20

Romeo is a Dead Man, il nuovo action di Suda51 è folle e strapieno di citazioni

A poche settimane dal lancio ufficiale su PC, PS5 e Xbox Series X|S, abbiamo avuto modo di provare i primi due capitoli di Romeo is a Dead Man, il nuovo action visionario di Suda51.

PROVATO di Tommaso Pugliese   —   06/01/2026
Il protagonista di Romeo is a Dead Man
Romeo is a Dead Man
Romeo is a Dead Man
Articoli News Video Immagini

Romeo is a Dead Man è il nuovo action diretto da Suda51, e per rendersene conto bastano davvero pochi secondi: la mano dell'autore è ormai inconfondibile e lo stile delle sue opere sfocia spesso nella follia visionaria, fra citazioni più o meno palesi e situazioni che travalicano l'assurdo, ponendo le basi per universi narrativi completamente fuori di testa e, appunto, perfettamente riconoscibili.

A poche settimane dal lancio ufficiale su PC, PS5 e Xbox Series X|S, fissato al prossimo 11 febbraio, abbiamo avuto modo di provare i primi due capitoli della campagna e di verificare fin dove si sia spinto stavolta l'estro del game director giapponese, in un vortice di tokusatsu, zombie, mostruosi boss e una delle storia d'amore più improbabili che si siano mai viste in un videogioco.

I presupposti narrativi

La storia rappresenta da sempre uno dei cardini delle opere di Goichi Suda, non importa quanto sia stramba o del tutto priva di senso logico, e Romeo is a Dead Man non fa ovviamente eccezione. Stavolta nelle sequenze iniziali del gioco, riprese dalla dashcam di una volante della polizia, assistiamo al tragico ritrovamento del cadavere di una ragazza.

Si tratta della sua amata Juliet? Romeo, l'agente più giovane in servizio, non può che chiederselo mentre corre in strada a controllare, ma viene attaccato da una forza misteriosa: un mostro che svanisce e riappare nel giro di pochi istanti, come se non appartenesse davvero a questa linea temporale, e che lo ferisce mortalmente con i suoi possenti artigli.

Sembra che sia tutto finito prima ancora di cominciare, ma ecco il colpo di scena: da un portale emerge il, uh, nonno di Romeo, che ha viaggiato nel tempo proprio per trovarsi lì in quell'esatto istante. Il ragazzo ha perso un braccio e il suo volto è per metà scarnificato, ma il dolorosissimo innesto di un dispositivo misterioso, il DeadGear, non solo gli consente di recuperare le forze, ma lo trasforma in un fichissimo Cavaliere del Tempo sullo stile della serie tv Koseidon.

Romeo diventa DeadMan in... Romeo is a Dead Man
Romeo diventa DeadMan in... Romeo is a Dead Man

Romeo diventa così DeadMan, l'eroe che il mondo non meritava ma di cui aveva senz'altro bisogno: armato di una potente spada e di una pistola a raggi, il protagonista dell'avventura elimina rapidamente il mostro e suo nonno, nel frattempo morto malissimo ma solo dopo aver trasferito la propria coscienza in una sorta di "ricamo animato" sulla giacca del nipote, gli spiega che dovrà affrontare una serie di mostruose varianti di Juliet sparse in giro per lo spazio nel tentativo di salvare l'universo e la sua amata.

L'arte di arrangiarsi

Se qualcuno si aspettava dall'acquisizione di Grasshopper Manufacture da parte di NetEase Games un cambio di passo sul piano produttivo per le opere di Suda51, Romeo is a Dead Man chiarisce fin da subito che no, le cose non stanno così e il progetto è anche stavolta l'espressione di un budget probabilmente ridotto, che riprende un impianto consolidato come quello di No More Heroes 3 e lo inserisce in un contesto fatto di scenari abbastanza bruttarelli, puramente funzionali all'azione.

Romeo affronta un nemico speciale in uno dei livelli di Romeo is a Dead Man
Romeo affronta un nemico speciale in uno dei livelli di Romeo is a Dead Man

Non solo: in quello che si pone come un vero e proprio esercizio di acrobazia creativa, l'autore ha non soltanto risolto la questione di come si dipana il racconto attraverso splendidi artwork statici piuttosto che optare per costose sequenze di intermezzo, ma ha anche ambientato un'intera porzione del gioco in un mondo bidimensionale dalla grafica retrò.

Ci riferiamo all'astronave della Polizia dello Spazio-Tempo, che ricorda un po' la Terra Azzurra di Tekkaman e al cui interno è possibile interagire con diversi personaggi, dando vita a dialoghi dotati di un'interfaccia in stile visual novel e cimentandosi con svariati minigiochi che puntano ad aumentare artificiosamente la durata totale dell'esperienza, ma che finiscono per rendere un po' macchinose alcune meccaniche, vedi ad esempio l'ottenimento di nuove armi e di potenziamenti.

