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I 10 racer arcade che vorremmo tornassero sul mercato

Quella dei giochi di corse arcade era una categoria che un tempo dominava il panorama videoludico, ma che oggi sembra aver perso forza. Vediamo 10 marchi indimenticabili che sarebbe bello veder tornare sul mercato.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   13/04/2026
Wipeout HD
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Con la recente pubblicazione del reboot di Screamer da parte di Milestone e l'attesa febbrile per Star Wars: Galactic Racer, l'amore attorno ai giochi di corse arcade sembra essere risbocciato all'improvviso. Diciamo "risbocciato" perché c'è stato un tempo in cui le sale giochi e le console domestiche erano dominate da racer immediati e senza troppi fronzoli, prima che il mercato si spostasse verso la simulazione "pura" che, con l'avvento della prima PlayStation, ha avuto in Gran Turismo il suo portabandiera.

Così è arrivato il momento di togliere un po' di polvere ed elencare 10 franchise leggendari di racer arcade che sono spariti dai radar da troppo tempo e che, oggi più che mai, meriterebbero un ritorno in pista. E allora: "Gentlemen, start your engines!"

Ridge Racer

Se c'è un nome che evoca all'istante l'immagine di una console appena scartata sotto l'albero, be' quello è senza dubbio Ridge Racer. Ridge Racer per PlayStation, per PSP e per PS Vita, Ridge Racer V, 6, 7 e 3D. Cos'hanno in comune? Sono tutti titoli che hanno accompagnato il lancio sul mercato di una console, domestica o portatile che fosse. Insomma, sin dal suo debutto nel 1993, la serie targata Namco è stata il manifesto tecnologico di intere generazioni. Il suo segreto risiedeva tutto in una fisica della derapata che non aveva nulla a che fare con la realtà, perché si preoccupava di mettere lo stile davanti a tutto, suscitando sensazioni che nessun altro gioco di corse è riuscito a replicare con la stessa eleganza.

Ridge Racer Unbounded si allontanava parecchio dallo spirito della serie
Ridge Racer Unbounded si allontanava parecchio dallo spirito della serie

Oltre al capostipite, le pietre miliari della serie sono senz'altro Ridge Racer Type 4, ancora oggi considerato da molti il miglior esponente del marchio, e il già citato Ridge Racer 7, che ha accompagnato il lancio di PS3. Purtroppo, dopo l'esperimento occidentale di Ridge Racer Unbounded a firma Bugbear, che, ammettiamolo, di Ridge Racer aveva ben poco, il franchise è entrato in un letargo profondo, interrotto solo da timide apparizioni sul mercato mobile. Peccato.

Burnout

C'è stato un momento, a metà degli anni 2000, in cui il racing arcade non era più questione di chi arrivava per primo al traguardo, ma di chi era più abile nel distruggere gli avversari, e il portavoce principale di questa filosofia era di certo Burnout. La serie di Criterion ha ridefinito il concetto di aggressività stradale e, con l'introduzione dei Takedown, ha trasformato ogni gara in un combattimento tra veicoli ad altissima velocità facendo schizzare l'adrenalina a mille.

Burnout Paradise è tornato poco meno di dieci anni fa con un'edizione rimasterizzata
Burnout Paradise è tornato poco meno di dieci anni fa con un'edizione rimasterizzata

Dopo l'eccellente open world di Burnout Paradise del 2008 - che ha tuttavia beneficiato di una remaster 10 anni dopo -, Electronic Arts ha dirottato Criterion sulla serie Need for Speed e da allora il nulla. Dobbiamo però dire che, se trattato con la dovuta cura, oggi un nuovo Burnout sarebbe illegale per quanto potrebbe essere bello, specie dal punto di vista tecnico; un carnevale di carrozzerie sfasciate e di scintille che potrebbe davvero settare un nuovo standard nell'ambito delle corse arcade.

F-Zero

È curioso se ci pensate, ma potremmo addirittura azzardare che il capitano Falcon è diventato più famoso come lottatore in Super Smash Bros. che come pilota. E questa è una ferita aperta nel cuore di ogni utente Nintendo, perché sin dal suo debutto datato 1990 sul mitologico Super Nintendo, F-Zero si è imposto come uno dei racer più influenti della storia, con le sue navette a levitazione antigravitazionale e i suoi circuiti futuristici che hanno ispirato nomi del calibro di Wipeout e Rollcage, di cui parleremo tra un po'.

F-Zero 99 è stata una graditissima sorpresa
F-Zero 99 è stata una graditissima sorpresa

Dopo F-Zero GX su GameCube e un paio di incursioni su Game Boy Advance, la serie è praticamente svanita per ricomparire solo nel 2023 con F-Zero 99 su Switch, rivisitazione online in chiave battle royale del capitolo classico che si è dimostrata davvero molto divertente. Che sia stato un banco di prova per Nintendo per sondare l'interesse del pubblico in vista di un ritorno della serie? La speranza è l'ultima a morire.

