Le autorità australiane stanno scrutinando i grandi colossi del web, con un'azione ampia e mirata che va avanti da mesi. L'eSafety Commissioner, l'ente governativo di Canberra incaricato di vigilare sulla sicurezza di internet, ha inviato una richiesta formale e perentoria ai proprietari di alcune delle piattaforme per videogiochi più popolari al mondo: Steam, Fortnite, Minecraft e Roblox. L'obiettivo? Capire cosa stanno facendo per contrastare certi fenomeni.
Reati gravi
L'iniziativa nasce da una serie di segnalazioni e questioni emerse a più riprese sui media, che hanno evidenziato la presenza di contenuti di matrice estremista e terroristica all'interno di questi spazi virtuali. Ora, l'autorità australiana esige trasparenza e vuole sapere nel dettaglio in che modo le aziende "rilevano, prevengono e rispondono" a queste violazioni, considerate gravissime e potenzialmente pericolose.
Il faro del governo non è puntato solo sul terrorismo. L'ente ha infatti chiesto ai colossi dell'intrattenimento di fornire spiegazioni precise anche sui protocolli adottati per contrastare altre due piaghe sociali molto diffuse in rete: il cyberbullismo e l'adescamento di minori, che colpiscono un po' tutte.
L'eSafety Commissioner ha chiarito che non si tratta di un semplice invito, ma di un obbligo categorico, cui le compagnie dovranno rispondere. Le piattaforme sono tenute per legge a fornire questi resoconti e, in caso di mancata risposta, andranno incontro a sanzioni economiche: la multa prevista, infatti, può raggiungere gli 825.000 dollari australiani (circa 500.000 euro al cambio attule) per ogni singolo giorno di inadempienza.