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Lo accusano di aver usato l'IA per il doppiaggio di un personaggio del suo gioco, ma è la moglie

Il gioco di ruolo d'azione Luminary è stato criticato per il doppiaggio, accusato di essere stato realizzato con l'IA, ma la realtà è ben diversa.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   20/09/2026
Uno dei personaggi di Luminary

Lo scorso 10 settembre, un utente di Steam ha pubblicato una recensione negativa per Luminary, un gioco di ruolo d'azione indipendente lanciato di recente in Accesso Anticipato. Dopo aver provato il titolo per meno di mezz'ora, il giocatore ha lodato la grafica, ma lo ha stroncato perché "la pessima voce generata dall'IA lo ha rovinato". Fin qui niente di particolarmente interessante, ma lo sviluppatore ha deciso di rispondergli, spiegandogli la verita.

Refractive Entertainment ha chiarito l'equivoco: la voce in questione non appartiene a un'intelligenza artificiale, ma alla moglie del direttore creativo Keith Kolod, alla sua primissima esperienza di doppiaggio. Semplicemente, essendo un team molto piccolo, non ha potuto spendere soldi su di un attrice professionista.

Fraintendimenti

"Anche se mia moglie potrebbe non essere la migliore doppiatrice in circolazione (era la sua prima volta), posso assicurarvi che è una persona vera e non un'IA, haha", ha risposto Kolod. "Non usiamo affatto l'IA nel nostro gioco, siamo solo degli sviluppatori indie che fanno del loro meglio con le risorse a disposizione". Sui social, lo sviluppatore si è poi domandato pubblicamente perché i giocatori diano per scontato che ogni doppiaggio privo della qualità di una produzione tripla A sia automaticamente frutto dell'intelligenza artificiale.

In uno scambio di messaggi con la testata GameSpot, Kolod ha precisato di non essere contrario all'uso dell'IA nello sviluppo di videogiochi. Tuttavia, sceglie di non utilizzarla perché inserire voci reali è un modo per lasciare "una parte di me, della mia famiglia e dei miei amici" nelle sue opere.

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Coinvolgere la moglie Mikell, tuttavia, non è stato semplice. "Mikell NON ha colto l'occasione al volo", ha spiegato Kolod. "È timida, pensava che sarebbe venuto male e non voleva danneggiare il gioco". Per tranquillizzarla, il marito le ha spiegato che il ruolo non richiedeva grandi doti attoriali, trattandosi di una dea eterea che doveva semplicemente trasmettere calma al giocatore. "Le prime volte che registravamo si capiva che era estremamente nervosa [...]. Inciampava sulle parole, si preoccupava di tutte le sue inflessioni e di come suonavano certi termini, ma con un numero sufficiente di registrazioni, leggendo solo un paio di frasi alla volta, credo che abbiamo ottenuto un risultato decente. Lei era felice che fosse finita".

Luminary è un progetto profondamente personale per Kolod. È stato concepito con l'idea di creare un gioco di ruolo d'azione accessibile che l'autore potesse giocare insieme a sua moglie e a suo figlio. Sviluppato da un team di sole due persone, senza finanziamenti o editori alle spalle, il gioco sta comunque registrando buoni risultati: le recensioni su Steam sono "Prevalentemente positive" e il titolo ha generato circa 70.000 dollari di ricavi netti nella prima settimana. Mikell ha accettato di prestare la propria voce esclusivamente per amore e per supportare il progetto del marito. La curiosità nata attorno alla vicenda ha portato nuova visibilità al gioco, anche se prima della pubblicazione dell'aggiornamento contenente il suo doppiaggio, Mikell aveva fatto una precisa richiesta a Kolod: "Ok, ma non voglio sapere se le persone odiano la mia voce nelle recensioni o su X. Ho fatto quello che potevo". "Poco sapeva", ha concluso Kolod, "che questa sarebbe diventata la nostra notizia principale". Be', a questo punto date pure uno sguardo a Luminary su Steam.

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