Nintendo Switch 2 sta riuscendo in qualcosa che solo superficialmente era stato nelle corde della versione precedente della console della Grande N. Nonostante non siano mancate trasposizioni come The Witcher 3 e DOOM Eternal, il numero di questo genere di operazioni commerciali avviate dalle terze parti sono state scarse e per lo più relative a produzioni disponibili altrove già da molto tempo. In più, i compromessi in termini grafici erano vistosi, in alcuni casi tali da influenzare pesantemente la fruizione.
Con Nintendo Switch 2 la situazione è molto diversa. Non solo le riconversioni sono frequenti, non solo spesso vengono pubblicate in concomitanza con il debutto su PlayStation 5 e Xbox Series, ma si configurano come edizioni di tutto rispetto, graziate da una qualità estetica notevole. Da Resident Evil Requiem, a Kena: Bridge of Spirits, passando per Fallout 4, solo negli ultimi mesi sono stati tanti i recuperi di vecchie glorie e le novità rese disponibili anche sull'ibrida di Kyoto.
Come annunciato tempo addietro, è arrivato il turno di Indiana Jones e l'Antico Cerchio, apprezzatissima avventura di MachineGames che avevamo già recensito su PC e Xbox Series e rigiocato su PlayStation 5 e che ora è pronta a deliziare anche il pubblico di Nintendo Switch 2. La trasposizione può dirsi riuscita? Vale la pena mettersi il cappello e armarsi di frusta anche in portabilità?
Il Graal delle conversioni
Inutile dilungarsi ulteriormente su un gioco che ha già ampiamente dimostrato tutto il suo valore. Il titolo di MachineGames si è distinto per essere stato uno dei giochi più sorprendenti del 2024, una perfetta trasposizione videoludica delle avventure del Dottor Jones. Nonostante un'intelligenza artificiale a tratti deficitaria, l'esperienza convinse i fan delle pellicole cinematografiche grazie ad un ottimo level design, ad una buona dose di segreti da scovare, alla qualità degli enigmi proposti, ad una direzione artistica ispiratissima e una grafica notevole.
Il nodo della questione, in questa sede, si individua proprio in quest'ultimo fattore. L'avventura, difatti, è proposta senza alcun taglio o omissione e, seppur venduto separatamente, è disponibile sin dal debutto anche L'Ordine dei Giganti, l'unico DLC pubblicato finora de L'Antico Cerchio.
Senza volerla tirare troppo per le lunghe, l'adattamento per Nintendo Switch 2 è un autentico piccolo miracolo. Il livello di dettaglio grafico raggiunto, l'effettistica generale, la modellazione poligonale globale e anche la linea d'orizzonte non sfigurano affatto nel confronto con le altre versioni del gioco. Il colpo d'occhio è davvero stupefacente sia sul televisore di casa, che sul piccolo display della console e sulle prime si ha la netta sensazione di essere di fronte ad un adattamento perfetto, simile in tutto e per tutto a quanto già visto su PC, PlayStation 5 e Xbox Series. Ovviamente non è così, sebbene i compromessi estetici siano relativamente contenuti e, in certe situazioni, difficilmente ravvisabili.
A dirla tutta, l'incipit dell'avventura rappresenta forse il punto più basso di tutta l'esperienza. Il livello iniziale, quello ambientato nella giungla peruviana, che riproduce nei minimi dettagli la sequenza d'apertura del film I Predatori dell'Arca Perduta, dopo il convincente filmato di avvio mostra il fianco a qualche perplessità di troppo.
La vegetazione, difatti, è preda di un costante e vistoso pop-in. La distanza di rendering ha un raggio scarsissimo rispetto al punto di vista dell'avatar e ciò fa sì che gli effetti luce e le ombre subiscano delle repentine, quanto fastidiose variazioni. Nonostante una qualità globale estetica davvero ottima, anche per merito di una definizione soddisfacente e di una pulizia d'immagine di prim'ordine, questi difetti saltano all'occhio in modo piuttosto evidente e gettano inquietanti dubbi sul prosieguo dell'avventura.
