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Intel: fino al 30% di prestazioni CPU nei giochi dipende dall’ottimizzazione software

Intel sostiene che fino al 30% delle prestazioni nei giochi può dipendere dal software, non solo dall'hardware.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   24/04/2026
Intel

Intel è tornata a discutere del rapporto tra hardware e software nelle prestazioni dei giochi, sottolineando come le differenze tra processori non dipendano esclusivamente dalla potenza fisica. Il tema emerge mentre cresce l'adozione delle CPU ibride, che combinano core ad alte prestazioni e core ad alta efficienza.

Secondo l'azienda, una parte significativa delle prestazioni nei giochi resta inutilizzata a causa di una scarsa ottimizzazione software. Un elemento che potrebbe influenzare direttamente le valutazioni degli utenti e dei benchmark.

Nel corso di un'intervista, il VP Intel Robert Hallock ha evidenziato come alcuni test abbiano mostrato risultati migliori dei giochi disattivando gli E-core. Tuttavia, secondo Intel, la differenza reale tra configurazioni con soli P-core e architetture ibride sarebbe minima, intorno all'1%.

Robert Hallock, Intel
Robert Hallock, Intel

Il punto centrale riguarda invece il modo in cui il software sfrutta le risorse disponibili. Giochi, sistemi operativi, driver e firmware contribuiscono insieme alla resa finale, rendendo difficile isolare un singolo fattore come causa principale delle variazioni di prestazioni.

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"Quello che i videogiocatori mi hanno letteralmente chiesto", ha raccontato Hallock, "è tipo: 'Ehi, non occuparti di questa roba software. Limitati a creare hardware più veloce'. Ma quello che mi stanno chiedendo davvero è: 'Ehi, lascia pure per strada un buon 20% di prestazioni'. Dico sul serio. Non è questo il tipo di azienda che voglio gestire."

Intel aveva già segnalato criticità simili in occasione del lancio della serie Core Ultra 200S, indicando problemi legati al sistema operativo e al BIOS. Questi elementi possono influire sulla gestione dei carichi di lavoro e sulla distribuzione dei processi tra i diversi tipi di core.

Secondo le stime interne, una quota compresa tra il 10 e il 30 per cento delle prestazioni potrebbe rimanere inutilizzata quando un gioco non è ottimizzato per una specifica CPU. Tecnologie come Thread Director e interventi a livello di codice binario vengono indicate come strumenti per ridurre questo divario.

Questo approccio non modifica però la situazione attuale nei benchmark. I processori AMD della serie Ryzen X3D continuano a rappresentare un riferimento per il gaming. Intel sta intervenendo attraverso aggiornamenti software e piattaforma, inclusi BIOS e driver, oltre a soluzioni come il profilo 200S Boost per aumentare le frequenze operative su sistemi compatibili.

Parallelamente, l'azienda prepara una nuova generazione di CPU pensata anche per competere direttamente con le soluzioni X3D. Il progetto, atteso per il prossimo anno, dovrebbe integrare miglioramenti sia sul piano hardware sia su quello dell'ottimizzazione.