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Stellaris: il 4X di Paradox compie trionfalmente dieci anni

Se il dieci è un voto che va conquistato nel tempo, possiamo dire che Stellaris ce l'ha fatta.

SPECIALE di Francesco Serino   —   16/01/2026
Un planetoide fortificato in Stellaris
Stellaris
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Tra le tante tipologie di strategici esistenti, una delle più apprezzate è quella dei cosiddetti 4X. Il nome nasce ufficialmente nel 1993 insieme al gioco Master of Orion, ma possiamo ritrovare la stessa tipologia di gameplay in prodotti con molti più anni sulle spalle come Reach for the Stars di dieci anni più vecchio. Nel 1991 debuttò, invece, Civilization di Sid Meier, un 4X che all'epoca ancora non sapeva di esserlo, ma che successivamente, come ben sappiamo, sarebbe praticamente diventato sinonimo dell'intera categoria.

Erano altri tempi e sebbene Civilization sia ancora sulla cresta dell'onda, sono oramai altri i leader indiscussi del genere. Potremmo parlarvi di Endless Legend, per esempio, ma se non è lui il protagonista di questo articolo allora non può che essere l'altro grande, grandissimo 4X in circolazione: il mastodontico e sempre stupefacente Stellaris.

Un futuro relativo

Il gioco Paradox si appresta a compiere dieci anni e la sua popolarità non accenna a diminuire, anzi lentamente continua a crescere. Come del resto lo stesso Stellaris che si è evoluto nel tempo, si è fatto sempre più grande e non ha avuto paura di stravolgere più e più volte le sue meccaniche fondanti. In alcuni casi commettendo anche dei disastri, è vero, ma anche questa è la dimostrazione di quanto sia vivo questo vero e proprio universo. La sua grandezza si può percepire anche senza investire nelle numerose espansioni che si sono susseguite nel tempo, anzi basta un'ora di tutorial del gioco base per non avere dubbi: Stellaris è speciale. Il giocatore viene, infatti, messo al comando di un'immaginaria federazione terrestre ora tecnicamente e logisticamente in grado di esplorare lo spazio in sicurezza, e di costruire le prime basi orbitanti che ne aiuteranno la colonizzazione.

Le prime ore di gioco sono davvero emozionanti
Le prime ore di gioco sono davvero emozionanti

La partenza è lenta, molto ragionata, dà modo di imparare i vari sistemi di gioco e di prendere confidenza con l'interfaccia grafica e le numerose icone e schermate presenti. Le navi scientifiche esplorano i sistemi limitrofi, mentre quelle tecniche costruiscono basi e sistemi di estrazione risorse laddove è più fruttuoso. Oltre a gestire l'esplorazione spaziale, l'utente deve anche preoccuparsi della situazione sul pianeta Terra: la sovrappopolazione sta creando sempre più problemi e le risorse naturali sono oramai quasi al limite. Siamo in piena fantascienza, eppure l'inizio di Stellaris ci mette davanti un futuro plausibile che fa girare la testa per quanto è lontano, raggelare per quanto è vicino.

Piccoli e indifesi

Le navi scientifiche continuano la loro perlustrazione, i giacimenti di materie preziose scovati nello spazio leniscono in parte i limiti terrestri. Di tanto in tanto vengono scoperti fenomeni naturali molto interessanti, ma la notizia che aspettavano tutti i notiziari arriva quando una delle navi, entrando in un sistema inesplorato, si è ritrovata davanti un'intera armata di entità costituite da cristalli. Ogni tentativo di comunicazione si rivela infruttuoso, ma la loro presenza, per quanto minacciosa, non sembra tradursi in attacchi a vista. Girandoci attorno ed evitando i sistemi con la loro presenza, gli umani continuano ad esplorare lo spazio, a farlo proprio. Aumentano anche i sistemi di difesa, periodicamente aggiornati con le nuove tecnologie che questa nuova frontiera sta regalando alla storia umana.

Per avere la pace, bisogna essere pronti per la guerra
Per avere la pace, bisogna essere pronti per la guerra

Le novità che arrivano dalle stelle trasformano anche la società e la scoperta di vita extraterrestre porta anche alla nascita di nuovi partiti politici, una nuova visione del futuro. E poi il gioco si ferma, un nuovo messaggio appare sullo schermo: la comunità scientifica è in un subbuglio poiché è stato trovato su Sirio il primo pianeta abitabile. Viene condotta una ricerca accurata, infine lanciata una nave colonizzatrice. Ogni evento importante viene introdotto da un breve, ma efficace riassunto, la straordinaria colonna sonora ne esalta sempre la portanza, ma il vero colpo di scena arriva in concomitanza del primo contatto con una civiltà aliena senziente e, infine, nello scoprire che con molte probabilità esiste già una federazione galattica di cui ancora non fai parte. Lo spazio si fa improvvisamente immenso e la baldanza di quando esploravi in solitudine lascia il posto a un'improvvisa paura: ti senti piccolo, indifeso.

C'è molta crisi

Questo è solo l'inizio del tutorial che come tutti i giochi Paradox non è poi così diverso dal gioco vero e proprio, al punto che si può continuare come fosse una normalissima partita. Nella normale modalità di gioco si può comandare qualsiasi fazione aliena ed ogni partita è diversa e generata casualmente, in modo da regalarci una storia sempre nuova.

