David Jaffe, il padre della serie God of War, ha perso le staffe per la reazione dei fan PlayStation al suo video dedicato a God of War Sons of Sparta, che ha definito "completa spazzatura". Secondo lui, i fan non accettano critiche attaccandolo sempre nello stesso modo ogni volta che esprime la sua opinione parlando di qualcosa legato alla loro piattaforma del cuore, in particolare alla serie God of War. Secondo loro, le sue critiche nascerebbero dalla rabbia di non lavorare più alla serie.
Le parole di Jaffe
Jaffe, esordisce in un nuovo video affermando: "Questo dimostra che non sono arrabbiato per la questione, e chi vuole etichettarmi così si sbaglia di grosso. Ho adorato God of War del 2018 e God of War Ragnarok Valhalla, mi sono divertito con alcuni giochi per PSP, e ho amato anche la serie TV Twisted Metal. Ogni volta che qualcosa è negativo, alcuni creano nella loro mente la narrativa che non si possa prendere sul serio ciò che dico perché sarei "coinvolto". Ma non è così."
"Amo il mio lavoro su YouTube. Sono felice di fare questo lavoro più di quanto lo sia mai stato nel creare videogiochi. Mi dispiace se non rientra nella lista dei lavori che considerate "nobili", ma io mi sveglio ogni giorno e parlo con persone da tutto il mondo. Mi piace condividerlo, che vi piaccia o no, che lo rispettiate o meno. Vorrei solo che per un momento consideraste che a volte una persona può essere critica senza alcun secondo fine: semplicemente qualcosa non gli piace."
"Molti critici cercano sempre di screditare chi esprime opinioni, e io ne ho abbastanza. Lavoro da casa parlando di videogiochi, e lo adoro. Posso anche parlare di altre cose che amo, come politica o UFO, e questo fa infuriare alcuni fan dei videogiochi, perché non vogliono che io tocchi certi argomenti. Ma io posso avere uno spazio dove farlo, e mi diverto. Se pensate che il mio lavoro non sia il migliore, allora fate voi stessi il lavoro che ritenete tale. Io l'ho fatto per 20 anni nei videogiochi, ora voglio fare questo."
Dopo un discorso generale, Jaffe è andato dritto al punto: "Riguardo alle accuse che dovrei essere più creativo o che sono in una fase di negazione, vi rispondo: non è vero. Creare videogiochi richiede una fatica enorme, tra politica interna, gestione del team e pressioni infinite. Ho provato a fare anche fumetti e film, ma la parte divertente è vedere il risultato finito, non il processo estenuante che permette di arrivarci. L'industria dei videogiochi oggi è ancora più difficile di quando ci lavoravo io, e non ho alcuna intenzione di sottopormi di nuovo a quel tipo di stress."
"Oggi il lavoro che faccio su YouTube e nello streaming è molto più simile alla libertà che avevo in passato in azienda, rispetto a creare videogiochi AAA da centinaia di milioni di dollari. Prima potevo fare brainstorming durante il weekend e proporre idee al mio capo senza dover ottenere approvazioni da decine di reparti. Adesso, con budget da 400-500 milioni, ogni singola decisione deve passare attraverso marketing, management, politica interna, manipolazioni, convincere artisti a fare cose che non vogliono fare... è un incubo."
"Se a voi piace questo tipo di lavoro, fatelo pure. Io no, nemmeno se mi pagassero. Per me, il lavoro migliore è quello che faccio ora: creare contenuti, interagire con la community, condividere le mie passioni senza dover girare intorno a mille regole e compromessi."