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GAMM Game Museum - Museo del Videogioco di Roma ha un nuovo direttore

Arrivano importanti novità per il GAMM Game Museum - Museo del Videogioco di Roma, che cambia direttore e rinnova lo staff con l'obiettivo di rilanciare questa importante realtà.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   10/02/2026
Un esemplare di Ultra Pong Atari al GAMM Game Museum

Il GAMM Game Museum - Museo del Videogioco di Roma annuncia un importante cambio al vertice: Massimo Triulzi è il nuovo direttore e avrà il compito di guidare una realtà che, nel panorama culturale italiano, racconta il videogioco non solo come intrattenimento ma come linguaggio, industria e fenomeno sociale.

Nato per superare l'idea di un museo come semplice vetrina tecnologica, il GAMM vuole raccontare i cambiamenti del passato che hanno contribuito a plasmare il nostro presente, nell'ambito di una dimensione in cui analogico e digitale coesistono.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso diverse aree tematiche, presentate in ordine cronologico per ripercorrere i momenti chiave della trasformazione del medium: da semplice emanazione tecnologica a fenomeno culturale di massa.

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Tutto questo all'interno di uno spazio espositivo di circa 700 metri quadrati nel cuore di Roma, in via delle Terme di Diocleziano 35/36.

Le parole del nuovo direttore

Classe 1969, giornalista e docente di Nuove Tecnologie, Massimo Triulzi scrive di videogiochi e innovazione dal 1993. Ha collaborato con K dello Studio Vit, Topolino ed è da oltre trent'anni una firma del Corriere della Sera, seguendo passo dopo passo l'evoluzione del divertimento elettronico dagli albori fino ai giorni nostri.

Massimo Triulzi
Massimo Triulzi

"Il videogioco (e i meccanismi che ne determinano il funzionamento) ha avuto un ruolo enorme nella trasformazione digitale delle nostre vite", ha dichiarato Triulzi. "Oggi possiamo osservarne il valore culturale con maggiore consapevolezza: proteggere e divulgare questa memoria significa offrire a tutti gli strumenti per comprendere meglio il presente."

"Il Museo del Videogioco di Roma deve essere un luogo vivo, pulsante e appartenere alle persone: un museo non potrà mai dirsi finito, ma è destinato a un'evoluzione continua che segua il cambiamento dei tempi e del linguaggio che racconta."