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Phantom Blade Zero: tutto quello che sappiamo prima dell'uscita

Trama, boss e combat system: dopo l'ultimo State of Play facciamo il punto su tutto quello che sappiamo di Phantom Blade Zero, in arrivo il 29 ottobre.

SPECIALE di Silvio Mazzitelli   —   21/08/2026
Phantom Blade Zero
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L'ultimo State of Play ha riacceso i riflettori su uno degli action provenienti dalla Cina più attesi, Phantom Blade Zero. Presentato per la prima volta nel 2023, il titolo dello studio cinese S-Game, con sede a Pechino, punta a creare qualcosa di unico nel panorama degli action, evitando di ispirarsi al genere soulslike e rifuggendo anche la definizione di hack and slash, secondo quanto dichiarato dal director del gioco e capo di S-Game Liang "Soulframe" Qiwei. Per questo titolo, Liang ha parlato di qualcosa di nuovo, ispirato ai classici wuxia cinesi, ovvero i celebri film epici di arti marziali come La tigre e il dragone o Hero, ma unito a un'ambientazione dalle tinte più steampunk.

Da qui nasce la definizione di Kungfupunk, coniata dagli sviluppatori di S-Game per descrivere al meglio l'identità del titolo. Un termine che racchiude le sue ambientazioni molto dark e la fusione tra l'estetica della tradizione cinese, l'utilizzo di tecnologie decadenti e una colonna sonora fortemente rock.

I circa venti minuti mostrati durante l'ultimo State of Play hanno aggiunto davvero molte informazioni a quanto già sapevamo sul gioco, che in passato era stato anche reso giocabile in occasione di alcuni eventi, come la Gamescom dello scorso anno, dove avevamo avuto modo di provarlo. Ora, con le nuove informazioni e a circa due mesi dal suo arrivo, previsto per il 29 ottobre 2026 su PS5 e PC (dopo il rinvio di qualche mese fa che aveva spostato l'uscita dall'inizio di settembre), è arrivato il momento di fare il punto su tutto quello che sappiamo su Phantom Blade Zero.

66 giorni di vita

L'origine di Phantom Blade Zero deriva da uno dei primi giochi creati da Liang. Questo si chiamava Rainblood: Town of Death ed era un indie RPG realizzato nel 2010 con RPG Maker. Il titolo presentava una trama molto simile, in quanto anche in questo caso il protagonista si chiamava Soul e aveva soltanto 51 giorni di vita rimanenti dopo essere stato tradito dal suo stesso ordine di assassini. Negli anni successivi uscirono altri titoli legati a questa serie, come Rainblood Chronicles: Mirage, un action in due dimensioni che presentava già un'embrionale struttura da wuxia all'interno del suo gameplay.

Phantom Blade Zero è una sorta di reimmaginazione di questi titoli, che riprende e reinterpreta le prime opere create da Soulframe Liang trasformandole in un progetto ad alto budget, pronto a competere con i migliori action degli ultimi anni.

La storia di Phantom Blade Zero è ambientata in una sorta di Cina dell'epoca Ming, a cui vengono aggiunti elementi steampunk, tra fabbriche, costruzioni e tecnologie a vapore, fino ad arrivare a veri e propri innesti metallici che sostituiscono parti del corpo umano. Il protagonista, Soul, appartiene al Wulin, ossia il mondo delle arti marziali, dove si muovono diverse fazioni in lotta tra loro. Il silenzioso guerriero fa parte di un'organizzazione del Wulin chiamata semplicemente Ordine, di cui è uno degli assassini d'élite.

Il recente State of Play ha mostrato un nuovo interessante boss
Il recente State of Play ha mostrato un nuovo interessante boss

Un giorno, però, Soul viene misteriosamente incastrato per l'omicidio del patriarca dell'Ordine e inseguito dai suoi ex compagni, che tentano di ucciderlo. Lo scontro con il suo vecchio fratello di sangue Zuo Shang gli provoca una ferita mortale, ma, prima di soccombere, viene aiutato da un misterioso guaritore chiamato Flesh Sculptor. Quest'ultimo sostituisce il cuore di Soul con un cuore corrotto che gli concede soltanto 66 giorni di vita. Il protagonista dovrà dunque sfruttare questo tempo per scoprire chi lo abbia incastrato e fare giustizia, cercando nel frattempo anche una possibile cura per evitare di morire una volta trascorsi i giorni che gli rimangono.

