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Memorie RAM e SSD, nuovi rincari previsti fino al 2027: la domanda per l'IA continua a spingere i prezzi

Le memorie DRAM e NAND potrebbero diventare ancora più costose nei prossimi trimestri, secondo un nuovo report degli analisti di Jefferies.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   28/06/2026
Shodan

Il mercato delle memorie continua a essere interessato da una fase di forte tensione tra domanda e offerta, e secondo le ultime previsioni gli aumenti dei prezzi sono destinati a proseguire almeno fino al 2027.

Un'analisi di Jefferies Equity Research stima infatti che i prezzi delle memorie aumenteranno tra il 40% e il 50% nel terzo trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre è previsto un ulteriore incremento compreso tra il 30% e il 40%, mentre nel 2027 i prezzi medi potrebbero risultare superiori del 40-45% rispetto all'anno precedente.

Alla base di questa situazione vi sono le persistenti difficoltà sul fronte dell'offerta e la crescente domanda generata dalle applicazioni legate all'intelligenza artificiale. Secondo il report, i principali produttori di DRAM: Samsung, SK Hynix e Micron, non prevedono un miglioramento della disponibilità nel breve periodo. Anche i produttori cinesi, che in passato erano stati indicati come possibili fornitori di memorie a basso costo, non starebbero influenzando in maniera positiva i prezzi internazionali.

Giocare diventerà molto costoso
Giocare diventerà molto costoso

Gli analisti ritengono inoltre che una quota sempre maggiore della capacità produttiva venga destinata ai contratti a lungo termine stipulati tra i produttori di memorie e le grandi aziende tecnologiche. Attualmente circa il 50% della produzione sarebbe già vincolato da questi accordi, ma la percentuale potrebbe salire fino al 70%, riducendo ulteriormente la disponibilità di componenti per il mercato consumer.

Anche Apple avrebbe contribuito alla crisi delle memorie, secondo Micron Anche Apple avrebbe contribuito alla crisi delle memorie, secondo Micron

Questo scenario potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi di numerosi dispositivi elettronici, tra cui PC, notebook, smartphone e console da gioco, che dipendono dall'approvvigionamento di memorie DRAM e NAND.

Secondo Jefferies, una possibile inversione di tendenza potrebbe arrivare soltanto nel 2028, quando l'entrata in funzione di nuovi impianti produttivi dovrebbe incrementare l'offerta del 15-20%. Tuttavia, gli analisti avvertono che anche questo aumento potrebbe non essere sufficiente a compensare la continua crescita della domanda legata ai sistemi di intelligenza artificiale.

Il report evidenzia inoltre che l'espansione dei produttori cinesi, come CXMT e YMTC, difficilmente avrà un impatto significativo nel periodo 2026-2027. La loro capacità produttiva è oggi destinata principalmente al mercato interno e solo a partire dal 2028, con il previsto ampliamento degli stabilimenti e delle linee di produzione, potrebbe contribuire ad aumentare l'offerta anche sui mercati internazionali.

Quindi, gli analisti prevedono che il settore delle memorie continuerà a operare in un contesto di prezzi elevati ancora per diversi anni, con effetti destinati a riflettersi sull'intero comparto dell'elettronica di consumo.

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