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La Final Fantasy 7 House, quando il fandom diventa una setta

Nei primi anni 2000 un gruppo di appassionati di Final Fantasy 7 fu protagonista di una storia di violenze e manipolazioni.

SPECIALE di Fabio Di Felice   —   18/04/2026
Zack Fair è uno dei personaggi di Final Fantasy VII e uno dei protagonisti di questa storia
Final Fantasy VII Remake Intergrade
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2002, Pennsylvania, State College. Quando Zack entra nella stanza, la porta gli si chiude alle spalle con un suono che lo terrorizza: quello della chiave che gira nella serratura. Anni dopo racconterà che la stanza era totalmente insonorizzata, ma lì per lì il panico gli suggerì di prendere a pugni la porta e di urlare di aprire. Lo avevano attirato lì dentro con una scusa, e lui c'era cascato con tutte le scarpe. E dire che conosceva bene tutti i modi poco ortodossi dei suoi coinquilini. Sono mesi che, tra notti insonni, orari di lavoro massacranti ed episodi di violenza, Zack non vive una vita normale. In fin dei conti la sua non lo è mai stata... ed è per questo motivo che è caduto in quella trappola. Lo sa perché lo hanno chiuso là dentro, sempre per quella vecchia storia: per aiutarlo a ricordare chi era nella vita precedente. Zack Fair, uno dei protagonisti di Final Fantasy VII, che nel titolo veniva rinchiuso nei sotterranei di una villa. O almeno così sono convinte le persone che lui ora chiama amici. Tutto ciò che gli resta in un mondo che sembra averlo abbandonato.

Quella che segue è una storia che ha ballato a lungo tra leggenda metropolitana e realtà ma che, nel corso del tempo, per l'interesse che ha suscitato presso alcune testate internazionali come VICE e The Escapist, per la pluralità delle voci coinvolte e per la precisione dei racconti, è stata in gran parte accettata come vera. È complesso stabilire dov'è che inizi il racconto e dov'è che finisca la realtà, perché per anni le testimonianze si sono accavallate, smentite e inseguite senza fermarsi mai e, anzi, scavando a fondo nel passato di alcune delle personalità coinvolte. Personalità ben note nelle community online degli otherkin, dei soulbonder e nel fandom dei videogiochi di ruolo giapponesi. Uno in particolare, che dà il nome alla storia che racconteremo oggi: quella della Final Fantasy VII House.

Zack è un personaggio molto importante nella storia di Final Fantasy VII
Zack è un personaggio molto importante nella storia di Final Fantasy VII

Forse alcuni dei termini che ho appena utilizzato non vi diranno nulla e prima di iniziare è meglio fare un accenno al loro significato, così da comprendere alcuni dei meccanismi che hanno dato vita a questa storia. Si definiscono otherkin quelle persone convinte di non appartenere al genere umano, ma di essere reincarnazioni di creature o personaggi fantastici. I soulbonder sono invece convinti di avere un legame profondo con alcuni personaggi fittizi, che rappresentano delle vere e proprie personalità dentro di sé. Quello che bisogna capire, prima di tuffarci in questa vicenda violenta e triste, che ha portato alla nascita di una setta, è che a volte il confine tra l'interpretazione, il roleplay e la propria identità diventa molto sottile. Lo è stato sicuramente per Zack - che, ormai lo avrete capito, non è il suo vero nome - chiuso in quella stanza insonorizzata, che nel pieno di un attacco di panico sta pensando che avrebbe dovuto fermarsi prima di arrivare a quel punto di non ritorno.

Lifestream

Prima di diventare Zack Fair, il protagonista di questa storia era un ragazzo come molti, un frequentatore di numerose community online. Tra queste anche LiveJournal, dove racconterà l'intera storia nel 2005, con il nickname Genkicrack. Nel 2002 era un giovane con problemi, come ce ne sono molti: un diverbio in corso con i genitori, un rapporto tormentato con l'alcol e una nuova passione nata all'università, quella per i videogiochi. Uno in particolare: Final Fantasy VII. Una storia su un gruppo di giovani ribelli che lotta contro un sistema ingiusto, con un forte messaggio animista ed ecologista. Il Lifestream, l'energia che muoveva il mondo, aveva fatto breccia nel cuore di Genkicrack, che alle superiori si era interessato al paganesimo e aveva ritrovato dei concetti che facevano capolino in Final Fantasy VII.

