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La crisi delle memorie durerà fino al 2030, secondo il CEO di SK hynix

Il CEO di SK hynix ribadisce che la crisi delle memorie non finirà a breve, prevedendo una prosecuzione della situazione attuale fino al 2030, con una fase ancora più intensa.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   31/08/2026
Banchi di RAM

La crisi delle memorie che sta imperversando nell'industria tecnologica potrebbe essere ancora lunga: secondo il CEO di SK hynix, personaggio decisamente vicino alla questione, potrebbe durare anche fino al 2030 compreso, protraendo l'attuale scenario ancora per altri quattro anni.

È una visione alquanto disastrosa, sebbene ci sia da capire con quale intensità la crisi sia destinata a perdurare, e la cosa che la rende inquietante è il fatto che arrivi da uno dei maggiori produttori di RAM e memorie NAND nel mondo, dunque non proprio una fonte semi-sconosciuta.

Parlando proprio dopo la cerimonia per l'apertura della nuova struttura di produzione aperta in Indiana, il CEO di SK hynix, Kwak Noh-Jung, ha riferito la sua previsione sulla situazione attuale, parlando di una crisi duratura.

Una situazione destinata a durare a lungo

Dal suo punto di vista la situazione ovviamente non è così oscura, considerando che la produzione di memoria è comunque destinata a proseguire a pieno regime o direttamente aumentare, sulla spinta della richiesta causata della corsa all'IA, ma i riflessi sui consumatori sono quelli noti: scarsità di disponibilità e costante aumento dei prezzi.

Il render del nuovo stabilimento di SK Hynix in Indiana
Il render del nuovo stabilimento di SK Hynix in Indiana

Secondo Kwak, un eventuale rallentamento della crisi sarebbe probabilmente il risultato di un allentamento graduale piuttosto che dei bruschi crolli dei prezzi che i mercati della memoria hanno registrato in passato.

SK hynix aveva già segnalato una situazione di scarsità dell'offerta che si sarebbe protratta almeno fino al 2028 per quanto riguarda le DRAM di base, ma l'ultima affermazione del CEO peggiora la situazione per utenti e mercato tecnologico in generale, spostando ancora più avanti il possibile termine della crisi e confermando di fatto quanto aveva già riferito lo scorso marzo, sostenendo peraltro che la peggior fase della crisi ancora non sia arrivata.

Il ragionamento di Kwak si basa sul fatto che i prodotti di memoria sono componenti sempre più complessi: la domanda guidata dall'industria dell'IA ha spinto i clienti verso configurazioni personalizzate di DRAM e HBM, il che rende la domanda futura più facile da prevedere per i produttori e meno soggetta alle brusche oscillazioni di eccesso di offerta che hanno causato i crolli precedenti.

Per i consumatori standard è improbabile che i prezzi delle DRAM e delle NAND subiscano un calo significativo nel breve termine, dunque, con i costi delle memorie per PC, GPU e console che dovrebbero rimanere elevati ancora a lungo.

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