Il gioco non sarà un open world, ma sarà diviso in otto aree aperte ma limitate, dove sarà possibile intraprendere diverse side quest, incontrare personaggi secondari e scoprire nuove armi e oggetti segreti. L'esplorazione sarà fondamentale, non soltanto per ottenere nuovo equipaggiamento e potenziamenti, ma anche perché completare alcune missioni secondarie porterà a importanti cambiamenti all'interno della storia.

Il director Liang ha infatti rivelato che il gioco avrà ben otto finali diversi, che probabilmente cambieranno proprio in base alle varie side quest completate o ai segreti scoperti. È già stato confermato, ad esempio, che ci saranno boss segreti come Mó Yuan, il padre di Soul, interpretato dal famoso attore e artista marziale Donnie Yen.

Il famoso attore Donnie Yen non si è limitato a prestare il suo volto per un personaggio del gioco, ma ha anche collaborato attivamente come consulente per i combattimenti
Il famoso attore Donnie Yen non si è limitato a prestare il suo volto per un personaggio del gioco, ma ha anche collaborato attivamente come consulente per i combattimenti

L'attore, protagonista di numerosi film di arti marziali di successo come Ip Man, ma anche di John Wick 4, non è soltanto un volto prestato al gioco, ma ha anche collaborato attivamente come Creative Consultant sin dal 2023, aiutando a delineare le coreografie delle arti marziali presenti nel gioco e ad applicarle nel miglior modo possibile anche al combat system. Yen avrebbe inoltre coinvolto diversi esperti per aiutare il team di sviluppo a rendere Phantom Blade Zero una delle migliori interpretazioni del wuxia mai realizzate in un videogioco.

È stata rivelata anche la durata complessiva del titolo, che ovviamente varierà in base a quanto i giocatori decideranno di esplorare e scoprire i segreti del Wulin. La storia principale potrà essere completata in circa 20-30 ore, ma chi vorrà scoprire tutto e arrivare al completamento del 100% potrebbe vedere questo tempo persino raddoppiato.

L’essenza delle arti marziali

Il motivo per cui Phantom Blade Zero ha colpito così tanto i giocatori di tutto il mondo è ovviamente legato al suo spettacolare combat system. Dopo i venti minuti mostrati durante il recente State of Play, i preordini sono schizzati alle stelle, poiché il gameplay presentato ha convinto ulteriormente tantissimi giocatori a dare fiducia al progetto di S-Game.

Le scene d'intermezzo sembrano prese da un film action wuxia di alto livello
Le scene d'intermezzo sembrano prese da un film action wuxia di alto livello

Proprio durante la presentazione è stata confermata la presenza di oltre 30 armi principali e 25 Phantom Edges, ovvero armi secondarie, ognuna potenziabile singolarmente con la possibilità di aggiungere nuovi effetti e capacità. Sarà inoltre possibile riforgiare le armi recuperando i materiali utilizzati per i potenziamenti, così da poterli impiegare su altri strumenti e sperimentare nuovi stili di combattimento.

Liang ha inoltre confermato che non ci saranno livelli o una progressione tipicamente da RPG. Il fulcro della creazione delle build sembra essere dedicato alle armi presenti nel gioco, anche se nell'ultimo State of Play si è visto di sfuggita una sorta di skill tree, probabilmente dedicato alle abilità del personaggio. Le build potranno essere create scegliendo due armi principali, due secondarie, due pozioni e due accessori in grado di applicare effetti passivi alle abilità di Soul. Data la quantità di armi presenti, sembra quindi che i giocatori potranno sbizzarrirsi con la creatività nel provare nuovi approcci al combattimento.

Le numerose armi secondarie hanno le forme più disparate e possono essere utilizzate in sinergia con quelle principali
Le numerose armi secondarie hanno le forme più disparate e possono essere utilizzate in sinergia con quelle principali

Al centro del combat system c'è il sistema chiamato Sha-Chi, una risorsa che verrà accumulata eseguendo attacchi e che potrà essere utilizzata per diverse azioni, tra cui gli attacchi pesanti e la parata. Ogni arma dispone inoltre di una sorta di abilità speciale chiamata Power Surge, che consuma Sha-Chi e funziona quasi come una tecnica definitiva da utilizzare nei momenti più importanti dello scontro. Il sistema spinge quindi il giocatore a mantenere un atteggiamento aggressivo, visto che attaccare permette di accumulare la risorsa necessaria per eseguire alcune delle azioni più potenti, mentre difendersi consumandola continuamente può lasciare Soul senza energie.