Erano gli albori delle community online, e il web è ancora perlopiù uno spazio abitato da appassionati che creano fanzine. Genkicrack decise di realizzare un sito web dedicato ai suoi due personaggi preferiti nel videogioco: Cloud Strife e Zack Fair. Il sito era piccolino, ma molto amato dai videogiocatori di Final Fantasy. Tra di loro c'era una persona, un certo Hojo - come uno dei principali villain del titolo - che gli scrisse in privato per fargli i complimenti sul fansite. I due cominciarono a chiacchierare e Genkicrack scoprì che Hojo, in realtà, era una ragazza che abitava in Pennsylvania, a State College, insieme a un'altra persona: una donna che lei chiamava Jenova. Jen per gli amici. È un altro degli antagonisti principali del gioco: Hojo è uno scienziato pazzo, Jenova un antico e potente alieno arrivato sulla Terra per distruggerla. Poco dopo aver iniziato la loro corrispondenza, Hojo cominciò a rivolgersi al ragazzo chiamandolo Zack. Perché lei e Jen erano certe che fosse la reincarnazione del vero Zack Fair, proprio come loro due lo erano dei rispettivi personaggi.

Era strano? Senz'altro, ma non così strano. Il gioco di ruolo online era assai diffuso all'epoca, spesso le persone si identificavano a tal punto con i personaggi che interpretavano nei MMORPG o in una community che quella confessione poteva sembrare tutt'al più eccentrica. Così, quando invitarono Zack ad andarle a trovare, il ragazzo accettò. All'arrivo a State College trovò ad attenderlo alla fermata del bus una ragazza in un lungo camice bianco che lo portò in quella casa che poi divenne il teatro degli orrori che Genkicrack racconterà anni dopo. Lui per primo, poi decine di persone che avevano avuto le stesse esperienze traumatiche in quel posto.

Zack è diventato ancora più noto dopo l'uscita di Crisis Core: Final Fantasy VII
Zack è diventato ancora più noto dopo l'uscita di Crisis Core: Final Fantasy VII

Hojo e Jenova erano due ragazze apparentemente ospitali, ma a Zack era parso subito che Jen avesse problemi a contenere la sua rabbia. Ogni tanto urlava in faccia a Hojo con disprezzo e poi tornava a essere gentile e disponibile al dialogo. Soprattutto Zack si era reso conto che tutto il discorso della reincarnazione - il nucleo dei soulbonder - non era affatto un roleplay: le due erano sul serio convinte che all'interno di loro vivessero i personaggi di Final Fantasy VII. E non erano le sole: la casa era frequentata da altri coinquilini e ognuno di essi aveva il nome di un personaggio del videogioco ed era stato convinto di esserne la reincarnazione. Un piccolo culto; una setta.

Violenze e testimonianze

Nonostante questo particolare strambo, o forse proprio grazie ad esso, quando Jen e Hojo lo invitarono a trasferirsi nella casa, Zack decise di accettare. L'identikit delle persone che Jenova prendeva di mira era molto preciso: giovani con problemi economici e familiari che avrebbero acconsentito a qualsiasi richiesta da parte delle due donne. Specialmente di Jen, che si era imposta in fretta come leader. In particolare Zack aveva discusso con i suoi genitori mesi prima e l'alcol sembrava avergli tolto il futuro. Sinceramente l'unica cosa a cui sentiva di appartenere era proprio quella comunità di gente strana a State College e la speranza di essere davvero la reincarnazione di qualcuno di importante. Di un grande eroe dei videogiochi.

Una delle vittime del culto, pubblicherà una serie di foto dell'appartamento
Una delle vittime del culto, pubblicherà una serie di foto dell'appartamento

Sapeva cosa lo avrebbe aspettato? Non del tutto. Forse immaginava, avendo conosciuto Jen e quel suo carattere da leader capriccioso, che gli sarebbe toccato sgobbare per guadagnare abbastanza soldi e pagare l'affitto della casa, il cibo per tutti i coinquilini e i desideri della leader. E così aveva cominciato a lavorare in un supermercato lì vicino, donando praticamente tutti i suoi guadagni alla causa dei soulbonder. Forse poteva perfino aspettarsi che quel carattere dispotico e manipolatore avrebbe finito per esercitare un controllo costante su di lui. Jenova vegliava su ogni comunicazione dei ragazzi che vivevano in casa, i loro movimenti online, le mail che scambiavano e ogni messaggio che usciva da lì dentro. Nel caso in cui qualcosa non le andasse a genio reagiva in maniera violenta e minacciava di farsi del male. Quello che Zack però non poteva immaginare era la deriva che avrebbero preso gli esperimenti di Jen per riportare a galla i personaggi dentro di loro.

