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Con Xbox Labs Microsoft vuole portare i giochi, anche quelli del passato, nei browser

Xbox ha presentato Xbox Labs, una nuova iniziativa che mette al lavoro un gruppo ristretto di sviluppatori e ingegneri su tecnologie emergenti.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/10/2026
Asha Sharma la CEO di Microsoft

Xbox ha annunciato Xbox Labs, un'iniziativa pensata per portare i giochi a più persone e su più dispositivi, con un'attenzione particolare ai browser web. L'annuncio si inserisce nell'obiettivo della nuova CEO di Xbox, Asha Sharma, di raggiungere un miliardo di giocatori al giorno.

Microsoft ha osservato la crescita di una comunità che porta versioni migliorate di vecchi giochi nei browser, come la versione web di Halo: Combat Evolved a 94 fotogrammi al secondo, e ha deciso di entrare nel settore per capire quanto possa essere promettente.

Xbox stava già sperimentando l'esecuzione di giochi Xbox e Xbox 360 nei browser, e Xbox Labs formalizza questi tentativi affidandoli a un piccolo team di ingegneri, che lavorerà su tecnologie emergenti per trovare nuovi modi di distribuire e persino creare giochi, vecchi e nuovi. Non sarà un semplice progetto di ricerca: il gruppo dovrà arrivare a lanciare giochi e coinvolgere i giocatori.

Giochi per tutti

Se vogliamo è un nuovo passo verso l'idea di arrivare su qualsiasi piattaforma, rendendo eseguibili i giochi Xbox ovunque. Resta da capire se e come Xbox intenderà monetizzare le proposte di Xbox Labs, tramite un costo iniziale, microtransazioni o pubblicità. L'annuncio arriva dopo quello, della scorsa settimana, di Xbox XP, la divisione rivolta all'industria dell'intrattenimento.

Il logo di Xbox Labs
Il logo di Xbox Labs

Nel memo inviato al team e pubblicato anche su Xbox Wire, Sharma ricorda che i primi videogiochi risalgono a circa settantacinque anni fa e che, tra alti e bassi, ogni anno ci sono più giochi, più dispositivi e più persone che giocano. Xbox, scrive, ha contribuito a plasmare il settore, dai dischi rigidi nelle console al gioco online con Xbox Live, fino a Game Pass e al cloud gaming.

La CEO cita poi quanto accaduto nelle ultime settimane: giochi decompilati e ricostruiti per funzionare su hardware per cui non erano stati pensati, versioni per Windows tradotte per girare su Apple Silicon o portate nei browser tramite WebAssembly e WebGPU, quest'ultimo ormai vicino al 90% di supporto globale. Più sorprendente, aggiunge, è che molti dei giochi più grandi al mondo siano stati "remixati" nel codice sorgente di altri.

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Per Sharma questi esperimenti mettono in discussione assunti consolidati, come il legame tra software e hardware, il confine tra creazione e gioco e il modo in cui le persone scoprono i titoli. Sono, scrive, risultati "inequivocabilmente positivi" per i giocatori, anche quando, e talvolta proprio perché, mettono alla prova i modelli di business esistenti.

Fase esplorativa

Per esplorarli, ha chiesto a Scott di mettere in piedi Xbox Labs, un gruppo di autori di giochi, ingegneri e scienziati. Il successo sarà misurato dal numero di persone che giocano e creano. Sharma osserva che la programmazione è stata il primo grande ambito per gli agenti perché possono scrivere, eseguire e testare software, e che i giochi condividono molte di queste caratteristiche. Ricorda inoltre che si trascorrono oltre 72 miliardi di ore l'anno a giocare ai titoli Xbox, circa cinque volte il tempo stimato dedicato alla scrittura di codice nel mondo. Gli strumenti sviluppati, assicura, saranno condivisi con gli sviluppatori di tutto il settore. Le priorità, conclude, non cambiano: restano le "4C", i grandi giochi, l'hardware e la tutela responsabile delle proprietà intellettuali e delle comunità.

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