OutRun

Prendete una Ferrari Testarossa, una ragazza bionda al vostro fianco, "Magical Sound Shower" alla radio e un tramonto perenne all'orizzonte: ecco la ricetta della felicità secondo Yu Suzuki. E anche un po' secondo parecchi altri, dai. Mettiamolo in chiaro, specie nelle sue prime incarnazioni, OutRun non è mai stato un gioco sulla competizione rabbiosa quanto più sulla gioia del viaggio, con l'indimenticabile sistema a bivi che permetteva di scegliere il proprio percorso attraverso scenari da cartolina, dai mulini a vento alle Alpi innevate.

OutRun 2006: Coast 2 Coast rimane una delle migliori iterazioni moderne del franchise
OutRun 2006: Coast 2 Coast rimane una delle migliori iterazioni moderne del franchise

Per quanto riguarda i capitoli moderni, il franchise ha toccato il suo indubbio apice con OutRun 2 e OutRun 2006: Coast 2 Coast e dobbiamo confessare che un'eventuale riemersione della filosofia Blue Sky di SEGA oggi sarebbe uno spensierato quanto gradevole ritorno al passato. Ecco: sarebbe il gioco dell'estate perfetto. Di questa estate. E poi della prossima, di quella dopo, di quella dopo ancora...

Split/Second: Velocity

Sebbene strizzasse l'occhio a più riprese all'idea alla base della serie Burnout, Split/Second correva su un tracciato differente: quello dell'interazione ambientale. Il gioco era infatti strutturato come un reality show estremo in cui i piloti potevano accumulare energia a suon di derapate per attivare i cosiddetti "Power Play", trappole ambientali che andavano dal far esplodere un autobus fermo al far crollare un intero grattacielo, passando per lo schianto di un aereo di linea sulla pista per deviare il percorso.

In Split/Second era possibile distruggere intere porzioni di scenario per modificare il percorso
In Split/Second era possibile distruggere intere porzioni di scenario per modificare il percorso

Chi lo ha provato sa benissimo che stiamo parlando di un titolo visionario per le idee che metteva in pista e che avrebbe dovuto accogliere un seguito, purtroppo mai sviluppato anche per via della chiusura di Black Rock Studios nel 2011. Negli ultimi anni le tecnologie di distruzione ambientale dinamica hanno compiuto passi da gigante nel mondo dei videogiochi, quindi cosa aspetta Disney a consegnarci Split/Second 2? Stiamo aspettando.

Blur

Un po' Mario Kart, un po' Wipeout. Be', quel che è certo è che Blur è stato in pieno uno dei più grandi errori di marketing della storia dei racer videoludici. Lanciato in contemporanea proprio con Split/Second, il titolo è stato un autentico flop dal punto di vista commerciale; un insuccesso che ha portato alla chiusura della talentuosa Bizarre Creations nel 2011, già responsabile di Project Gotham Racing.

È un peccato che il marchio Blur ci abbia deliziati con un capitolo soltanto
È un peccato che il marchio Blur ci abbia deliziati con un capitolo soltanto

Eppure, la formula era davvero accattivante: auto vere (Audi, Ford, Nissan...) che sfrecciavano in circuiti urbani neon-punk lanciando scariche elettriche, mine e scudi energetici nell'ambito di un sistema di combattimento altamente ragionato e tattico. Da quando la serie - se di serie possiamo parlare - è sparita nel 2010, nessuno ha più provato seriamente a ricreare questo connubio in una produzione di alto livello, ciò significa che di spazio sul mercato ce ne sarebbe anche. Chi ha orecchie per intendere...

WipEout

Nato per rendere "cool" la prima PlayStation, il franchise WipEout ha sempre camminato a braccetto con due aspetti imprescindibili: la musica elettronica e un design grafico d'avanguardia. Nonostante la Omega Collection del 2017 approdata su PS4 si sia dimostrata di ottima fattura, stiamo comunque parlando di un'operazione di recupero di materiale già esistente; materiale tra cui è davvero arduo individuare un esponente migliore tra tutti.

Ormai anche la Omega Collection comincia ad avere qualche annetto sulle spalle
Ormai anche la Omega Collection comincia ad avere qualche annetto sulle spalle

L'ultimo capitolo inedito per console casalinghe risale a WipEout HD del 2008 per PS3, mentre in assoluto non vediamo un nuovo episodio da Wipeout 2048 giunto su PS Vita quattro anni dopo. Pensare che un marchio così legato a PlayStation sia fermo ai box da tutti questi anni fa male, ma siamo certi che goda ancora di un nome capace di riaccendere in un attimo l'interesse dei fan storici qualora Sony decidesse di riavviarne il motore.

