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MotoGP 26, la recensione dell'edizione che vi insegna a muovere il corpo

Milestone affina, lima, corregge. MotoGP 26 non reinventa nulla, ma il Rider-Based Handling e una Carriera più briosa cambiano le cose quanto basta

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   20/05/2026
Un'immagine di MotoGP 26
MotoGP 26
MotoGP 26
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Se è vero che una simulazione resta sempre un'imitazione prevedibile della realtà, al giorno d'oggi è innegabile che alcuni software abbiano raggiunto livelli di realismo notevoli.

Sul fronte sportivo, in particolar modo, alcune discipline virtuali si avvicinano con risultati soddisfacenti alle controparti reali. Vale certamente per la serie NBA 2K. Giochi come Assetto Corsa sono una validissima alternativa allo spendere centinaia di migliaia di euro per sentirsi al volante di una supercar. Anche MotoGP, nel corso delle sue iterazioni, ha progressivamente raffinato una gestione della fisica e un sistema di guida che possono definirsi soddisfacenti e sfaccettati al punto giusto.

Da questo punto di vista MotoGP 26 rappresenta molto più che in passato un sensibile passo in avanti, ravvisabile già nella schermata del menu principale e tanto più evidente non appena si affronta la primissima curva. Non si tratta di una rivoluzione, beninteso. Come spiegheremo meglio a breve, siamo di fronte ad una significativa evoluzione in ogni ambito.

Il corpo del pilota come principale fulcro

Il punto di partenza è il nuovo sistema di guida battezzato Rider-Based Handling. Il nome suona effettivamente come uno slogan cavalcato nei comunicati stampa per dare un tono a dei cambiamenti nella pratica solo marginali. La realtà, fortunatamente, è ben diversa e le differenze rispetto alla passata iterazione sono tangibili sin dalle primissime staccate.

Il concetto è semplice ed efficace. Invece di controllare direttamente la moto, come accade pressoché in qualsiasi altro gioco di guida, il giocatore controlla il corpo del pilota, le sue movenze sopra il mezzo, per essere più precisi. La distribuzione del peso, la posizione in curva, il baricentro in frenata, sono queste le variabili che influenzano la traiettoria e di cui, conseguentemente, dovrete avere cura per non ritrovarvi gambe all'aria sulla ghiaia a bordo pista. La moto non è un oggetto animato come per magia, ma uno strumento che l'avatar gestisce tramite braccia, gambe, busto, testa. Le animazioni del corpo, fino all'anno scorso poco più che un orpello estetico, sono il fulcro attraverso cui si genera lo spostamento della moto sul tracciato.

All'atto pratico, il cambiamento impone di ragionare in modo diverso rispetto al passato. L'ingresso in curva non dipende più solo da quanto si preme il freno, ma da come ci si posiziona prima ancora di toccare il pulsante. L'uscita richiede di raddrizzare il busto e di dosare l'accelerazione in modo progressivo. Le correzioni di traiettoria sono più naturali, le frenate progressive si leggono nell'inerzia della moto. Il posteriore lavora, si muove, accompagna il movimento. Allo stesso tempo, i cordoli diventano un elemento della pista con cui è possibile interagire, utili a mantenere la traiettoria ideale e non più, come in passato, insidie pronte ad innescare una rovinosa caduta senza preavviso.

Tutti gli anni Milestone migliora qualcosa, è vero, ma con MotoGP 26 il passo avanti è netto, per quanto non del tutto privo di sbavature
Tutti gli anni Milestone migliora qualcosa, è vero, ma con MotoGP 26 il passo avanti è netto, per quanto non del tutto privo di sbavature

Non è tutto perfetto. Su PlayStation 5, dove ci si aspetterebbe una progressione di feedback aptico chiara, magari con una vibrazione decisa poco prima di perdere l'anteriore, non si hanno particolari sussulti o segnali quando si sta per oltrepassare il limite. Il confine tra una staccata stupefacente e una scivolata sull'asfalto è davvero sottilissimo, e in questo senso ci saremmo aspettati segnali tattili e sonori più chiari. Si tratta di una piccola sbavatura che non compromette il quadro generale, ma che chi cerca il massimo livello di coerenza simulativa non mancherà di notare. Anche il trasferimento di carico in staccata potrebbe essere un filo più morbido e graduale. Inoltre, nella fase più aggressiva della frenata, in certe situazioni, si avverte una certa arbitrarietà su come venga gestito il movimento del pilota.

