Oceanhorn 3: Legend of the Shadow Sea segna un ritorno davvero importante per gli utenti iOS, che hanno visto nascere e crescere la serie Zelda-like di Cornfox & Bros., partita con un episodio molto promettente ma che poi ha deluso un po' le aspettative, per poi proporre con il secondo capitolo un'esperienza che è stata per molto tempo un riferimento su mobile.
Disponibile ormai da alcune settimane in esclusiva sulla piattaforma Apple Arcade, l'ultima incarnazione di Oceanhorn parte dalle basi tecnologiche di Knights of the Lost Realm e prova a declinarle in una maniera stilisticamente un po' diversa, senza introdurre sostanziali evoluzioni tecniche ma consegnandoci una struttura meno vincolata, votata a una maggiore libertà.
Una trama in perfetto stile Zelda
Il ragazzo dal passato misterioso che parte alla scoperta del mondo, l'alleata che sulle prime si comporta come una rivale, le sequenze di navigazione per approdare verso isole sempre diverse e una missione da portare a termine a tutti i costi: i presupposti narrativi di Oceanhorn 3: Legend of the Shadow Sea riprendono la tradizione di The Legend of Zelda e cercano di riprodurne anche le atmosfere, riuscendoci a tratti.
Il senso dell'avventura, legato a doppio filo alle meccaniche di un gameplay che abbina l'accesso a determinate zone degli scenari all'ottenimento di specifiche abilità, si rivela probabilmente l'aspetto più riuscito di questo nuovo episodio, che chiede di essere scoperto in maniera progressiva, con una certa calma, e in tal senso rema un po' contro quelle che sono le dinamiche tipiche dei mobile game.
Il protagonista del gioco può intrattenere conversazioni con un gran numero di personaggi, inclusa naturalmente quella che diventerà la sua principale alleata, e tutti i dialoghi sono parlati in inglese, a conferma di un impegno sul piano produttivo non indifferente, specie se consideriamo il contesto. Queste interazioni consentono peraltro di accedere a missioni secondarie o a informazioni che arricchiscono la lore di Legend of the Shadow Sea.
Certo, diverse soluzioni narrative appaiono decisamente inflazionate, e così chi si è trovato di fronte a situazioni del tutto simili in passato difficilmente potrà apprezzare appieno questo sforzo... imitativo, che immaginiamo alla fine dei conti vada inteso un po' come una maniera per rendere omaggio a un franchise, quello targato Nintendo, che si pone come un classico indiscutibile.
Struttura e gameplay
Come accennato in apertura, Oceanhorn 3: Legend of the Shadow Sea si distingue dai precedenti episodi per via di una struttura aperta, che consente di visitare in maniera del tutto libera gli scenari che fanno da sfondo all'avventura, nonché di salire a bordo della propria barca e dirigersi verso l'isola che desideriamo esplorare.
A tal proposito, le fasi esplorative si sviluppano di pari passo con la crescita del personaggio, che tramite le risorse accumulate può non solo costruire meccanismi di supporto (in primis il robottino volante che gli consente di planare), ma anche sbloccare abilità come il doppio salto, che rendono accessibili zone che inizialmente gli sono precluse.
È davvero un peccato che i combattimenti non si siano evoluti allo stesso modo: quando si affrontano dei nemici, boss inclusi, emergono le incertezze di un sistema di interazioni per molti versi ancora grezzo, legnoso e datato. Sia chiaro: col passare del tempo gli si prendono le misure e si riesce a tirarne fuori qualcosa di buono, ma siamo parecchio distanti dall'eccellenza, e lo stesso si può dire delle routine comportamentali di avversari e alleati.
Alla fine dei conti i veri pregi dell'esperienza risiedono nei contenuti, dal design delle diverse isole che potremo esplorare durante la campagna (che richiede dalle dieci alle dodici ore per essere completata) ai semplici enigmi da completare, dalle fasi platform agli incarichi secondari, che arricchiscono l'impianto di tanti piccoli ma gradevoli extra.
Realizzazione tecnica
Passando alla realizzazione tecnica, bisogna ammettere che le ultime evoluzioni del gaming su iOS, con l'arrivo di diversi giochi di ultima generazione nati su PC e console, hanno messo tutto in discussione e in questo nuovo contesto Oceanhorn 3: Legend of the Shadow Sea chiaramente non può più ambire a porsi come un punto di riferimento com'è accaduto con il secondo capitolo, che per un certo periodo di tempo è stato un po' il "volto" di Apple Arcade.
Come detto, è cambiato lo stile grafico ma le basi tecniche sono rimaste fondamentalmente quelle di tre anni fa e, soprattutto, non sono stati effettuati quei miglioramenti che servivano affinché il gioco potesse davvero spiccare, in primis per quanto concerne le animazioni e il modo in cui il nostro personaggio interagisce con l'ambientazione.
Fortunatamente ci sono scorci e situazioni che ancora riescono a colpire, e tutto questo viene accompagnato da una colonna sonora di qualità, capace di sottolineare in maniera efficace i diversi momenti di un'avventura che, pur nella sua ingenuità e con tanti limiti, non mancherà di emozionarvi; anche se non possedete l'ultimo modello di iPhone, grazie ad alcune opzioni che scalano la qualità al fine di mantenere le prestazioni.
A proposito di regolazioni, Oceanhorn 3: Legend of the Shadow Sea è dotato di un sistema di comandi touch molto ben implementato, immediato e reattivo, ma il gioco dà il meglio di sé quanto si utilizza un controller, nel nostro caso l'eccellente SCUF Nomad. Peccato solo che gli sviluppatori abbiano assegnato il salto al tasto Y e l'interazione al tasto A, che è il contrario di ciò che accade da sempre negli action platform, e per "sistemare" la cosa è necessario ricorrere a qualche scomodo magheggio.
Conclusioni
Oceanhorn 3: Legend of the Shadow Sea consolida la formula Zelda-like della serie targata Cornfox & Bros. con un nuovo episodio davvero interessante sul piano strutturale, dotato com'è di un grado di libertà inedito e di tanti contenuti. Il gioco coinvolge ed emoziona grazie ad alcune sequenze piuttosto suggestive, ma non è più quel punto di riferimento tecnico su iOS e mostra ancora tante incertezze quando si tratta di combattimenti e interazioni.
PRO
- Formula Zelda-like ben collaudata
- Struttura più libera e appassionante
- Ricco di contenuti
CONTRO
- Con i combattimenti ancora non ci siamo
- Animazioni e interazioni datate
- Non è più il riferimento tecnico di un tempo