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The Alighieri Circle: Dante's Bloodline: abbiamo provato il videogioco che riscrive la Divina Commedia

Abbiamo giocato ai primi minuti della nuova avventura Made in Italy ispirata alla Divina Commedia: The Alighieri Circle: Dante's Bloodline.

PROVATO di Luca Olivato   —   19/02/2026
L'inferno è una bicromia di rosso e grigio

Tempi di grande spolvero videoludico per il sommo poeta: il caposaldo della letteratura mondiale si appresta a tornare protagonista con due opere rigorosamente Made in Italy. Della prima abbiamo già dato notizia in passato: si tratta de La Divina Commedia, il nuovo gioco di Jyamma Games, che sfrutta l'esperienza di Enotria per un soulslike in cui Dante, al posto della penna, impugna una spada.

Della seconda ci occupiamo invece in questa sede: si intitola The Alighieri Circle: Dante's Bloodline, gioco in fase di sviluppo da parte di One-O-One Games. Questo nome dovrebbe ricordare qualcosa agli appassionati: si tratta della stessa società che ha firmato The Suicide of Rachel Foster del 2020. Proprio da questa esperienza sembra aver preso vita The Alighieri Circle, che abbiamo potuto provare per una manciata di minuti: tanto dura la demo che dal 19 febbraio sarà liberamente scaricabile da Steam.

La storia è quella di Gabriele Alighieri, pro-pro-pro-pro nipote nientemeno che di Dante stesso. Mentre tutti pensano che La Divina Commedia sia "semplicemente" un'opera letteraria, in realtà per la sua stirpe rappresenta qualcosa di molto più profondo. È una sorta di guida che serve alla famiglia Alighieri per ricucire il portale che ogni 33 anni si apre tra il nostro mondo e l'inferno. È il 1993, quando Gabriele si reca nella settecentesca magione di famiglia, per certi versi simile alla Spencer Mansion del primo Resident Evil, per dare inizio al rituale che lo porterà in un universo parallelo.

In prima persona

La visuale proposta è la prima persona. Il gioco inizia proprio con l'esplorazione dell'immensa villa. Gli "enigmi" che abbiamo incontrato nella nostra prova, fondamentalmente tre, erano tutti guidati al limite da chiedersi il perché siano stati inseriti. Entra nel fumoir; scendi nel seminterrato; trova la chiave del seminterrato nella biblioteca (che ovviamente prima non c'era); raccogli le statue sparse per la casa (che ovviamente prima non c'erano). Nulla di drammatico, per carità, ma non esattamente stimolante. Va dato atto agli sviluppatori di aver celato piuttosto bene sia le tre statue (la lupa, la lonza, il leone) che servono per aprire il portale, sia le sette pagine di un inquietante diario scritto da uno degli antenati di Gabriele.

L'interattività con l'ambiente è ai minimi termini. Non si può correre né saltare, ma proseguendo nella demo c'è la possibilità di abbassarsi. Non c'è un inventario vero e proprio: se necessario gli oggetti vengono raccolti automaticamente una volta che li si è selezionati. Non si può interagire con nulla, o quasi, che non sia prettamente inerente alla storia. Sotto questo aspetto non c'è niente di insolito rispetto a quanto tanti altri "walking simulator", da Dear Esther a Gone Home, hanno offerto in passato. La sensazione di solitudine, tipica di questo genere, è amplificata inizialmente da stanze disabitate e impolverate, da una telefonata inattesa da parte della moglie, da rumori che suggeriscono qualche strana presenza immaginaria.

Da un paio di indizi (e anche dal press kit) siamo sicuri che, nel corso del gioco, la villa si riveli una sorta di centro nevralgico, da visitare tra un girone infernale e l'altro. La demo pubblicata da One-O-One permette poi di muovere solo i primi passi nell'oltretomba, dove il mistero presto si infittisce. A guidare Gabriele, infatti, c'è una voce sconosciuta che spiega che non tutti i discendenti della stirpe Alighieri sono riusciti nel compito di sigillare il portale. Alcuni (molti) di essi, sono rimasti intrappolati in quel limbo tra il mondo reale e quello dei dannati e la voce fuori campo appartiene proprio a questa categoria.

Potenzialmente interessante

Lo stile grafico dell'aldilà, attingendo agli stilemi classici che hanno caratterizzato l'immaginario infernale dai tempi di Dante sino ai giorni nostri, è piuttosto riuscito, soprattutto quando integra frammenti di memoria "moderni" che si porta dietro il protagonista. Il primo girone dell'abisso sembra quasi un giardino rinascimentale in decadenza, con tronchi spezzati di alberi altissimi, pozzanghere di acqua rossa (sangue?) e rocce grigie dove sono imprigionate le anime dannate. Ben presto troviamo un aereo e, poco più in là, un biglietto per le Seychelles con partenza da Fiumicino. Sicuramente è qualcosa che ha a che fare con il passato di Gabriele, ma la visione si interrompe prima di fornire ulteriori dettagli, lasciando un gradito senso di curiosità proprio come accadeva con le demo delle avventure punta e clicca negli anni Novanta.

Il giardino interno di villa Alighieri nasconde dei misteri
Il giardino interno di villa Alighieri nasconde dei misteri

Dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte ad un titolo pulito che, pur sfruttando l'Unreal Engine 5, non cerca l'effetto a sorpresa, quanto piuttosto la coerenza stilistica, riuscendoci piuttosto bene. Il doppiaggio, almeno in questi primi minuti, non ci è parso molto convincente, ma è troppo presto per trarre delle valutazioni definitive.

Nella sua semplicità, The Alighieri Circle è riuscito ad incuriosirci, ma ci ha lasciato anche con qualche perplessità. La demo, però, è troppo corta per trarre delle conclusioni robuste. Ci sarà da attendere almeno qualche settimana per dei giudizi definitivi, visto che la data di uscita è prevista genericamente per il 2026

CERTEZZE

  • Buona atmosfera
  • Riproduzione dell'inferno ispirata

DUBBI

  • La storia, per come inizia, è un po' banale
  • I primi enigmi sono troppo semplici: miglioreranno?
  • Aggiungerà qualcosa di nuovo al genere dei walking simulator?