Secondo Bobby Kotick, ex CEO di Activision Blizzard, le vendite di Call of Duty potrebbero aver registrato un calo fino al 60% a causa della forte concorrenza di altri sparatutto di alto profilo, tra cui Battlefield 6.
Come riportato da GameFile, il commento emerge da una deposizione resa da Kotick nell'ambito di una causa legale avviata nel 2022 da un fondo pensionistico svedese contro Activision Blizzard. L'accusa sostiene che l'ex CEO avrebbe accelerato le trattative per la vendita dell'azienda nel tentativo di allontanarsi dallo scandalo sulle molestie sessuali che lo coinvolgeva direttamente.
Call of Duty non è il colosso imbattibile descritto dall'FTC?
Kotick ha dichiarato che le performance di Activision Blizzard nell'ultimo anno sono state "ben al di sotto" degli obiettivi a lungo termine, principalmente a causa di un drastico calo delle vendite di Call of Duty rispetto al 2024.
A suo giudizio, questo calo sarebbe dovuto alla competizione sempre più serrata nel mercato degli sparatutto multiplayer, con Battlefield 6 citato come esempio diretto. Kotick ha inoltre affermato che tale situazione contraddice uno dei punti centrali dell'argomentazione dell'FTC contro l'acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, secondo cui Call of Duty avrebbe consolidato una posizione quasi monopolistica per via della scarsa concorrenza nel genere degli sparatutto in prima persona.
Bobby Kotick è stato alla guida di Activision dal 1991 e ha supervisionato la fusione con Blizzard nel 2008, trasformando la compagnia in uno dei colossi dell'industria videoludica grazie al successo di serie come Call of Duty e World of Warcraft. La sua leadership è però stata segnata anche da controversie legate alla cultura aziendale e alle accuse di molestie interne. Kotick ha lasciato Activision Blizzard alla fine del 2023 (formalmente ha affiancato la direzione fino ad aprile 2024), poco dopo il completamento dell'acquisizione da parte di Microsoft.