Piccole storture a parte, il feeling generale è profondamente diverso rispetto a MotoGP 25, enormemente più sfaccettato. Non si ha più la sensazione di guidare su una lunga serie di binari posti gli uni di fianco agli altri. Bisogna sentire la moto; allenare la memoria muscolare per abbinare correttamente ogni sollecitazione sul controller al conseguente movimento del pilota; accettare che, per quanto esperti della serie, è necessario riapprendere alcune basi del gioco per poterlo domare come si deve, soprattutto considerando che il tutorial si dimostra piuttosto deficitario nello spiegare a dovere le basi del Rider-Based Handling.

Come per gli aiuti alla guida, anche il livello di competitività degli avversari può essere settato tramite diversi parametri
Come per gli aiuti alla guida, anche il livello di competitività degli avversari può essere settato tramite diversi parametri

Tutto ciò è naturalmente valido nella modalità Pro. MotoGP 26 infatti si presenta con una doppia anima che rende il gioco estremamente malleabile e adatto ad un ampio pubblico. Chi cerca un'esperienza meno simulativa, più diretta ed immediata, troverà ad attenderlo il pre-set Arcade che abbassa sensibilmente la difficoltà e richiede molta meno accortezza in entrata ed uscita di curva nel dosare freno e acceleratore. Si cade comunque, se si esagera, ma anche in quel caso potrete attivare l'ormai classico rewind per ritentare all'infinito il sorpasso al limite.

Altre due caratteristiche rendono MotoGP 26 un gioco estremamente trasversale. Da una parte torna puntuale la lunghissima lista di aiuti alla guida che potrete attivare e disattivare singolarmente, così da permettervi di modellare l'esperienza intorno al grado di realismo ricercato, al di là delle preimpostazioni Pro e Arcade.

Anche quest'anno Milestone fallisce completamente nel proporre una modalità tutorial degna di questo nome
Anche quest'anno Milestone fallisce completamente nel proporre una modalità tutorial degna di questo nome

Secondariamente, potrete settare in modo dinamico il livello di competitività degli avversari controllati dalla CPU in pista. Sulla carta potrete gareggiare con piloti in grado di tenere sempre il vostro passo, così da rendere ogni gara una vera e propria battaglia dalla prima all'ultima curva. All'atto pratico, purtroppo, questo sistema funziona solo a metà. Se in alcuni casi dovrete effettivamente vedervela con rivali estremamente abili e in grado di tallonarvi costantemente, in certi tracciati vi sembrerà di avere a che fare con piloti alle prime armi, lenti sul giro e in grado di scatenare incidenti a catena con una facilità imbarazzante.

Più che una sequela asettica di Gran Premi

Per anni, la modalità Carriera della serie non è mai andata oltre la fredda proposizione in sequenza dei vari Gran Premi. Funzionale, certo, ma anche tremendamente limitata e priva di sorprese lungo il percorso. Già con le più recenti iterazioni qualcosa si era mosso in questa direzione, ma solo con MotoGP 26 possiamo affermare che Milestone sia effettivamente riuscita a infondere nuova linfa vitale.