L'interno dell'astronave in 2D di Romeo is a Dead Man
L'interno dell'astronave in 2D di Romeo is a Dead Man

Come detto, tuttavia, la base del gameplay l'avevamo già vista in azione e si conferma solida: quando DeadMan viene lanciato verso il prossimo obiettivo, partendo a tutta velocità sulla sua moto spaziale, ciò che si apre è uno scenario tematico (prima una palude, poi un centro commerciale alla Dead Rising) pieno di zombie da abbattere e nemici speciali con cui confrontarsi fino ad arrivare allo scontro col boss finale.

Un gameplay fra Dark Souls e Resident Evil

Se il sistema di combattimento di Romeo is a Dead Man ricorda da vicino quello del già citato No More Heroes 3, con il protagonista che alterna attacchi veloci e pesanti per creare devastanti combinazioni, rese molto bene sullo schermo da un feedback dei colpi davvero soddisfacente, bisogna riconoscere che Suda e i suoi collaboratori hanno cercato di introdurre stavolta anche degli elementi inediti.

Romeo usa l'arma da fuoco in Romeo is a Dead Man
Romeo usa l'arma da fuoco in Romeo is a Dead Man

In primo luogo c'è l'elemento della pistola, che è possibile utilizzare per "sfoltire" le orde di non-morti prima di lanciarsi in un pericoloso corpo a corpo, da cui raramente si esce indenni. Quando spara, Romeo sembra un novello Leon Kennedy ed è divertente notare come anche gli zombie tendano a incedere in una maniera imprevedibile, così da evitare i più letali colpi alla testa e costringerci a una tediosa ricarica di volta in volta.

In secondo luogo ci sono degli elementi soulslike, che si concretizzano non solo nel grado di difficoltà tutt'altro che banale dell'esperienza già al livello normale, complice la disponibilità di un unico "kit medico" (almeno inizialmente) e una quantità di danno esagerato che i nemici possono infliggerci; ma anche e soprattutto nella possibilità di raggiungere determinati terminali per curarsi ed eventualmente salvare la partita, accettando però che così facendo tutti gli avversari della zona ricompariranno.

In Romeo is a Dead Man non manca il sangue, anzi
In Romeo is a Dead Man non manca il sangue, anzi

Questo tipo di struttura porta ben presto a muoversi con una certa prudenza e a utilizzare un approccio strategico fondamentalmente inedito per le opere di Suda51, che si manifesta anche nella possibilità di attivare manovre speciali legate all'evocazione di "non-morti coltivabili" di supporto che è possibile sviluppare, potenziare e fondere fra di loro prima di lanciarsi in battaglia.

Una lucida follia

Stando alla nostra prova, che è culminata in un paio di impegnativi scontri con boss dal design decisamente bizzarro (il primo con una gigantesca Juliet deforme e decapitata, il secondo con un'enorme testa "squartata" munita di tentacoli), non c'è dubbio che Romeo is a Dead Man riuscirà a entusiasmare i fan di Goichi Suda e del suo bizzarro immaginario, quelli che conoscono bene come lavora l'autore e sanno dunque esattamente cosa aspettarsi e cosa no dai suoi titoli.

Il secondo boss di Romeo is a Dead Man
Il secondo boss di Romeo is a Dead Man

La sensazione è che anche stavolta l'esperienza sia un concentrato di sequenze fuori di testa e gameplay action puro, con qualche espediente strutturale che potrebbe infastidire chi non cerca la durata a tutti i costi e un comparto tecnico che porta senza dubbio sullo schermo delle belle suggestioni, ma che in molti casi appare datato e su PC in questo momento gira maluccio: vedremo come e quanto miglioreranno le cose da qui al lancio di febbraio.

Romeo is a Dead Man sembra un'esperienza 100% Suda51, con tutti i pregi e i difetti che puntualmente caratterizzano le opere del visionario game director giapponese, qui alle prese con una delle sue trame più assurde (e ce ne vuole, eh), che attinge a un'immaginario fatto di tokusatsu, anime e horror grindhouse per proporci un impianto ampiamente consolidato ma con qualche interessante novità: siamo curiosi di andare avanti nella campagna e scoprire cos'altro ci aspetta in questa folle rivisitazione della storia d'amore per eccellenza.

CERTEZZE

  • Tanta follia, cuore e mestiere
  • Gameplay solido e con un paio di novità intriganti
  • Lo stile si Suda51 è inconfondibile

DUBBI

  • A livello produttivo i limiti sono evidenti
  • Alcuni espedienti potrebbero ritorcerglisi contro
  • L'ottimizzazione su PC va assolutamente sistemata