La decisione di suddividere il remake di Final Fantasy 7 in una trilogia non è nata da una preferenza artistica, ma da una valutazione strettamente pratica. Lo ha spiegato Naoki Hamaguchi in un'intervista a nTower, precisando che la scelta era già stata presa prima del suo ingresso nel progetto. "Valutando oggettivamente il volume della storia e dei contenuti da rifare, nessuna opzione al di fuori di una trilogia era realistica", ha dichiarato.
I perché della scelta
Fate attenzione, perché nel testo ci saranno delle anticipazioni sui primi due capitoli della trilogia remake. Se non volete averne, passate oltre.
Un caso emblematico è proprio il primo capitolo, Final Fantasy 7 Remake del 2020: la città di Midgar, che nell'originale occupava una porzione relativamente breve dell'avventura, è stata espansa fino a diventare un gioco autonomo.
Una scelta non arbitraria, secondo Hamaguchi: "La sezione di Midgar è incredibilmente ricca di informazioni sul mondo, i personaggi e la storia. È emerso subito che, per ricostruirla fedelmente con le tecnologie moderne, sarebbe stato necessario un volume di contenuti considerevole anche solo per farlo funzionare come titolo a sé."
Uno degli aspetti più delicati del lavoro è stato individuare i punti di rottura narrativa tra un capitolo e l'altro. Per Rebirth, la soluzione è arrivata da un suggerimento dello stesso Hamaguchi al produttore Yoshinori Kitase: trattare il destino di Aerith come chiusura naturale della seconda parte, anche se il piano originale non prevedeva quella cesura. "Ho suggerito a Kitase-san che, considerando il focus narrativo, sarebbe stato meglio usare il destino di Aerith come punto di rottura", ha raccontato. Il co-director Tetsuya Nomura ha aggiunto che da quella proposta "l'intera struttura della trilogia ha preso forma in modo molto fluido."
Il terzo e ultimo capitolo della trilogia non ha ancora una data né un titolo annunciati. Nel frattempo, Final Fantasy 7 Rebirth arriverà su Nintendo Switch 2 e Xbox Series X e S il 3 giugno.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.