Il paddock è il vero nuovo protagonista della modalità Carriera di quest'anno
Il paddock è il vero nuovo protagonista della modalità Carriera di quest'anno

La Carriera consente ora di scegliere tra due strade: costruirsi un alter ego virtuale tramite un rudimentale editor estetico e percorrere la strada che va dalla Moto3 fino alla MotoGP, oppure, per la prima volta nella serie, vestire i panni di uno dei piloti ufficiali della competizione. Che si tratti di Marc Márquez, Pecco Bagnaia, Fabio Quartararo, Jorge Martín o qualunque altro pilota ufficiale, la possibilità di riscrivere le gesta di un campione reale partendo dalle categorie inferiori è genuinamente intrigante e ha un potenziale di rigiocabilità che la serie non aveva mai esplorato con questo coraggio. Non viene a crearsi una trama nel senso più tradizionale del termine, beninteso, ma ne giova innegabilmente il coinvolgimento perché dà al giocatore la sensazione di vivere una vera avventura sportiva, non solo di completare una sequenza di tracciati.

A sorreggere questa struttura, e a dare concretezza all'illusione narrativa, ci pensano alcune novità concrete. Il paddock tridimensionale è l'hub attorno cui ruota l'intera stagione. Da qui si accede alle conferenze stampa del giovedì, una delle aggiunte più interessanti del capitolo, in cui rispondere alle domande dei giornalisti scegliendo tra diverse opzioni di dialogo che influenzano gli obiettivi, le rivalità e la reputazione presso team e costruttori. La sensazione di essere un personaggio all'interno di un ecosistema sportivo è tangibile, nonostante alla lunga i dialoghi con la stampa diventino ripetitivi e le reazioni alle proprie scelte prevedibili e misurabili.

Battere il diretto rivale in pista vi regalerà un boost di reputazione
Battere il diretto rivale in pista vi regalerà un boost di reputazione

Il manager personale, dal canto suo, segue le trattative per i contratti e guida lo sviluppo della carriera del proprio personaggio nel lungo periodo, rendendo il mercato dei trasferimenti un elemento attivo e non più una formalità burocratica. Il mercato piloti è in effetti il punto in cui la serie fa davvero un passo avanti rispetto al passato: ci sono reali movimenti tra una stagione e l'altra, le scelte pesano, ogni tanto accade qualcosa di effettivamente imprevedibile.

Lo sviluppo tecnico della moto consente poi di modellare il mezzo sulle proprie esigenze, privilegiando la maneggevolezza, la potenza o la stabilità in funzione dello stile di guida personale, con debriefing non molto frequenti, ma più mirati rispetto ai capitoli precedenti.

Gli aggiornamenti alla moto influiscono sulle prestazioni, ma non aspettatevi ribaltamenti totali a stagione in corso
Gli aggiornamenti alla moto influiscono sulle prestazioni, ma non aspettatevi ribaltamenti totali a stagione in corso

Nonostante la componente gestionale di MotoGP 26 sia stata enormemente sviluppata rispetto alle passate edizioni, la profondità di questo ambito resta comunque limitata. Oltre alla ripetitività delle conferenze stampa, il mercato piloti e lo sviluppo della moto vengono gestiti da poche opzioni e un paio di schermate, nulla di particolarmente complesso, né sorprendente.

Il passo in avanti della modalità Carriera è innegabile, ma il focus è ancora quasi completamente relegato alle gare vere e proprie.

Race Off, Superbike e il resto del pacchetto

Sul fronte contenutistico, MotoGP 26 porta in dote tutto ciò che è lecito aspettarsi: Gran Premio singolo, Campionato personalizzabile nella durata e nelle tappe, Prove a Tempo, split-screen per le sfide in locale e un comparto multiplayer online fino a ventidue giocatori e con tanto di cross-play, ad esclusione della versione per Nintendo Switch.

Vincendo Gran Premi e completando specifici obiettivi, otterrete una delle cento carte collezionabili messe in palio dal gioco
Vincendo Gran Premi e completando specifici obiettivi, otterrete una delle cento carte collezionabili messe in palio dal gioco

La stagione del Motomondiale è completa in tutto e per tutto. Trentotto squadre, oltre settanta piloti, tutti i circuiti del calendario, incluso il ritorno del Gran Premio del Brasile. La novità più attesa e più richiesta dalla community riguarda l'introduzione delle Superbike 1000cc. Honda CBR 1000RR-R Fireblade SP, Ducati Panigale V4 S, Yamaha YZF R1 GYTR, Aprilia RSV4 1100, KTM 990 RC R Track sono le moto stradali che potrete guidare attraverso circuiti specifici.

