maniacale su ciò che viene inquadrato", spiega, evidenziando come alcune porzioni del gioco vengano rifinite al massimo solo per la presentazione. Di conseguenza, aggiunge, "tutto ciò che non è inquadrato non è rifinito allo stesso modo: non è che l'intero mondo appaia così".

C'è chi aspetta GTA 6 e chi un horror giapponese con una donna gigante che uccide a colpi di baguette C'è chi aspetta GTA 6 e chi un horror giapponese con una donna gigante che uccide a colpi di baguette

Il messaggio è chiaro: trattandosi di produzioni enormi e in continua evoluzione, è normale che ci siano differenze tra quanto mostrato nei trailer e il risultato finale. Un aspetto particolarmente vero per un progetto ambizioso come GTA 6, dove lo sviluppo procede per iterazioni e cambiamenti continui. Del resto, lo è anche per progetti più piccoli.

Curiosamente, lo stesso O'Reilly ammette di non conoscere i dettagli della trama, nonostante abbia lavorato al gioco per anni: "La gente mi chiede quale sia la storia, e io rispondo: 'Non ne ho idea'". L'unica informazione di cui era a conoscenza durante la lavorazione, riguarva la presenza di due protagonisti. Il che fa capire anche come spesso il ruolo degli sviluppatori sia distante e, in qualche modo, alienante.