Nessun problema
Fortunatamente, si tratta di uno scivolone non del tutto isolato, ma dalle conseguenze così impattanti solo in questa piccola porzione di gioco.
Già nel livello dedicato al college Marshal, o ancor meglio nell'ambientazione di Città del Vaticano, queste problematiche si ridimensionano sensibilmente presentandosi in rarissime e ben circoscritte situazioni. La scarsa distanza di rendering resta un fattore impattante, ma coinvolge più che altro la definizione e il livello di dettaglio di determinati elementi dello scenario. Scritte e poster modificano la loro definizione in tempo reale a seconda del numero di passi che li distanziano dal Dottor Jones. Fortunatamente, non accade nulla di simile ai modelli poligonali dei personaggi o delle strutture più grandi.
A sorprendere in positivo, semmai, è il frame rate. Dai 60fps su PC, PlayStation 5 e Xbox Series, si passa ai 30 sia in modalità docked che portatile, ma l'abbassamento non è per nulla impattante sulla godibilità dell'avventura, visto il ritmo generalmente compassato dell'azione. Soprattutto non si lamentano particolari rallentamenti, anche durante le lotte più concitate che coinvolgono più nemici contemporaneamente. Ovviamente, girando la visuale velocemente l'immagine si impasta un po', ma il giudizio globale non può che essere estremamente positivo.
Anche durante le scene filmate non si può non restare sbalorditi di fronte al lavoro compiuto. La resa dei capelli più semplificata tradisce la minor potenza di calcolo di Nintendo Switch 2 rispetto alle console concorrenti, ma dalla modellazione poligonale degli attori virtuali, alle espressioni facciali, senza dimenticare l'ottima effettistica di contorno, il risultato è estremamente soddisfacente. L'unica problematica ravvisabile, in questo senso, è un lieve inciampo del frame-rate in alcuni cambi d'inquadratura.
Stessa qualità, a casa o in giro
La bontà della trasposizione, tra l'altro, si ravvisa anche nel confronto tra la qualità grafica ostentata in modalità docked e in portabilità, un divario davvero minimo, imputabile per lo più ad una linea d'orizzonte lievemente più contenuta e nella minor resa degli effetti luce, un deficit comunque ampiamente mitigato dalle dimensioni più contenute del display di Nintendo Switch 2.
Non esistono impostazioni grafiche alternative con cui valorizzare la resa grafica o dare priorità al frame-rate, ma questa versione per l'ibrida della Grande N si avvale della possibilità di attivare la modalità mouse per uno o entrambi i Joy-Con, opzione che vi consentirà di gestire la visuale di Indiana Jones.
Tirando le somme, siamo di fronte ad una conversione estremamente convincente. In termini contenutistici non c'è nulla di nuovo da segnalare. Graficamente, va da sé che il gioco dia il meglio di sé su PC e sulle console di Sony e Microsoft. Tuttavia, se questo doveva essere un banco di prova per dimostrare le capacità tecniche di Nintendo Switch 2 il giudizio non può che essere positivo e assolutamente sorprendente. Ci aspettavamo qualche inevitabile inciampo nel gestire la mole di personaggi che si incrociano a Città del Vaticano, o nei confronti dell'ampia linea d'orizzonte nello scenario di Giza. La console nipponica ha invece risposto alla grande sia in termini di resa generale, sia per quanto riguarda la stabilità del frame rate.
L'unico vero appunto che si può fare a questo adattamento riguarda una distanza di rendering particolarmente ridotta, una pecca che causa strani effetti visivi in scenari dove luce ed ombra si alternano frequentemente. Oltre allo scenario iniziale, questa problematica torna a farsi sentire, pur con minor intensità, nel livello ambientato a Sukhothai.
In definitiva, se siete felici possessori di Nintendo Switch 2 e non vedevate l'ora di mettersi il cappello e partire all'avventura, potete farlo in tutta tranquillità: anche sulla console ibrida della Grande N, la creatura di MachineGames funziona e diverte alla grande.
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