Il sistema difensivo è poi strettamente legato a due diverse tipologie di attacchi nemici, riconoscibili anche dal loro colore. Le Brutal Move sono caratterizzate da un bagliore blu e possono essere bloccate, anche se farlo consumerà Sha-Chi, mentre la soluzione migliore sarà riuscire a eseguire una parata perfetta. Le Killer Move, invece, sono contraddistinte da una sorta di aura rossa intorno agli avversari e non possono essere né bloccate né parate, obbligando il giocatore a schivare l'attacco.

Il Tiger Cannon può fare piazza pulita di numerosi nemici in un colpo solo
Il Tiger Cannon può fare piazza pulita di numerosi nemici in un colpo solo

Eseguire correttamente queste azioni difensive permette inoltre di attivare una delle meccaniche più interessanti del combat system, chiamata Ghostep. Eseguendo una parata perfetta contro una Brutal Move oppure schivando con il giusto tempismo una Killer Move, Soul potrà sfruttare il momento per effettuare un potente contrattacco, e spesso questa manovra attiverà degli attacchi contestuali che rendono ogni combattimento più dinamico e spettacolare.

Da quanto visto finora, c'è davvero una quantità enorme di armi tra cui scegliere, tutte completamente diverse una dall'altra. Tra quelle mostrate nelle varie prove e nei trailer spiccano uno spadone in grado di potenziarsi in base alla quantità di colpi assorbiti, due spade corte che è possibile lanciare e controllare separatamente, una spada dalla lama lunga e flessibile che si muove come un serpente e permette di deviare gli attacchi nemici, una spada che consente di combattere utilizzando lo stile dell'ubriaco e due chakram molto veloci negli attacchi, che permettono a Soul di teletrasportarsi alle spalle degli avversari. Queste sono solo alcune delle tante armi che devono ancora essere svelate.

L'ambientazione di Phantom Blade Zero è molto suggestiva
L'ambientazione di Phantom Blade Zero è molto suggestiva

Per quanto riguarda le Phantom Edges, anche in questo caso ne sono state mostrate diverse: un classico arco, un martello potentissimo in grado di distruggere anche pareti e pavimenti per permettere di scoprire zone segrete, il Tiger Cannon, con cui è possibile eliminare più nemici con un solo colpo, gli Iron Fist, utili per abbattere gli scudi degli avversari, e il Flaming Mane, che permette invece di scagliare fiamme contro i nemici.

La varietà non manca, per quanto riguarda gli strumenti d'offesa, e questa scelta sembra essere pensata soprattutto per adattarsi alla grande quantità di nemici e, in particolare, ai numerosi boss che Soul dovrà affrontare durante la sua avventura.

Boss e difficoltà

Grande attenzione è poi stata riservata ai tanti nemici che Soul affronterà nei vari livelli. Oltre ai moltissimi soldati che gli danno la caccia armati di tutto punto, tra gli avversari ci saranno costrutti meccanici, bambole animate da poteri oscuri, creature simili a zombie e anche alcune figure ispirate al folklore cinese. La varietà sembra essere molto alta e, da quanto visto finora, ogni area dovrebbe presentare nemici specifici legati alle proprie ambientazioni.

Il gioco presenta un notevole numero di nemici e boss
Il gioco presenta un notevole numero di nemici e boss

Dove il gioco dà veramente il meglio di sé è però nelle boss fight. Come dimostrano i recenti trailer, i boss sono davvero tanti e tutti unici. Nel recente State of Play ne sono comparsi ulteriori nuovi, ad esempio un enorme guerriero con una testa a forma di motosega, oppure un altro avversario capace di volare, le cui vesti formano delle vere e proprie bocche di serpente. Ci saranno poi giganteschi guerrieri armati di scudo e persino tre combattenti che ricordano dei monaci Shaolin, pronti ad affrontare Soul contemporaneamente.

Tra gli scontri più elaborati mostrati finora, nella demo della Gamescom dello scorso anno era possibile affrontare una serie di manichini senza volto controllati da fili rossi, capaci di attaccare contemporaneamente. Le varie fasi della battaglia prevedevano inizialmente lo scontro con i diversi manichini, per poi passare a una versione potenziata di quello principale. La cosa interessante vista nella demo era però un'altra: se durante l'esplorazione si decideva di evitare un altro boss, una guerriera molto agile armata di spada, questa si univa alla seconda fase dello scontro. Un dettaglio che fa pensare che alcuni combattimenti contro i boss possano cambiare in base alle scelte effettuate durante la progressione della storia.

