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Perché il nuovo prezzo di Game Pass può aiutare i giochi piccoli

L'abbonamento di casa Xbox che torna a prezzi più appetibili è una buona notizia anche per le piccole produzioni: è lì che molte possono farsi scoprire e trovare un loro pubblico.

SPECIALE di Stefania Sperandio   —   28/04/2026
xbox game pass

È il 2022 quando i veterani di Obsidian tirano fuori dal loro cilindro Pentiment. Tra genialità, stravaganze e verbosità qua e là, il gioco fu una bellissima sorpresa che tanti, tantissimi utenti abbonati a Game Pass hanno vissuto volentieri. In fin dei conti, Obsidian fa parte degli Xbox Game Studios e questo significa che non solo le sue (tante) produzioni hanno il supporto di Microsoft, ma anche che finiscono sul servizio in abbonamento.

È proprio per i Pentiment che un ritorno di Game Pass a un prezzo più consono, più appetibile, può essere un buon segnale: perché ha già dimostrato che può essere un modo di farsi scoprire e apprezzare.

L'odissea di Game Pass

Sono stati anni di saliscendi, per Game Pass: dopo la l'acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, l'abbonamento ha accolto Call of Duty al lancio. E questo, come era facile immaginarsi, è avvenuto ad un prezzo: un aumento significativo del costo mensile e un'ulteriore ramificazione dell'offerta, con i giochi Microsoft inclusi al lancio solo nel livello di abbonamento più costoso. Questo, almeno, fino a qualche giorno fa, quando la nuova CEO di Xbox Asha Sharma ha ufficializzato un calo di prezzo e l'esclusione dei futuri Call of Duty da Xbox Game Pass Ultimate: arriveranno solo un anno dopo l'uscita e chi vorrà giocarci da subito dovrà acquistarli. Una decisione che ha permesso di riportare il prezzo di Game Pass, ritenuto ormai poco appetibile dalla nuova dirigente, a 20,99 euro mensili: è più di quanto costava prima dell'acquisizione di Activision (era 17,99, ma anche l'inflazione potrebbe aver giocato un ruolo, in tal senso), ma di certo è meno dei 26,99 euro di quando includeva Call of Duty.

Non solo: in questi giorni si susseguono anche nuove indiscrezioni che vorrebbero Microsoft pronta a lanciare un livello di abbonamento ultra-economico (Xbox Game Pass Starter, secondo i bene informati), che includerebbe una cinquantina di giochi, streaming in cloud con limite di tempo e nessun accesso alle funzionalità di multiplayer online. In pratica, si direbbe che le grandi manovre per rendere (di nuovo?) seducente l'abbonamento Xbox non siano ancora finite.

Il director Josh Sawyer disse che Pentiment era un gioco possibile proprio grazie a Game Pass
Il director Josh Sawyer disse che Pentiment era un gioco possibile proprio grazie a Game Pass

Ed è proprio in quell'appetibilità che potrebbe esserci un vantaggio per le produzioni medio-piccole - proprio quelle di cui, in un momento dove i costosi giochi AAA stagnano in termini di creatività e freschezza, abbiamo tanto bisogno.

Largo ai Pentiment

Il motivo lo ha spiegato direttamente Obsidian, nel 2022, ai microfoni di Vincenzo Lettera: il director Josh Sawyer non ha mai nascosto che il suo Pentiment fosse un gioco "possibile grazie a Game Pass" e nell'intervista anche la direttrice artistica Hannah Kennedy ha sottolineato i vantaggi che una produzione più piccola, che non può ambire a un mercato di massa, può trovare in un abbonamento.

Pentiment: la recensione di uno dei giochi più appassionanti dell'anno Pentiment: la recensione di uno dei giochi più appassionanti dell'anno

"Game Pass permette a noi sviluppatori di lavorare senza la pressione di dover piacere a un certo numero di persone per tenere il progetto stabile", ci spiegò Kennedy. "Mentre agli utenti consente di liberarsi della pressione economica dietro la scelta di un gioco: per un progetto sperimentale come Pentiment, molti avrebbero pensato 'non posso spendere 60 euro per un gioco e poi rendermi conto che è troppo costoso'". Qui, quindi, viene in aiuto l'inclusione nei servizi in abbonamento: "quello che vedo di buono in Game Pass, per l'industria, è proprio lo spingere a sperimentare con progetti di questo tipo: sia per lo sviluppatore che per il giocatore".