Alcuni di questi esperimenti li ha raccontati proprio Genkicrack in quel famoso post del 2005. La storia fece il giro del web e subito dopo Genkicrack aprì un sito nel quale intendeva raccogliere le testimonianze degli altri coinquilini che, con il tempo, si fecero sempre più numerose e sempre più estreme. Zack era stato in quella casa per poco più di due mesi, e ne aveva viste di tutti i colori, ma quell'istituzione era in piedi da molto più tempo e tante persone avevano sofferto le vessazioni e le molestie di Jen. Sappiamo che Zack fu chiuso in una stanza nel tentativo di far riemergere i ricordi del personaggio, fino ad avere un attacco di panico, e che Jenova tentò di forzarlo ad avere un rapporto con una ragazza convinta di essere la reincarnazione di Aeris. Nel videogioco i due personaggi erano innamorati, e il loro incontro avrebbe potuto risvegliare in loro il ricordo della vita passata. Quando i due si rifiutarono, Jen li minacciò di nascondere dei farmaci afrodisiaci nel loro cibo.

Jenova non è solo uno dei villain di Final Fantasy VII...
Jenova non è solo uno dei villain di Final Fantasy VII...

Le testimonianze peggiori arrivarono in seguito: una ragazza disse di essere stata brutalmente picchiata da Jenova e da altri coinquilini fino a perdere i sensi. Scrisse inoltre che aveva lasciato in malo modo casa sua e i suoi genitori e quindi, nonostante le violenze subite, non poteva andarsene dalla Final Fantasy House. Un'altra ragazza dichiarò di essere stata costretta a vendere il sangue per guadagnare abbastanza da permetterle di pagare la permanenza nella setta e donare a Jenova il restante per acquistare oggetti magici per i suoi esperimenti. La donna chiamata Aeris dichiarò di essere stata costretta a sedersi in una vasca da bagno piena di ghiaccio e colorante verde per risvegliare i suoi poteri magici.

Fuga da Midgar

Per mesi Zack si era ripetuto che non aveva alcun posto in cui andare, e quindi tanto valeva stringere i denti e restare lì. Rimboccarsi le maniche, chiudere gli occhi davanti agli abusi. Poi, era semplicemente esploso. Era fuggito una notte, aveva vissuto in strada per giorni fino a quando un altro membro della setta lo aveva trovato. Si chiamava Cid - o meglio, quello era il nome del suo personaggio - e gli aveva offerto riparo, aiutandolo poi a riallacciare i rapporti con la famiglia. Solo anni dopo Zack aveva trovato il coraggio di raccontare l'accaduto, specialmente per mettere in guardia le altre persone di un fandom immenso e perlopiù ingenuo davanti alle minacce della rete.

Hojo è uno scienziato pazzo che ha un ruolo fondamentale nella storia
Hojo è uno scienziato pazzo che ha un ruolo fondamentale nella storia

Quella della Final Fantasy VII House è una storia difficile da verificare nella sua totalità perché, non appena fu diffusa, Jenova, Hojo e gli altri che facevano ancora parte di quella realtà si erano eclissati, e con loro tutte o quasi le tracce della loro esistenza digitale. Ogni tanto qualcuno riportava a galla la storia con una nuova dichiarazione, con foto, con particolari che coincidevano e che Genkicrack inseriva nel suo sito. Soprattutto la vicenda e la community dei soulbonder tornarono a galla in due occasioni: nel 2008, quando la ragazza che nella setta di Final Fantasy VII si chiamava Aeris iniziò un nuovo culto basato su Suikoden in California; e nel 2020, quando sembrava che Jenova avesse ricominciato a reclutare persone in un fandom diverso, quello di Hannibal.

In entrambi i casi era iniziato un bailamme fatto di minacce, post cancellati, testimonianze ritratte, foto mostrate senza permesso e di ricostruzioni parziali, a volte perfino diffamatorie. Internet aveva dato il peggio di sé, cominciando a scavare nel passato di alcune persone, riportando a galla traumi, diventando uno spazio comune dove potersi prendere gioco delle debolezze e delle fragilità degli altri. Poi, di nuovo, queste storie si erano eclissate.

Quando la realtà si spezza le conseguenze sono impossibili da prevedere
Quando la realtà si spezza le conseguenze sono impossibili da prevedere

Quella della Final Fantasy VII House è una vicenda che può sembrare assurda, ma che è troppo plausibile per essere ignorata. Un leader carismatico, una serie di persone disposte a seguirlo perché senza niente da perdere, abusi di potere che fanno capo al culto della persona. È così che nascono le sette, anche nei posti più insospettabili. Anche nei mondi di fantasia più impensabili, come quello di un videogioco che ha segnato l'infanzia di milioni di persone.