Le tradizioni sono un ulteriore modo per specializzare la propria civiltà
Le tradizioni sono un ulteriore modo per specializzare la propria civiltà

Le leve da muovere per portare avanti il proprio schieramento sono tantissime, molte delle quali uniche di Stellaris e altre tipiche del genere. C'è politica interna ed estera, guerra, commercio, spionaggio (questo è uno dei pochi aspetti un po' sottotono), gestione delle risorse e dei singoli insediamenti, ricerca scientifica e la possibilità di microgestire le proprie armate spaziali. Si parte con una manciata di caccia e si può finire con degli enormi incrociatori da far impallidire quelli imperiali di Guerre Stellari. A patto che si scelgano gli umani perché le altre razze hanno le loro regole, i loro particolari design, punti di forza e debolezze unici. Non solo guidarne il destino è molto divertente, lo è anche averli come vicini di casa perché i loro caratteri portano a interazioni estremamente diverse.

Punto nevralgico di ogni partita a Stellaris sono le due diverse situazioni di crisi che avverranno a metà e alla fine del gioco e che richiederanno una certa preparazione per essere superate. Le crisi sono un buon modo per evitare l'appiattimento del gameplay che avviene in certi 4X quando le cose procedono particolarmente a favore dell'utente, e che spesso affligge gli ultimi noiosi turni prima della fine del gioco. Hanno origini diverse, si sviluppano in modo unico, tutte però si esauriscono in grosse battaglie armate.

È un peccato che in questi lunghi anni non siano state aggiunte nuove tipologie di crisi in modo da offrire più varietà, permettendo anche a chi non ha sviluppato una grossa industria bellica di trovare una soluzione alternativa a un problema che stravolgerà inevitabilmente la galassia. Un limite in un gioco che non sembra poi averne molti altri, specialmente se si prendono in considerazione le espansioni uscite.

DLC e poi console!

Approcciarsi a un gioco con dieci anni di vita sulle spalle, soprattutto un gioco Paradox, spaventa anche per via delle numerose espansioni che dopo tutto questo tempo hanno accumulato un valore considerevole. Non c'è però bisogno di aver paura: per avere uno Stellaris completo in fondo basta solo il DLC Utopia, non a caso proprio quello che molto spesso viene venduto in bundle con il gioco base. Utopia è il DLC fondamentale, ma è l'unico; tutti gli altri DLC sono più o meno importanti, ma sono anche molto specifici, vanno ad arricchire un determinato stile di gioco e solitamente si ha questa necessità solo dopo aver gustato con calma la portata principale, solo dopo aver capito ciò che manca e che vorresti più evoluto in un gioco che è comunque già gargantuesco di suo. Da notare che molti dei DLC che vedrete in circolazione altro non sono che piccoli pacchetti che introducono o vanno ad arricchire una particolare civiltà, o i cosiddetti story pack, roba secondaria pensata in larga parte per quelli che si appassioneranno così tanto da voler tutto.

La versione console può contare su un'interfaccia grafica davvero molto intelligente e funzionale, ulteriormente migliorata su Ps5 e Xbox Series
La versione console può contare su un'interfaccia grafica davvero molto intelligente e funzionale, ulteriormente migliorata su Ps5 e Xbox Series

Stellaris entra nel suo decimo anno di vita in piena attività anche su console, dove da poco è stata distribuita la versione pensata appositamente per le macchine di "nuova generazione" che azzera o quasi le differenze con la controparte PC. Le console rimangono indietro soltanto di una manciata di DLC, ma la versione per PS5 e Xbox Series serve anche a recuperare terreno da questo punto di vista. Gli strategici Paradox soffrono tantissimo della mancanza di mouse e tastiera, mentre alla versione console di Stellaris è stata costruita attorno una nuova interfaccia grafica che via pad si riesce a manipolare con grande efficacia. Su Xbox Series e PlayStation 5 è ora possibile creare partite con galassie di grandezza massima, la precedente versione aveva limiti stringenti a tal proposito, ma non è immune dai classici rallentamenti che si faranno più frequenti man mano che la partita procederà. Ma questo, va detto, accade anche su molti PC e diventa critico solo nelle campagne con tante IA e con le galassie più grandi. Peccato che su console manchi la possibilità di applicare un rescaling all'interfaccia che aiuterebbe moltissimo con certe TV.

Dieci anni per un dieci?

E questo è Stellaris: un altro di quei giochi che non sembrano voler invecchiare, un altro di quei giochi che dopo dieci anni ancora nessuno è riuscito a superare. Quando ci entri dentro, non ne esci più per dozzine e dozzine di ore, poi ti accorgi di essere soltanto all'inizio, sempre che qualche impero galattico non ti abbia spazzato via prima, o la tua società non sia collassata per colpa della fame e della sovrappopolazione.

L'unico DLC davvero fondamentale è Utopia
L'unico DLC davvero fondamentale è Utopia

Basi stellari armate fino ai denti, spazioporti commerciali su cui costruire un impero mercantile, paradisi prigione e mercanti di schiavi, armi tanto potenti da spazzare via un intero pianeta, dilemmi morali e scoperte sensazionali ti aspettano ad ogni partita. Se il dieci è un voto che va conquistato nel tempo, possiamo dire che Stellaris ce l'ha fatta.