Torna l'ecosistema Race Off, tramite una modalità dedicata e l'integrazione diretta all'interno della Carriera, dove ogni evento si traduce in esperienza con cui migliorare le statistiche del proprio pilota. Le discipline su sterrato (Flat Track e Motard) e le Minibike rappresentano una piacevolissima variazione sul tema e ostentano la bontà del motore fisico di Milestone, capace di adattarsi efficacemente a tipologie di moto e di terreno differenti.

Le statistiche dei piloti contro cui gareggerete nelle varie modalità saranno puntualmente e coerentemente aggiornate, in base all'andamento del Motomondiale reale
Le statistiche dei piloti contro cui gareggerete nelle varie modalità saranno puntualmente e coerentemente aggiornate, in base all'andamento del Motomondiale reale

Dal punto di vista tecnico, MotoGP 26 si rivela un gioco estremamente intelligente. L'Unreal Engine 5 offre un colpo d'occhio convincente, ma è evidente che lo studio milanese abbia curato certi aspetti a discapito di altri. Le moto sono ovviamente l'elemento migliore del gioco, le animazioni dei piloti sono verosimili, il frame-rate annaspa solo in rare situazioni durante le gare off-road. Allo stesso tempo, tuttavia, si nota il pop-in nello scenario, i dettagli delle piste sono scarsi, i volti degli atleti denotano una certa arretratezza. Tutti elementi di contorno e che non scalfiscono più di tanto un giudizio globalmente positivo.

L'audio è promosso senza discussioni. I motori di Moto3 e Moto2 hanno ricevuto un aggiornamento sostanziale, grazie a campionamenti delle controparti reali. Solido anche il commento in italiano, affidato come ormai da tradizione al sempreverde Guido Meda.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Prezzo 69.99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori (1)
7.3
Il tuo voto

MotoGP 26 è la dimostrazione di come si possa fare un passo avanti significativo senza stravolgere la propria identità. Milestone ha scelto di non reinventarsi, ma di rifinire con intelligenza ciò che già esisteva, concentrando le proprie attenzioni su due aspetti in particolare: la fisica di guida e la modalità Carriera. Il Rider-Based Handling cambia davvero il modo di vivere la corsa virtuale. La Carriera, dal canto suo, smette di essere un calendario da completare asetticamente e inizia ad assomigliare, anche se ancora timidamente, a qualcosa che merita realmente il ruolo di modalità principale, con un paddock vivo, un mercato piloti attivo e la possibilità di riscrivere le gesta dei propri campioni preferiti. Restano alcune storture. Il tutorial è insufficiente per un gioco che chiede al giocatore di reimparare a guidare. Le conferenze stampa si ripetono. L'IA degli avversari passa dal brillante al kamikaze senza soluzione di continuità. Graficamente il gioco è convincente, ma resta ancora qualche aspetto da migliorare, come i volti dei piloti. MotoGP 26, tuttavia, a oggi è il capitolo più maturo che Milestone abbia mai consegnato ai fan del Motomondiale. Grazie ai tanti aiuti alla guida attivabili e disattivabili è adattabile ad un ampio ventaglio di videogiocatori e le novità sono tali da giustificare l'acquisto anche da parte di coloro che negli ultimi anni si erano allontanati dalla serie.

PRO

  • Il Rider-Based Handling cambia davvero il feeling di guida
  • Carriera più viva che in passato
  • Modalità Race Off ampliata

CONTRO

  • Tutorial insufficiente
  • IA altalenante
  • Graficamente qualche elemento troppo arretrato
Abbiamo recensito il gioco grazie a un codice fornito dal publisher.
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