Daytona USA

Se quel "Gentlemen, start your engines!" nell'introduzione vi ha provocato un brivido è perché siete tornati con la memoria in una fumosa sala giochi del 1993, dite la verità. Il motivo è che Daytona USA è l'essenza stessa del racing arcade da bar: tante auto in pista, la leggendaria Hornet rossa e blu da domare, e un sistema di guida basato su una gestione del cambio manuale che separava i principianti dai campioni.

Daytona USA è una pietra miliare imprescindibile dei racer arcade
Daytona USA è una pietra miliare imprescindibile dei racer arcade

Va sottolineato, comunque, che la serie ha legato il proprio destino più ai cabinati che al divertimento da salotto, ma non potevamo esimerci dall'inserirla in questa lista perché di fatto rappresenta uno dei mostri sacri del genere di appartenenza. Ci accontenteremmo di vederla tornare magari anche solo con un nuovo titolo scaricabile dagli store digitali, ma la verità è che sarebbe un po' come un pesce fuor d'acqua privato del suo habitat naturale fatto di gettoni, volante e pedaliera.

Sega Rally Championship

Mentre oggi il rally videoludico ha via via imboccato la strada sterrata delle simulazioni, dove un sasso sul ciglio del tracciato può vanificare la nostra rincorsa al titolo mondiale, Sega Rally proponeva un approccio molto diverso. La spensieratezza la faceva infatti da padrone lungo le tappe di questo furioso campionato, tra i "Long Medium Left... Maybe!" gridati dal navigatore e l'improvviso passaggio dall'asfalto al fango che in sala giochi ci faceva percepire distintamente il cambio di trazione.

Sega Rally Online Arcade ha proposto un'offerta ludica davvero scarna
Sega Rally Online Arcade ha proposto un'offerta ludica davvero scarna

La serie sta facendo un pit-stop da ormai quasi vent'anni, e ha visto le sue ultime iterazioni in Sega Rally Revo, Sega Rally 3 e Sega Rally Online Arcade, spin-off del 2011 che tuttavia ha lasciato parecchio amaro nella bocca dei fan a causa delle sue numerose lacune sul piano dei contenuti.

Wave Race

Ma chi l'ha detto che un buon gioco di corse deve viaggiare per forza sulla terraferma? Il nome più altisonante che ha smentito questa regola è stato indubbiamente Wave Race, serie nata su Game Boy nel 1992 e che con il Wave Race 64 per Nintendo 64 ha proposto un autentico shock tecnologico per l'epoca. La simulazione delle onde in questo arcade su moto d'acqua era infatti così avanzata da influenzare direttamente il gameplay, con il nostro jet-ski che veniva sollecitato a tal punto da rendere imprevedibile la traiettoria dei salti.

Blue Storm è stata l'ultima apparizione della serie Wave Race sulle console Nintendo
Blue Storm è stata l'ultima apparizione della serie Wave Race sulle console Nintendo

Dopo la pubblicazione di Wave Race: Blue Storm come titolo di lancio del GameCube nel 2001, Nintendo ha abbandonato il franchise, eppure di acqua sotto i ponti ne è passata ormai parecchia ed è quell'acqua che oggi consentirebbe agli sviluppatori di offrire una resa dei liquidi molto più realistica rispetto a quella dei primi anni 2000; fattore, questo, che andrebbe a tutto vantaggio della spettacolarità.

Menzioni speciali

I dieci marchi che abbiamo elencato saranno pure quelli che vogliamo rivedere in pista con più impazienza, tuttavia il parco rottami dei racer arcade è sconfinato; il che ci impone uno strappo alla regola con qualche menzione speciale. Non possiamo infatti non citare Flatout, il cugino "sporco" di Burnout, che sebbene ci abbia lasciato con episodi tutt'altro che memorabili, metteva sul piatto una visione davvero originale, costituita da un mix unico di distruzione ambientale, gare nel fango e mini-giochi a dir poco assurdi.

Un altro grande assente è però anche Scud Race. Considerato il successore spirituale di Daytona, questo racer dalla grafica strabiliante per il 1996 non è mai approdato su console, e chissà che Sega non rifaccia un pensierino su una sua possibile riesumazione oggi negli store digitali.

In FlatOut la parola d'ordine era 'distruzione'
In FlatOut la parola d'ordine era "distruzione"

E infine c'è Rollcage, titolo per la prima PlayStation in cui la forza di gravità era solo un optional, poiché grazie alle loro ruote gigantesche, le auto potevano correre sui soffitti dei tunnel o sulle pareti laterali. Nel 2018 GRIP: Combat Racing ne ha raccolto l'eredità concettuale, ma, diciamola tutta, tornare a correre a testa in giù sarebbe un graditissimo regalo anche oggi.