A undici anni dalla sua chiusura, Borderlands Online è tornato giocabile grazie al lavoro di un gruppo di fan guidato dal modder, dataminer e sviluppatore indipendente EpicNNG. L'MMO di Borderlands, pubblicato esclusivamente in Cina e rimasto attivo per un periodo relativamente breve, è stato recuperato, tradotto in inglese e riportato online dopo circa 17 mesi di lavoro.
Il progetto è iniziato nell'aprile dello scorso anno, quando EpicNNG aveva ottenuto una versione del gioco e aveva iniziato a lavorare per superare i problemi che impedivano persino di oltrepassare la schermata di accesso. Già allora lo sviluppatore aveva promesso di non arrendersi: "Non mollerò. Farò in modo che la community possa provare questo gioco in un modo o nell'altro".
Una dura lotta
Da quel momento è iniziato un lavoro molto più complesso del previsto, che ha coinvolto anche la community di Borderlands. Oltre a rendere nuovamente funzionanti i sistemi di accesso, il team ha dovuto affrontare il problema della traduzione del gioco dal cinese all'inglese, modificare diverse sezioni dell'interfaccia per adattarle al nuovo testo e realizzare persino nuovi elementi dell'HUD con Photoshop per sostituire quelli originali in cinese.
EpicNNG ha spiegato che, dopo la pubblicazione del primo video, si è reso conto che "la quantità di lavoro richiesta da questo progetto ha superato di un milione di volte qualsiasi cosa avessi mai fatto". Il risultato è ora conosciuto come BLOL ed è entrato nella fase di playtest, consentendo ai giocatori di provare direttamente il MMO.
Il progetto non prevede alcuna forma di monetizzazione e permette di giocare sia online sia offline. Gli sviluppatori avvertono però che si tratta ancora di una versione in fase di sviluppo, nella quale possono verificarsi "bug, abilità non funzionanti, animazioni difettose, interruzioni dei server e altri inconvenienti". Il lavoro di stabilizzazione proseguirà quindi anche in futuro.
No IA
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla realizzazione del progetto senza ricorrere all'intelligenza artificiale generativa. EpicNNG ha spiegato che il team avrebbe preferito attendere la fine dell'anno prima di pubblicare il risultato, ma il rapido sviluppo degli strumenti di IA ha spinto ad anticipare i tempi: "Purtroppo, visto quanto sta diventando potente l'IA, ci è diventato chiaro che, per evitare che tutto il nostro duro lavoro finisse per essere inutile, era adesso o mai più".
L'interesse della community sembra già significativo. Lo sviluppatore ha fatto sapere che nelle prime quattro ore sono stati creati 1.000 account. "La reazione è stata ottima e le persone si stanno comportando rispettosamente su Discord", ha commentato, prima di ringraziare i giocatori che hanno deciso di partecipare al progetto: "Grazie a ogni giocatore che si è unito a noi mentre facciamo la storia. Ce l'abbiamo fatta".
Per il momento, Take-Two, proprietaria di Borderlands, non avrebbe contattato EpicNNG o il gruppo per chiedere di interrompere il progetto. Lo sviluppatore ha comunque ammesso di aspettarsi che prima o poi Borderlands Online possa essere rimosso.