Nonostante siano passati più di cinque anni dal lancio di Cyberpunk 2077, CD Projekt Red ancora sta riflettendo sul lancio disastroso. Ormai è riuscita a recuperare, come dimostrano 35 milioni di copie vendute, ma è stato comunque un momento segnante per lo studio di sviluppo polacco, che ha avviato un lungo e complesso percorso fatto di cambiamenti e insegnamenti.
Paweł Sasko, lead quest designer e oggi associate game director su Project Orion (conosciuto anche come Cyberpunk 2), ha spiegato che una delle lezioni fondamentali apprese riguarda la necessità di maggiore concentrazione e rigore creativo. Secondo Sasko, Cyberpunk 2077 dà il meglio di sé quando meccaniche, narrazione e temi lavorano in sinergia, invece di contendersi l'attenzione del giocatore o, peggio, entrare in conflitto tra loro.
Più debole e più forte
Il designer ha inoltre riconosciuto che il team avrebbe potuto gestire meglio alcuni aspetti legati alla dissonanza ludonarrativa. Dopo l'impianto della Relic, V inizia a vedere Johnny Silverhand (interpretato da Keanu Reeves), ma allo stesso tempo la propria vita si accorcia e il corpo si indebolisce. Questo contrasta con la progressione tipica dei giochi di ruolo, che rende il personaggio sempre più potente.
"V sta morendo, tossisce sangue e sta male", ha spiegato Sasko, "ma ogni missione completata lo rende più forte. Abbiamo cercato di usare questa contraddizione per rafforzare il senso di perdita e di inevitabilità, perché ogni passo avanti avvicina comunque alla fine. È una tensione che abbiamo sfruttato, ma che avremmo potuto mettere al centro prima".
Dal punto di vista tecnico, il team ha imparato quanto sia essenziale avere una base solida e scalabile. Molti dei miglioramenti attuali sono stati possibili solo grazie alla riscrittura dei sistemi fondamentali. Insomma, in certi è meglio rifare tutto che mettere cerotti, per così dire. Per CD Project Red è stata la dimostrazione che l'ambizione deve sempre tenere conto dei limiti tecnici.
Più di ogni altra cosa, però, la lezione principale è stata l'importanza dell'organizzazione interna. Una migliore distribuzione dei ruoli, una comunicazione più efficace tra i team e una pianificazione più realistica hanno avuto un grande impatto, come dimostrato dai risultati ottenuti con Phantom Liberty (l'unica espansione maggiore di Cyberpunk 2077). Nonostante i danni d'immagine e le critiche legate al lancio problematico e al crunch, l'esperienza di Cyberpunk 2077 ha finito per rafforzare CD Projekt Red, complessivamente: "Cyberpunk ci ha costretti a maturare come studio", ha concluso Sasko. "Abbiamo rivisto gran parte dei nostri processi e sviluppato l'abitudine di migliorarli costantemente".