Il 14 maggio, una legge mirata alla preservazione dei giochi online, che prevede il mantenimento dei server o il rimborso agli utenti di quanto speso, ha affrontato la sua terza audizione in commissione, questa volta davanti alla Committee on Appropriations dell'Assemblea legislativa della California, l'organo deputato a valutare le implicazioni fiscali delle proposte di legge. Il risultato è stato favorevole: 11 voti a favore, 2 contrari e 2 astenuti, con il testo approvato nella sua forma emendata.
Fattibile?
Come accennato, la proposta, sostenuta dalla campagna Stop Killing Games, impone alle aziende di garantire la funzionalità dei propri titoli anche dopo la dismissione dei server oppure, in alternativa, di offrire rimborsi completi agli acquirenti. Si tratta di una misura che incontra la resistenza della Entertainment Software Association, il principale gruppo di lobbying del settore negli Stati Uniti.
Il passo successivo sarà il voto in aula dell'intera Assemblea della California, dove servirà una maggioranza qualificata per proseguire l'iter. Se verrà superata anche questa fase e un ulteriore passaggio al senta, la proposta approderà sul tavolo del governatore Gavin Newsom, che avrà 12 giorni per firmarla, approvarla senza firma o porre il veto. In quest'ultimo caso, l'ufficio del governatore sarebbe tenuto a spiegare pubblicamente la decisione, e per superare il veto sarebbe necessaria una maggioranza di due terzi in ciascuna camera.
Il disegno di legge è dunque tutt'altro che al sicuro, ma il fatto che stia avanzando. dopo alcune revisioni del testo, alimenta le speranze di chi spinge per tutele più solide sui diritti dei consumatori nel mercato dei giochi digitali. Se dovesse diventare legge, potrebbe rappresentare un precedente rilevante anche oltre i confini statunitensi, offrendo ad altri paesi un modello legislativo a cui guardare.
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