God of War: Sons of Sparta è un titolo molto diverso da ogni altro capitolo della saga. Non solo è un gioco 2D, ma ci mette nei panni di una versione di Kratos mai vista e forse da molti mai immaginata: un ragazzino.
Gli autori del gioco, Mega Cat, hanno però spiegato che inizialmente God of War: Sons of Sparta voleva proporre una versione di Kratos più adulta, più vicina alla saga greca che tutti i fan conoscono bene.
Cosa ha detto il game director di Sons of Sparta
Zack Manko, game director di Sons of Sparta, ha spiegato che "inizialmente, abbiamo pensato di realizzare forse una storia più vicina agli eventi della saga greca che i fan conoscono." Le cose non sono andate affatto così, chiaramente. Manko prosegue: "Penso che gli scrittori di Santa Monica Studios abbiano pensato che questa fosse la strada da percorrere, perché vedere un giovanissimo Kratos ha un certo significato per il resto della saga".
"Questi sono stati gli anni formativi di Kratos: possiamo vedere tutte queste cose che sono successe al personaggio e che lo hanno influenzato. Aggiunge molto al personaggio con il quale i fan hanno familiarità all'interno degli altri giochi".
La saga norrena di Kratos si fonda sul suo essere un padre e nelle difficoltà nel comunicare con il figlio Atreus. Vedere l'infanzia di Kratos permette di aggiungere un tassello in questo contesto, ribaltando la sua figura: da padre a figlio e fratello.
Ricordiamo infatti che Kratos è accompagnato da Deimos, suo fratello, che può essere controllato da un secondo giocatore. Fate attenzione, però, perché la modalità cooperativa di God of War Sons of Sparta non è disponibile da subito.