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Il manga che racconta le origini dei Pokémon è arrivato anche in Italia

Per il 30° anniversario di Pokémon, arriva anche in Italia il manga che racconta la storia di Satoshi Tajiri e di come ha creato Pokémon Rosso e Verde.

SPECIALE di Vincenzo Lettera   —   08/03/2026
La copertina di Satoshi Tajiri, il mio mondo, i miei Pokémon

Tra gli appassionati di videogiochi, la nascita dei Pokémon è forse tra le origin story più famose. Forse perché - un po' come Shigeru Miyamoto che creò Zelda ispirandosi alle sue avventure da bambino - la genesi dei Pokémon è strettamente legata all'infanzia dell'autore Satoshi Tajiri, ai pomeriggi passati a cacciare insetti e alla sua passione per i videogiochi.

Negli ultimi 30 anni i retroscena che hanno portato al successo planetario di Pokémon su Game Boy sono stati raccontati in tutte le salse, tra interviste, documentari e libri: nel 2018 venne realizzato anche un manga biografico, scritto da Hiroyuki Kikuta, disegnato da Akira Tanaka e pubblicato dall'editore Shogakukan come parte di una sua collana di manga educativi. Come spesso accade, ci sono voluti anni prima che il manga venisse adattato e distribuito in Italia, ma alla fine ci ha pensato J-Pop, che per festeggiare il trentennale della serie lo ha localizzato e distribuito anche da noi con il titolo Satoshi Tajiri - Il mio mondo, i miei Pokémon.

Dagli insetti alla Pokémania

Il piccolo volume (siamo sotto le 160 pagine) racconta a grandi linee gli anni che hanno preceduto la pubblicazione di Pokémon Rosso e Verde in Giappone. Da quando Satoshi Tajiri era bambino e collezionava ogni tipo di insetto, esplorando strade, boschetti e addirittura cimiteri alla ricerca di specie uniche.

Quando era bambino, Satoshi Tajiri era soprannominato 'Dottor Insetto' per via della sua passione per la cattura e il collezionismo di insetti.
Quando era bambino, Satoshi Tajiri era soprannominato "Dottor Insetto" per via della sua passione per la cattura e il collezionismo di insetti.

Si racconta poi di come, crescendo, ha conosciuto e si è innamorato dei videogiochi, prima di fondare una rivista chiamata Game Freak assieme al suo amico e disegnatore Ken Sugimori (che a sua volta sarebbe diventato il principale artista dietro al design dei Pokémon). È a circa metà del manga che avviene la svolta: da fanzine, Game Freak diventa uno sviluppatore di videogiochi e il team di Tajiri e Sugimori si imbarca in una collaborazione con Nintendo per creare un gioco per Game Boy ispirato alle passioni e alle esperienze del suo autore da bambino.

C'è il collezionismo di mostriciattoli, ovviamente, ma anche l'esplorazione, il senso di curiosità, di amicizia e addirittura i combattimenti come quelli che Tajiri vedeva in TV. Nonostante la seconda metà del manga sia quasi tutta ambientata all'interno di uffici, al telefono o davanti a dei computer, il manga fa un lavoro dignitoso nell'aggiungere varietà (anche visiva) attraverso i ragionamenti e i momenti introspettivi del team.

Quando uscì, il manga fece parlare di sé anche perché conteneva delle immagini che mostravano per la prima volta dei design inediti e poi scartati di alcuni Pokémon
Quando uscì, il manga fece parlare di sé anche perché conteneva delle immagini che mostravano per la prima volta dei design inediti e poi scartati di alcuni Pokémon

Ovviamente a risentirne è un po' il pathos del racconto e, per quanto problematico possa essere un computer che va in tilt durante lo sviluppo, la scena si può rendere drammatica fino a un certo punto senza che diventi caricaturale.

Un racconto motivazionale

Forse l'unico appunto che si può fare al manga è l'aver raccontato la versione più edulcorata possibile della storia. Shigeru Miyamoto è presentato come un deus ex machina sorridente che dà la benedizione al progetto, mentre Tajiri ne esce quasi un filantropo, che attraverso la creazione dei Pokémon vuole ispirare le generazioni future a essere più creative.

Il fumetto prova a raccontare anche i ragionamenti e le scelte di design dietro alcune delle meccaniche più caratteristiche di Pokémon Rosso e Verde
Il fumetto prova a raccontare anche i ragionamenti e le scelte di design dietro alcune delle meccaniche più caratteristiche di Pokémon Rosso e Verde

Considerato che inizialmente il manga faceva parte di una collana educativa, forse era anche l'obiettivo del fumetto. Qualsiasi Pokéfanatico che si definisce tale probabilmente non troverà informazioni inedite tra le pagine del manga, ma per i più giovani o per chiunque non ne sappia assolutamente nulla, è un modo divertente e alternativo per avere un riassunto dell'affascinante storia dietro alla genesi di Pokémon, e quelle che sono state le principali sfide incontrate durante lo sviluppo (o, almeno, quelle raccontate pubblicamente negli anni).

Il racconto è infine arricchito da alcuni inserti e interviste a Miyamoto e allo stesso Tajiri, che spiegano un po' la filosofia dietro ad alcune delle decisioni prese, come ad esempio la scelta di pubblicare due diverse versioni dello stesso gioco (una tradizione che la serie ha portato avanti per ben trent'anni): anche in questo caso, la maggior parte dei dettagli e degli aneddoti è ben nota ai fan, ma chi invece non ha mai approfondito lo sviluppo di Pokémon troverà nel fumetto una storia sicuramente affascinante e motivazionale.