Huawei ha svelato la sua ultima creatura: il HUAWEI Pura X Max. Questo dispositivo non è un semplice aggiornamento, ma introduce un formato "wide" inedito, posizionandosi come il principale rivale del prossimo Galaxy Wide Fold di Samsung e del tanto chiacchierato primo iPhone pieghevole.
Il Pura X Max si distingue per un design che è un mix tra un modello "book-style" e uno "flip". Esternamente vanta un pannello OLED LTPO 2.0 da 5,4", ideale per le notifiche e le operazioni rapide.
Aprendolo si rivela un display pieghevole da 7,7" con un rapporto di forma ultralargo, perfetto per la produttività e l'uso del pennino M-Pen 3 Mini. Entrambi gli schermi supportano un refresh rate variabile da 1 a 120 Hz.
La qualità hardware e le problematiche software del Huawei Pura X Max
Sotto la scocca batte il cuore del Kirin 9030 Pro, supportato da configurazioni fino a 16 GB di RAM e 1 TB di storage. La resistenza è stata portata a nuovi livelli grazie a una cerniera di nuova concezione e a uno schermo a triplo strato rinforzato con fibra di carbonio. Anche il comparto fotografico è di alto livello, con un sensore principale da 50 MP RYYB ad apertura variabile (f/1.4-4.0) e un teleobiettivo con zoom ottico 3.5x.
Tuttavia, l'eccellenza hardware si scontra con una realtà software complessa. Per un utente europeo, acquistare un Pura X oggi significherebbe rinunciare ad app fondamentali. Senza il supporto nativo ad Android, mancano i servizi Google, ma soprattutto mancano applicazioni vitali che per la nostra comunicazione quotidiana e attività online risultano essere pressoché imprescindibili.
Tra soluzioni e compromessi: ulteriori dettagli sulla questione "Pura X Max" di Huawei
Andreas Zimmer, Head of Ecosystem Strategy per l'Europe di Huawei, durante il briefing per la stampa ha fatto capire che l'azienda cinese è consapevole che, senza queste colonne portanti, il Pura X sarebbe percepito in Occidente come un bellissimo oggetto di design quasi inutilizzabile.
Esiste però una "via di fuga" per gli appassionati più esperti. Come spiegato dallo youtuber Song Yang, è possibile utilizzare dei simulatori che permettono di far girare le app Google e gran parte delle applicazioni occidentali più famose su HarmonyOS 6.1.
Questa soluzione, pur funzionale, porta con sé dei compromessi non trascurabili: il sistema operativo, in queste versioni, supporta solo lingue come l'inglese, il francese e lo spagnolo, rendendo l'esperienza d'uso meno immediata per chi desidera l'italiano.
Con prezzi che partono da circa 1.371€ (al cambio attuale) per la versione base fino a oltre 1.700 euro per la Collector's Edition con comunicazioni satellitari, il Pura X Max resta un dispositivo d'élite.