Molti boss sono davvero eccentrici a livello estetico
Molti boss sono davvero eccentrici a livello estetico

Il recente State of Play ha poi mostrato uno scontro contro due esseri umanoidi che indossavano il classico costume utilizzato nella tradizionale danza del leone cinese. I due combattevano all'unisono, utilizzando calci e fiamme lanciate dalla bocca del leone. Una volta sconfitta la prima metà del leone, iniziava una fase completamente diversa, nella quale la parte rimasta attaccava molto più velocemente, evocando dal terreno alcuni pali che sfruttava per salirci sopra e lanciare delle palle di fuoco, oltre a richiamare anche diversi minion per tenere Soul occupato. Il protagonista poteva però ripagare il nemico con la stessa moneta, rubando una delle maschere del leone ai minion e utilizzandola a sua volta per lanciare palle di fuoco dalla distanza.

Ogni boss battle mostrata finora promette quindi una varietà e una spettacolarità uniche, anche se bisognerà vedere se questo livello qualitativo riuscirà a mantenersi per tutta la durata del gioco. A sorprendere sono poi i livelli di difficoltà: oltre a una modalità più semplice, adatta a chi vuole soprattutto godersi la storia, e una normale, pensata per chi cerca degli scontri più impegnativi, si aggiungono due modalità difficili davvero particolari.

Il boss basato sulla danza del leone tradizionale cinese mostrato nell'ultimo State of Play è pieno di sorprese
Il boss basato sulla danza del leone tradizionale cinese mostrato nell'ultimo State of Play è pieno di sorprese

La prima è chiamata Hellwalker e, invece di limitarsi ad aumentare il numero, la salute e i danni dei nemici, introduce un sistema di IA adattiva che reagisce alle azioni del giocatore. In questo modo gli avversari, compresi i boss, non si limiteranno a seguire pattern prestabiliti, ma potranno adattare il proprio comportamento in base alle mosse utilizzate da Soul. Ogni battaglia dovrebbe quindi risultare non soltanto più complessa, ma anche diversa dalle precedenti, costringendo il giocatore a modificare continuamente il proprio approccio.

I rischi legati a questo tipo di intelligenza artificiale sono però evidenti, perché potrebbe risultare eccessivamente punitiva se riuscisse a leggere troppo facilmente le mosse del giocatore o reagisse in maniera troppo aggressiva alle sue azioni. Trovare il giusto bilanciamento non sarà semplice, ma se gli sviluppatori riusciranno a renderla davvero sfidante senza trasformarla in un sistema frustrante, potremmo trovarci di fronte a uno degli approcci alla difficoltà più interessanti mai visti in un action, capace persino di influenzare il modo in cui i giochi futuri affronteranno questo aspetto.

Le boss battle sono senza dubbio uno degli elementi su cui il gioco punta di più
Le boss battle sono senza dubbio uno degli elementi su cui il gioco punta di più

Infine c'è la modalità Sixty-Six Days, che mantiene il livello di difficoltà di Hellwalker ma aggiunge una particolare meccanica legata al nome stesso della modalità. Ogni volta che si viene sconfitti, infatti, il contatore dei giorni diminuisce di uno. Una volta esauriti tutti i giorni a disposizione, entra in gioco il permadeath e sarà necessario ricominciare la partita da capo. Si tratta quindi di una modalità pensata per i giocatori più esperti, che dovranno riuscire a completare l'avventura sfruttando al meglio le proprie risorse e soprattutto evitando il più possibile gli errori.

Phantom Blade Zero appare dunque come un action davvero ambizioso, soprattutto considerando che si tratta del primo gioco di questa portata realizzato da S-Game. Le carte per trasformare questa ambizione in un action capace di lasciare il segno sembrano esserci tutte: un combat system spettacolare e profondo, una grande varietà di armi, nemici e boss fight che sembrano voler puntare moltissimo sulla spettacolarità e sulla messa in scena. Resta però ancora da capire se quanto mostrato finora rappresenti davvero il livello medio dell'esperienza o se alcune delle sorprese più interessanti siano state concentrate nei trailer e nelle demo per convincere il pubblico. Per scoprire se gli sviluppatori cinesi siano riusciti a trasformare questa enorme ambizione in realtà, ormai, bisognerà aspettare ancora soltanto un paio di mesi.

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