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IA e lavoro: l’intelligenza artificiale non sta sostituendo completamente i dipendenti

L'IA sta cambiando il modo di lavorare e contribuisce ai tagli del personale ma, secondo gli esperti, nella maggior parte dei casi automatizza singole attività, non intere professioni.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   11/05/2026
Ufficio vuoto generato con l'IA

L'avanzata dell'intelligenza artificiale continua ad alimentare il timore che molte professioni possano scomparire. Negli ultimi mesi diverse aziende tecnologiche hanno ridotto il personale, mentre strumenti sempre più sofisticati sono entrati nelle attività quotidiane di programmatori, analisti e impiegati.

Secondo un report pubblicato da Microsoft, l'ansia legata all'IA sul posto di lavoro è ormai diffusa. Le preoccupazioni riguardano sia il rischio di perdere l'occupazione sia la necessità di aggiornarsi rapidamente per restare competitivi. La realtà, però, appare meno netta di quanto si possa pensare.

L’IA automatizza compiti specifici, ma il ruolo umano resta centrale

Gli esperti sottolineano che, almeno allo stato attuale, l'IA tende ad automatizzare parti specifiche del lavoro, lasciando alle persone le attività che richiedono giudizio, creatività e capacità decisionali. Secondo McKinsey & Company, le tecnologie attuali potrebbero automatizzare fino al 57% delle attività lavorative. Questo dato non significa che oltre metà dei posti di lavoro sia destinata a sparire, ma che molte mansioni contengono componenti ripetitive che possono essere delegate ai software.

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Alexis Krivkovich, senior partner di McKinsey, osserva che sono ancora pochi i ruoli completamente sostituibili. Nella maggior parte dei casi, l'IA si occupa di compiti circoscritti, mentre il lavoro umano viene ridefinito attorno a funzioni che richiedono supervisione e capacità di problem solving.

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Un esempio significativo arriva dallo sviluppo software. Sebbene strumenti come Anthropic Claude o gli assistenti di programmazione siano sempre più utilizzati, il lavoro degli ingegneri non si limita alla scrittura del codice. Occorre progettare architetture, verificare la qualità del software e prendere decisioni tecniche.

Secondo alcuni osservatori, questa evoluzione potrebbe trasformare anche i titoli professionali. Boris Cherny, responsabile di Claude Code in Anthropic, ritiene che il termine "software engineer" possa lasciare spazio a definizioni più ampie come "builder", per descrivere figure che combinano competenze tecniche e capacità strategiche.

Ciò non significa che l'IA non abbia un impatto sull'occupazione. La società di consulenza Challenger, Gray & Christmas attribuisce all'intelligenza artificiale oltre 49.000 tagli di posti di lavoro annunciati dall'inizio dell'anno. Aziende come Coinbase, Block, Inc. e Cloudflare hanno collegato parte delle recenti riorganizzazioni all'aumento di produttività reso possibile dall'IA.

Per ora, tuttavia, non si assiste a una sostituzione generalizzata dei lavoratori. Più che eliminare intere professioni, l'intelligenza artificiale sta modificando le competenze richieste e il modo in cui vengono organizzati i team. Chi saprà integrare questi strumenti nel proprio lavoro avrà maggiori possibilità di adattarsi a un mercato in rapida trasformazione, destinato a evolversi ancora con il progresso dei modelli di nuova generazione.

Intanto, secondo il CEO di NVIDIA non dovreste preoccuparvi che l'IA vi rubi il lavoro.

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