Un approccio peculiare come quello di Pentiment, probabilmente, avrebbe avuto qualche difficoltà ad attirare giocatori paganti - a meno di non venire proposto a un prezzo molto basso, che però magari non avrebbe ripagato i costi di sviluppo o dato un guadagno. Quando giochi di questo tipo, invece, esordiscono nella vetrina di un abbonamento, possono finire per essere provati per caso, per essere scoperti, per diventare oggetto di un passaparola e di circoli virtuosi: se ne senti parlare e vuoi provarlo, da abbonato devi solo premere "scarica e gioca".

Probabilmente, anche un progetto stravagante come il recente Kiln è nato dando un'interpretazione simile dei servizi in abbonamento. Ed è vero che il rischio di lanciare un gioco anche in abbonamento è di tagliare le gambe alle vendite vere e proprie, quantomeno per i team che sono autonomi e non parte di Microsoft come Obsidian e Double Fine: se la gente sa che può pagare 20 euro un mese di Game Pass oppure anche solo 30 euro il tuo singolo gioco, è plausibile che scelga i 20 euro di Game Pass per giocare anche qualcos'altro.

Anche lo stravagante Kiln potrebbe essere stato immaginato come un gioco da Game Pass
Anche lo stravagante Kiln potrebbe essere stato immaginato come un gioco da Game Pass

Da questo punto di vista, gli abbonamenti per i piccoli sviluppatori sono sempre una scommessa: ma se rinunciare a quelle vendite ti permette di superare il più grande scoglio che vivono i nuovi progetti - far sapere al mondo che il tuo prodotto esiste, tra decine di migliaia di altri - può valerne la pena. E, anzi, può spingere a innovare proprio per avere qualcosa di unico da offrire nella titanica vetrina di Game Pass. Perché questo processo si inneschi e funzioni, però, è fondamentale che ci sia un fattore: un prezzo di ingresso sensato.

Cosa c'entra il costo di Game Pass

Chiaramente, la predisposizione a scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, da parte dell'abbonato, è proporzionale a quanto sta sborsando per l'abbonamento. Se i prezzi di un servizio come Game Pass continuano a salire, il consumatore si aspetta che lo faccia anche la qualità: in quel contesto, gli esperimenti e le piccole perle finiscono in un vortice negativo - perché, se mi fai pagare di più, pretendo che quel costo sia giustificato da nomi di peso, non da sorprese che potrebbero esserci o non esserci.

I giocatori sono più avvezzi allo scoprire piccole perle se il prezzo che stanno pagando, per la possibilità di trovarle o meno nell'abbonamento, è percepito come congruo
I giocatori sono più avvezzi allo scoprire piccole perle se il prezzo che stanno pagando, per la possibilità di trovarle o meno nell'abbonamento, è percepito come congruo

Game Pass che inverte la tendenza e ricomincia a scendere, in un mercato dove i prezzi di letteralmente ogni cosa stanno aumentando, rende gli utenti meglio disposti nei confronti di nuovi Pentiment. Di nuovi 1000xResist, nuovi Replaced, nuovi Winter Burrow, nuovi Dead Static Drive, nuovi Keeper. Alcuni riusciti, altri meno, ma di certo pieni di personalità, voglia di distinguersi, di fare qualcosa di diverso e tutto loro.

Sarebbe una situazione di "win-win": un abbonamento che nei prezzi si fa più accessibile e dove c'è più spazio per piccole produzioni, senza che queste diventino vittime del malcontento da aumenti. E, chissà, quelle idee possono innescare qualcosa di nuovo anche nelle produzioni più grandi, quelle che su Game Pass dovrebbero spostare i grandi numeri, ma che non sempre riescono a lasciare il segno.

I videogiocatori in fondo hanno sempre voglia di giocare qualcosa di bello e/o sorprendente. Le software house, fosse per loro, hanno sempre la voglia di crearlo. Un abbonamento che riesce a rimettere il focus anche su questo, con prezzi più connessi alla realtà, potrebbe fare bene a entrambi.

E magari scopriremo che, tra le tante manovre di cambiamento pianificate da Sharma, farà davvero bene anche a Xbox.