1

Svilupparty, l'importanza di fare giochi in Italia

Dal 2010 a oggi, Svilupparty ha cambiato forma e visto la scena indie e l'industria dei videogiochi evolvere. Per gli organizzatori, incontrarsi dal vivo resta ancora fondamentale.

SPECIALE di Multiplayer.it   —   10/03/2026
Una foto di gruppo allo Svilupparty

C'era un tempo in cui "gioco indie" aveva un significato più chiaro. Rappresentava un movimento dal basso, nato da quegli sviluppatori appassionati che realizzavano esperimenti in Flash e giochi autoprodotti, quasi in risposta a un settore quasi inaccessibile e fatto di grandi editori, mastodontiche fiere di settore e investimenti plurimilionari. Oggi la definizione ha perso parte di quel significato: in un calderone come l'Indie World organizzato da Nintendo o l'ID@Xbox di Microsoft ci finisce di tutto, progetti di piccole e medie dimensioni, ma anche giochi con budget a sei zeri ed editori che si occupano di finanziare e distribuire i progetti. Non che ci sia nulla di sbagliato, ma cosa vuol dire oggi indie?

Quale che sia il significato, molti sviluppatori associano l'idea della scena indie al senso di community: alla condivisione di esperienze, alle più strane (e stancanti) game jam, e agli eventi a cui partecipare per farsi conoscere e per conoscere altri sviluppatori e altri progetti. Per questo motivo Svilupparty ha rappresentato fin dal lontano 2010 un punto di riferimento e uno di quegli appuntamenti imperdibili per molti appassionati di videogiochi e di sviluppo in Italia.

Con la sua atmosfera rilassata, l'evento che si tiene annualmente a Bologna è un po' una convention e un po' un raduno, uno spazio espositivo ma anche un luogo per stringere contatti e scambiare esperienze. Per chi crea videogiochi è un buon modo per mostrare a cosa sta lavorando e ricevere dei feedback, mentre per chi i videogiochi ama giocarli è un'ottima occasione per scoprire esperimenti e progetti interessanti e poco pubblicizzati.

Svilupparty 2026: torna a Bologna la festa degli sviluppatori italiani di videogiochi Svilupparty 2026: torna a Bologna la festa degli sviluppatori italiani di videogiochi

L'importanza degli eventi dal vivo

Nelle sedici edizioni che si sono svolte finora, Svilupparty ha sperimentato con formule diverse e ha cercato di adattarsi come hanno dovuto fare negli anni passati tutti gli eventi in cui ci si incontra di persona: nel 2020, durante la pandemia da Covid-19, si tenne infatti un'edizione digitale chiamata Svi1lupp4rty++ e che permetteva ai partecipanti di raccontare i loro giochi attraverso delle presentazioni online.

Era un modo per tenere accesa la fiammella della manifestazione, ma appena è stato possibile si è tornati immediatamente a organizzare Svilupparty di persona. Come spiega Ivan Venturi, organizzatore dell'evento e presidente dell'associazione IPID (Italian Party of Indie Developers), avere iniziative di questo tipo in Italia è fondamentale. "I publisher sono all'estero. L'Italia storicamente non ha publisher e non ha assolutamente una cultura economica e finanziaria, per quanto riguarda i videogiochi, confrontabile con quella di paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Germania o Francia. [...] Le uniche occasioni di incontro con publisher sono le fiere internazionali. È impossibile avere certe interazioni che si possono avere in altri paesi, dove magari il publisher è a un'ora di treno e parla la stessa lingua".

Tra i pregi di un evento come Svilupparty c'è anche quello di mettere in contatto sviluppatori e creativi con esperienze completamente diverse, si trovano sempre volti nuovi ma anche facce familiari. C'è chi è rimasto a fare videogiochi in Italia con spirito imprenditoriale e chi è stato qualche anno all'estero per poi tornare; ci sono gli studenti di qualche accademia di game design e c'è anche chi fa lo sviluppatore di professione ma nel tempo libero crea esperimenti e progetti più personali.

Svilupparty tornerà a Bologna dall'8 al 10 maggio 2026
Svilupparty tornerà a Bologna dall'8 al 10 maggio 2026

In un mercato globale come quello dei videogiochi, dove l'Italia è un granello di sabbia e il pubblico "che conta" (inteso nel senso più matematico e numerico) è all'estero, per Svilupparty è comunque prezioso che si decida di sviluppare videogiochi in Italia. "Secondo me ci sono varie ragioni", continua Venturi. "E sottolineo secondo me perché questo è un punto di vista derivante da come io ho impostato la mia carriera e da come ho scelto di vivere la mia vita. Anzitutto, fare videogiochi è bello, è divertente. È bello fare game design, fare grafica, 2D o 3D, è bello programmare, dare vita alle cose, sperimentare, applicare la teoria, spremere la tecnologia. Poi, i videogiochi sono il mix di tutti i media esistenti, quindi le possibilità artistiche o narrative sono infinite. Io penso che non esista un medium così espressivo e ancora inesplorato come i videogiochi, e che essi possano assolutamente essere considerati opere d'arte. Inoltre, fare videogiochi è estremamente formativo; costringe ad applicare progettualità, a imparare strumenti complessi, a operare in maniera non-lineare; a imparare l'inglese; a sviluppare una forma mentis tecnico-creativa e una modalità ideativa fuori dal comune; a maturare una strategia organizzativa, commerciale, aziendale".

Partecipare a eventi come Svilupparty è anche un modo per trovare stimoli e darsi la carica, condividendo la propria passione con altre persone, specialmente se si considera quanto può essere lunga e alienante la lavorazione di un videogioco rispetto a un qualsiasi altro medium. Disegnare un fumetto, scrivere un libro o comporre delle canzoni, sono tutti progetti che tendenzialmente richiedono meno tempo e meno risorse rispetto alla creazione di un gioco che può durare anche anni.

Tenere i piedi a terra è importante in questi casi, ma per gli organizzatori di Svilupparty lo è anche non lasciarsi frenare dalla paura di fallire. "Se va male, cosa succede? I soldi che entrano saranno pochi. Ma le cose che si saranno guadagnate saranno tante altre, in termini di esperienza di vita, esperienza tecnica, relazioni. Oltre al fatto che si sarà effettivamente pubblicato un gioco, con le proprie forze, e quella sarà la prova innegabile che si è riusciti a farlo e che quindi lo può fare di nuovo. E meglio. In Italia siamo terrorizzati dal fallimento. Invece, purtroppo, bisogna imparare a fallire, a fallire sempre meglio, finché non ce la facciamo."

Svilupparty 2026 si terrà dall'8 al 10 maggio 2026, dalle 10:00 alle 18:00 presso il centro sociale TPO (Teatro Polivalente Occupato) di Bologna (Via Camillo Casarini, 17/5). L'ingresso per il pubblico sarà completamente gratuito, mentre gli sviluppatori interessati a presentare i loro progetti possono fare richiesta attraverso il form sul sito ufficiale (previo tesseramento come sviluppatori all'associazione IPID).